Storie

Let the Girl Play – Il fumetto contro i pregiudizi di genere di Marta da Silva

Let the Girl Play

“Questa è la storia di una bambina che voleva un pallone, non una bambola”

Inizia così la storia di Marta da Silva raccontata da se stessa attraverso le pagine di The Players’ Tribune. Il portale fondato e finanziato da Derek Jeter, hall of famer del baseball e stella dei New York Yankees.
La brasiliana, da sempre attivista e protagonista della lotta all’abbattimento di quello che viene definito “gender gap”. Marta ha scelto di condividere, ancora una volta, la sua storia attraverso un piccolo fumetto.
Poche pagine, poche frasi, ma dense di storia e significato.
Quello del gender gap e del dream gap sono argomenti all’ordine del giorno nell’agenda delle battaglie sociali globali. E’ notizia recente la campagna di sensibilizzazione lanciata dalla Mattel al riguardo. Ve ne abbiamo parlato qui.
Tante, troppe bambine, rimangono ancora intrappolate in quella gabbia di “cose da femmina”. Prigioniere di sbarre resistenti, composte di pregiudizi, luoghi comuni, cultura stantia e timore.

Mi chiedo, come si scardina questo meccanismo? A chi tocca? Ai grandi del mondo, ad ognuno di noi?
Credo ad entrambi.
Qualche giorno fa una delle mie cugine, mi ha chiesto a suo modo: “perché il mio prestare attenzione alla quantità di acqua che utilizzo per lavarmi i denti può aiutare la  sopravvivenza della barriera corallina?”. Certo non ha utilizzato questi termini, ma il concetto, credo fosse questo, chiaramente.
Una piccola azione può davvero cambiare il mondo?
Un fumetto di poche pagine può davvero rivoluzionare il modo in cui il mondo guarda alle donne?
Il modo in cui le donne guardano a loro stesse?

Si.
Lo spero.
Ultimamente ho letto che “non si spera ciò che non esiste”. Allora esiste. Allora si può, ognuno con il suo. Come Vanila, con la barriera corallina.
Un piccolo gesto accanto all’altro, per sommarli e generare un movimento. Lento magari, ma costante e incessante. Destinato a cambiare il corso, della vita, delle norme.
Anche se il bello e il buono non fanno rumore, non creano scalpore.
Sembrano quasi gocce buttate nel mare. Ma quelle gocce potrebbero arrivare a bagnare le coste dei pensieri di mamme e papà di tutto il mondo, di bambine e di bambini.
Si perché il gender gap non è solo al femminile.

Come fare? Il modo lo inventiamo noi. Oggi è attraverso le immagini di un fumetto. Immagini che riescono a parlare oltrepassando le  parole quindi, “don’t worry” se l’inglese non è esattamente la vostra lingua del cuore.

 

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