Serie A

Cialfi, musica per il TikiTaka: “Cariche per la Sky Arena”

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“Quanto è magico entrare in un teatro e vedere spegnersi le luci. Non so perché. C’è un silenzio profondo, ed ecco che il sipario inizia ad aprirsi. Forse è rosso. Ed entri in un altro mondo”

O forse entri proprio nel tuo mondo?
Dovrò chiederlo al sig. Lynch se è d’accordo con me su questa riflessione.
Di sicuro lo è Chiara Cialfi però.

E’ proprio lei a suggerirmi quest’immagine, in una tarda serata di inizio settimana, di ritorno dall’allenamento – lei – in procinto di allenarmi – io -.
“Quando entro in campo, per me, è come se si spegnessero tutte le luci ed esistesse solo la partita” mi racconta, a metà tra il prevedibilissimo disagio da intervista e la voglia di raccontarsi comunque. “Credo di essere una persona abbastanza fredda da questo punto di vista. L’emozione della gara riesco a gestirla bene. Per me esiste solo il campo, una volta dentro, non penso ad altro”.
Sarà così anche per la gara contro il Bisceglie che si disputerà questa domenica all’Emilia Romagna Arena? “Credo di si – afferma con tranquillità – anche se so che giocheremo sul campo delle grandi occasioni“.

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Eppure, non avrebbe mai immaginato, Chiara, di finire nella programmazione di Sky. “Se avessi mai potuto pensare ad uno scenario simile, sicuramente sarebbe stato in un sogno di quelli che si fanno la notte. Chi l’avrebbe mai detto. (Ciao mamma vado su Sky, penso. n.d.r.) Anche se c’è un filo di rammarico per la differita, sorte che non è invece toccata ai nostri colleghi uomini, è sempre un onore e un privilegio approdare su una piattaforma simile. Attendo con ansia il giorno in cui, anche per noi, arriverà il momento di poter gareggiare in diretta nazionale“.

Sky, pro e contro, potrebbe essere quasi una rubrica, ma non è questo il focus della nostra chiacchierata. Le anticipo che l’arena fa un certo effetto, suscita batticuore e stupore, anche ad una persona come lei che riesce a gestire bene le emozioni. “Non preoccuparti, sono e siamo cariche per la Sky Arena“.
Ad attenderle, in quel di Salsomaggiore, ci sarà il Bisceglie di capitan Nicoletti, reduce da una prima giornata di campionato vincente contro la Kick Off. “Personalmente non la conosco come squadra e credo di preferire così. L’approccio credo debba essere quello di non guardare all’avversario, ma concentrarci sulla nostra prestazione. Soprattutto dopo la falsa partenza contro il Granzette“. Una gara, quella contro le venete, che ha lasciato un retrogusto amaro. “L’aspetto che più ci ha deluso è la consapevolezza che avremmo potuto e dovuto fare molto meglio.

Queste due settimane di pausa dal campionato ci hanno permesso di rimettere i piedi per terra e lavorare focalizzandoci su quanto c’è da migliorare. Il memorial disputato a Bitonto inoltre, ci ha ridato la giusta carica, perché fare allenamento subito dopo la sconfitta di Granzette non è stato semplice. Se devo esprimermi però – mi confida – preferisco che una sconfitta di questo tipo sia arrivata subito. Da qui, possiamo solo crescere“.

Il punto di ri-partenza è proprio il gruppo squadra. “Questa squadra la sento totalmente mia, per aver contribuito a crearla e farla arrivare dove è ora. E’ stato un traguardo raggiunto insieme a molte delle compagne con cui condivido il campo, gruppo al quale, da quest’anno, si sono unite persone eccezionali. L’affiatamento e la sintonia che si respirano qui sono merce rara, per questo sono convinta che potremo fare davvero grandi cose insieme“.
Chiara è chiara, appunto, ha ben presente i traguardi verso i quali camminare. “Final Eight di Coppa Italia e Play Off Scudetto. Questo è quello che voglio e vogliamo raggiungere. Non esiste un io in questo sport, non credo esistano obiettivi personali se non quelli di crescere e migliorare in funzione della squadra. Per me almeno, è così“.

Dai campi aquilani di calcio a 11, ai palazzetti di periferia fino ad arrivare al PalaRoma, in Serie A. Una strada spesso inaspettata, di quelle che richiedono il coraggio dei folli per essere percorsa. “Non sai mai dove ti porterà al vita, cosa ti riserva. Ma non è come reagisci agli eventi ciò che rende la vita proprio quello che è? In questo momento, ad esempio, mi sento perfettamente nel posto giusto al momento giusto. In questa disciplina, in questa squadra, in questo sport, con il mio essere allegra“.
Mi suggeriscono che chiara sia “la più simpatica della squadra, quella che riesce a portare un sorriso esattamente nel momento in cui serve. Quella che, una volta in campo, non guarda più in faccia a nessuno”.

Sono proprio così” mi conferma. “Che ruolo svolgo in squadra? – oltre ad essere ultimo immagino – La DJ. La musica che ascoltiamo è appositamente selezionata da me e c’è un brano che non può mai mancare in spogliatoio o durante le trasferte“.
Nota a margine, mentre parliamo, siamo comodamente sedute sui divanetti della mia palestra e, constatiamo entrambe che la playlist scelta è di tutto rispetto.
Sono in fissa con la musica brasiliana – racconta – grazie o per colpa delle mie nuove compagne di squadra. Questa canzone nello specifico, è entrata ufficialmente nella colonna sonora dei nostri allenamenti e delle nostre trasferte. Perchè? Perchè no?
La DJ sei tu, non discuto.

Ricapitolando, la squadra è pronta, la mentalità è quella giusta, la musica non manca.
E’ tutto pronto per la seconda di campionato.

Si spengono le luci, si apre il sipario. Si va in scena.

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