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Sofia Goggia, le lacrime, la telefonata di Mattarella e la forza di reagire!

Il terzo giorno dei Mondiali di Cortina bloccati dalla nebbia e dal maltempo ritrovano, suo malgrado, come protagonista una visibilmente emozionata Sofia Goggia nello spazio in diretta sul canale YouTube Cortina2021 da Casa Italia. Dopo il saluto del Presidente della FISI Roda con il suo personale augurio di pronta guarigione la parola e’ passata alla campionessa Sofia Goggia che a causa del recente infortunio al piatto tibiale non ha potuto partecipare ai mondiali di casa. Gli occhi sono lucidi, sono quelli di chi sa che ha perso una grandissima occasione per portare a casa una medaglia e sfoggiare il tricolore sulle montagne di Cortina. Ci pensa Andrea Facchinetti dell’Ufficio Stampa FISI a cercare di risollevare Sofia facendole raccontare della telefonata ricevuta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a seguito del famigerato infortunio a Garmisch. Non nasconde di essere rimasta enormemente colpita dal gesto del tutto inaspettato della massima carica istituzionale, avvenuto in momento travagliato e particolare per il Paese a seguito della recente crisi di Governo che vede dei profondi cambiamenti all’orizzonte.

Si susseguono le domande dei giornalisti delle varie testate, dalla Rai a Repubblica alla Gazzetta dello Sport. Ci si concentra su come si possa uscire, fisicamente ma forse prima di tutto mentalmente, da un infortunio, sopratutto se non e’ la prima volta. Eppure Sofia, senza paura, si mostra in tutta la sua fragilita’ perche’ questa volta e’ difficile accettare di non partecipare ai mondiali di casa. Si aggiunge la beffa di come sia avvenuto questo infortunio, su neve molle, sulla pista di rientro dopo l’annullamento della gara, con lo zaino addosso. “So che ci sono cose ben peggiori di questa che possono capitare ad una persona”, ammette Sofia, ma nell’ottica di una atleta che si sta esprimendo al massimo, ad una settimana dal mondiale, beh questo infortunio ti stravolge i piani e la vita sportiva che hai condotto sino a quel momento. E’ un infortunio “meno grave, ma piu’ doloroso” e ritrovarsi dentro l’abbraccio delle proprie compagne di squadra nella hall dell’hotel a Garmisch e’ stato, per Sofia, un sollievo ed un aiuto moralmente importante. All’abbraccio tangibile delle compagne si e’ aggiunto quello virtuale di tutti i tifosi da casa e, dice Sofia, “e’ bellissimo perche’ significa che sono riuscita a farmi apprezzare non solo come sportiva ma anche sul piano umano”.

Sofia Goffia sul podio di Cras Montana – foto tratta dal profilo Instagram

“Se ci fosse una macchina del tempo, magari regalata dall’amica Michela Moioli – le chiedono – dove vorresti tornare?””Non andrei al 10 febbraio, ne’ al 31 gennaio, forse tornerei ancora piu’ indietro per evitare tutti quegli errori che ho commesso in passato anche se le esperienze che fai sono quelle che ti fanno crescere” dice Sofia. Lei che si rende protagonista sia quando c’e’ sia quando, come adesso ai mondiali, non e’ presente. “Non saprei spiegare perche’ accade ma so che voglio sempre lasciare il segno nelle persone che incontro nella mia vita, nel bene e nel male, e questo accade anche nello sci anche se non e’ un obiettivo che mi prefiggo a priori”.

Adesso Sofia e’ concentrata sulla fisioterapia e sulla riabilitazione, con 2 giorni a settimana a Mantova da chi e’ sempre stato in grado di rimetterla in piedi piu’ volte e cioe’ dal Dott. Roberto Galli a cui la campionessa si e’ sempre affidata dopo ogni infortunio. Chissa’ se ci sono margini per un rientro per l’ultima discesa libera di Coppa del Mondo, chiede Enrico Cattaneo della RAI. “Piu’ no che si'” dice una Sofia consapevole di aver fatto un recupero da record per i Mondiali di Are “quando disputai i mondiali a soli 3 mesi dall’infortunio”. “Qui pero’ si tratta di un osso di carico, vicino all’articolazione del ginocchio”, ricorda Sofia, quindi il recupero sara’ piu’ complicato. Il primo infortunio a 15 anni, l’ultimo qualche giorno fa a 28. “Quali sono i consigli che darebbe Sofia a lei stessa bambina?” – chiede ancora Cattaneo. “Beh sicuramente darei dei consigli diversi – dice Sofia – anche perche’ io venivo da una famiglia non sportiva e quindi in passato ho fatto degli errori dovuti alla non conoscenza dello sport e delle dinamiche sportive”.

L’atteggiamento, quello interiore, nonostante le lacrime non nascoste, e’ comunque positivo, di una campionessa che non si arrende e che incarna davvero il suo motto urlato davanti alle telecamere di tutto il mondo “Only the brave!”. L’amarezza di non essere a Cortina e’ grande ma la fiducia nel proprio corpo non e’ minata dall’infortunio. Allora forza Sofia. Ti aspettiamo per l’appuntamento piu’ importante per un atleta, le Olimpiadi Invernali!

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