Serie A

Il Granzette torna in Puglia per la salvezza, Longato: “Non avremo rimorsi”

Longato

La qualifica di “bomber” torna di diritto davanti al nome di Alessia Longato, una delle maggiori trascinatrici del Granzette, soprattutto dopo il giro di boa. Nove reti realizzate proprio come Iturriaga, tanta corsa (a volte addirittura troppa, scherza lei) e quella voglia irrefrenabile di dare tutto per una salvezza rincorsa fin dalla prima giornata. Ma prima di pensare al traguardo, abbiamo tutto il tempo di soffermarci su una condizione non solo ritrovata, ma addirittura migliorata.
“A gennaio dell’anno scorso mi sono rotta la clavicola e sono stata un mese immobile a letto, poi ho preso una brutta polmonite di cui ancora risento e dopo un po’ è scoppiato il Covid. In tutto, avrò fatto tre partite e quando sono rientrata è stata subito in Serie A: ho avuto bisogno di tutto il girone di andata per ritrovarmi fisicamente e per capire le mie compagne, perché ne avevo di nuove rispetto al gruppo con cui avevo disputato l’A2, ma adesso l’Alessia che vedo mi piace tanto”, sorride.

FIDUCIA A metterla davanti ad uno specchio sono state le sue stesse compagne, in primis Iturriaga e Dayane.
“Sento la fiducia che hanno nei miei confronti, i loro continui incoraggiamenti. Che io stia bene o stia male sono le prime a preoccuparsi per me e questo non è un trattamento scontato da parte di persone di altissimo livello. Sono molto felice che abbiano scelto di seguirmi con tanto affetto e questo diventa produttivo anche in campo, perché si trasforma in stima in me stessa: per me che ne ho poca e che non mi sento mai all’altezza, poter aggiungere un po’ della loro fiducia mi ha permesso di crescere a livello caratteriale, ma anche tattico. Ora sto attenta a degli aspetti che prima non guardavo, ad esempio il movimento del corpo dell’avversaria o ad avere una visione a 180° sui calci d’angolo”.

SFIDA SALVEZZA Quei dettagli che nel futsal possono rivelarsi decisivi, specie negli ultimi minuti della regular season che potrebbe valere la salvezza diretta in casa di quel Bisceglie volato  in Coppa Italia proprio a spese del Granzette.
“Ci è dispiaciuto tantissimo, ma abbiamo dovuto subito guardare avanti per la partita dell’11 aprile in cui daremo tutte il massimo, se non di più, a costo di uscire sfinite dal campo. È triste guardare la classifica ed essere lì sapendo che avremmo meritato di più e che tante volte siamo state sopra nel punteggio per un tempo o addirittura un tempo e mezzo, ma ci stiamo allenando con l’unico obiettivo di vincere: dovremo stare attente a palle inattive e a quelle sfumature che abbiamo sbagliato due settimane fa, ma sono positiva perché vedo come stiamo affrontando ogni seduta. La sfida a distanza col Cagliari? Per quanto mi riguarda – spiega Longato – dipende tutto da noi. Sapremo del loro risultato soltanto alle 18, quando sarà suonata la sirena del PalaDolmen. Ma non dobbiamo avere rimorsi, perché se le rossoblu dovessero perdere e noi pure, allora quella sarà una delusione che ci porteremo dietro a lungo”.

E se invece il Granzette dovesse uscire con i tre punti scansa-playout?
“Allora farei due telefonate: una ai miei genitori, che seguono tutte le partite da casa, ma se potessero sarebbero sempre in prima fila al palazzetto, e alla mia fidanzata, perché anche lei gioca e non vediamo l’ora di aggiornarci tutte le domeniche”.

 

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