Serie A

Bramucci, applausi al Falconara: “Era la squadra di tanti, ora è di tutti”

Tutto pronto per l’iscrizione alla stagione 21/22, quella che vedrà il Città di Falconara scendere in campo con la coccarda accanto al falco, ma negli occhi del presidente Marco Bramucci scorrono ancora le immagini dell’anno appena concluso.

“Personalmente l’ho vissuta benissimo, anche prima del triplice fischio, perché è stata una vera festa per tanti aspetti: il nostro pubblico che è andato a dire grazie alle nostre senza chiedere a tutti i costi una vittoria, l’ovazione alla medaglia d’argento e poi l’applauso riservato al Montesilvano, avversario formidabile. Voglio sottolineare anche il brindisi tra tifosi e direttori di gara: se dopo la prima delle finali eravamo stati etichettati come “mangia arbitri”, dopo gara -3 si è vista la realtà di questo ambiente in cui tutti hanno partecipato alla festa generale di una serie finale chiusasi addirittura il 20 giugno. Il nostro percorso ha fin da subito voluto portare in alto questo sport in modo che venisse conosciuto da quante più persone possibili e ci siamo riusciti: è cambiata la storia ed è cambiata anche la prospettiva dalla quale vengono viste non solo le nostre campionesse, ma anche quelle delle squadre rivali”.

Ed in questa cornice meravigliosa, il tricolore sarebbe stato un coronamento giusto seppur non necessario.
“Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta: a mio avviso é mancata quella serenità indispensabile per affrontare una partita del genere. Per esempio, tutti in Coppa avevano applaudito il fatto che la squadra sorridesse prima di entrare in campo, invece – sia in gara-1 che in gara -3 – abbiamo pagato la pressione involontaria messa dall’ambiente perché i volti erano troppo tirati. Ecco perché parlo di responsabilità: non sono stato capace di far vivere serenamente la partita e questo per me ha condizionato una gara in cui abbiamo commesso errori inusuali”.

Al netto di questo, il bilancio rimane mostruoso.

“Non abbiamo vinto lo scudetto, è vero, ma abbiamo conquistato qualcosa di più grande: se prima il Falconara era di tanti, oggi è di tutti. In scia c’è una città intera che ha voglia di ripartire e – paradossalmente – farlo a pancia piena sarebbe stato più difficile. Certamente c’è un po’ di amaro in bocca, ma aspettiamo ancora gara -4 – la Supercoppa – di una sfida che si protrarrà a lungo e che sarà stimolante per tutti”.

Nel frattempo, via al mercato che porterà alla definizione della rosa affidata come sempre a mister Neri.

“Avendo finito tardi, abbiamo iniziato a muoverci da poco. Ci stiamo confrontando con le nostre ragazze e vedremo quello che si può fare per migliorare sempre di più. La società si è rinforzata con l’ingresso di persone che si sono avvicinate a fine stagione, la nostra volontà è quella di confermare in blocco lo staff e gran parte dell’ossatura della rosa. Ma soprattutto – aggiunge Bramucci – non vediamo l’ora di ripartire da un PalaBadiali sempre più organizzato e pronto, Covid permettendo, ad accogliere tutte quelle persone che si sono innamorate del Città di Falconara”.

E di conseguenza del futsal femminile.

“L’onda emotiva creata dalle Citizens ha mitigato quelli che sono stati i problemi generali. In tal senso, va fatto un applauso alle 10 società che sono arrivate fino in fondo senza creare problemi alla Divisione. È stato un campionato dalle mille emozioni, deciso proprio all’ultimo secondo in una Final giocata tra defezioni, infortuni, incredibili ritorni e grandi giocate: tutto quello che può fare il calcio a 5 si è visto nei 120′ che hanno assegnato lo Scudetto, impossibile non innamorarsi di questo sport”.

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