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Notturno eSport – Facebook vi ha mentito

Il progresso tecnologico ha reso disponibile ad una più ampia varietà di utilizzatori gli strumenti per comunicare con efficacia. Eppure come se fossero prigionieri in un multiverso incapace di evolversi alcuni sport, restano prigionieri di pratiche che risalgono alla stampa con i caratteri mobili.
La Lega Pallavolo, lancia una piattaforma in abbonamento, nella quale distribuisce le partite. Bobo Vieri ha un suo canale Twitch che fa più spettatori dei talk di Sky Sport. Milioni di ragazzi ogni giorno si sintonizzano per guardare le partite di Fortnite o League of Legends.
Questo accade, mentre mi capita di leggere strampalate idee sul futuro del futsal come mezzo d’intrattenimento. Dopo il fallimento clamoroso, facilmente pronosticabile, delle telecamere automatiche che inquadrano parti a caso del campo oppure la testa pelata del guardalinee: arriva il VR.
Virtual Reality.
I visori VR, generalmente costosi, che si tratti dell’Oculus o di quello della Sony. Impossibili da usare per lungo tempo per chi indossa occhiali, costretti a ricorrere alle lenti a contatto. Pesanti, scomodi.
Hanno avuto successo in un solo caso. L’intrattenimento per adulti.
In tutti gli altri ambiti competitivi, simulatori di volo o di guida, si adopera l’head tracking e un visore curvo il più ampio possibile. Boomer.
In una strampalata proposta come questa, quella di dotare di visori VR gli spettatori del futsal, si tutti e 100, riesco a trovare uno spunto di riflessione.

Ampio salto nella realtà.
Nel baseball, s’è tentata la via della AR, Augmented Reality. Realtà Aumentata. Attraverso lo schermo del vostro smartphone l’utente inquadra un area di spazio reale e riceve informazioni dettagliate di contesto. Successo discreto in alcuni sport, successo straordinario nelle aree museali e archeologiche.
Uno smartphone lo hanno tutti, a casa come allo stadio.
Fornire più informazioni di quelle che è possibile captare ad occhio nudo. Questa la chiave che si è scelto di utilizzare per aumentare il coinvolgimento dello spettatore.
Dati, statistiche, replay, tutto in tempo reale sul vostro inseparabile strumento di comunicazione anche passiva.
NFL, NBA. Premier League, anche femminile.
“Già ma quelli hanno i soldi”.
Vero, ogni livello di complessità che si aggiunge ad una diretta ha un costo, anche il semplice cronometro o i falli. Aggiunge inoltre un livello di instabilità alla diretta. Tuttavia, c’è bisogno di idee. Invece d’investire nell’ennesima inutile diretta Facebook hanno scelto di sviluppare un progetto.
Hanno pescato questa soluzione nell’area sportiva più arriva al momento, gli eSport.
Queste sono le mie statistiche dettagliate di un “fight” a Castle Natharia  in World of Wacraft.

Queste è il replay dello scontro, della partita.

Vi rendete conto dell’abisso in termini di coinvolgimento che separa lo sport tradizionale da questa nuova frontiera dell’intrattenimento sportivo?
Il futsal italiano fa ancora fatica a dirmi chi ha segnato e quando. Se resta indietro così però, muore.
Quella “partita” è durata 4 minuti e 32 secondi. Poco più dell’arco di attenzione medio dell’utente digitale, del netizen.
I dati Auditel (digitali) dicono che una partita di Serie A di calcio a 11 viene vista per una media di 26 minuti e 46 secondi.

Però qualcuno si guarda mediamente oltre quaranta minuti di futsal, femminile o maschile.
Seriously?
Rai Sport mediamente viene guardata per 18 minuti e 35 secondi.
Il tempo di visione medio sull’intera piattaforma Sky è di 3 minuti e 9 secondi.
Numeri, reali, verificabili.
Per migliorare si deve partire dalla realtà, da quello che siamo non da quello che vorremmo essere.
Forse è il caso di puntare sugli highlights? Sulle partite condensate?
Meno partite ma trasmesse e prodotte pensando all’utente finale invece di far felice il presidente di turno?
Partite evento, invece di partite e basta?

Il futsal italiano non ha nemmeno una app decente per i risultati, non è che sia indispensabile. Visto che il sito web è AMP friendly come lo è Pique con Griezmann, forse sarebbe il caso di svilupparne davvero una. Possibilmente realizzata in maniera decente, non come quella della Lega Pallavolo che è inutile. Sommersa dalle recensioni negative sul Google Store.
Questo accade mentre Facebook, viene coinvolta in uno scandalo epocale. Negli ultimi cinque anni ha mentito spudoratamente sul “reach”, sulla capacità di raggiungere utenti. Gonfiando i numeri allo scopo di sollecitare post a pagamento. L’avrete notato anche se avete una piccola pagina che parla del vostro gatto. Il reach negli ultimi tre mesi si è “ristretto” e chi aveva investito in una crescita organica s’è ritrovato davanti in termine di coinvolgimento a chi invece aveva puntato sulla quantità dei post.
Li avete mai visti gli eSport su Facebook Watch?
Ci sarà anche un perché no? Se non volete prestare attenzione a quello che è scritto in queste righe dovreste farlo in quello che scrive TechCrunch.

La chiave è la community, quelli che un giorno pagheranno il biglietto, compreranno il merchandise. Creare una tribù di appassionati, fedeli e non ti parenti lamentosi.
Dite che non è possibile, raccontatelo a quelli che partecipano alla AGS Volta League.

In questo momento se non siete su TikTok e su Clubhouse non so davvero che cosa state davvero facendo per cercare di comunicare.  AGS non è ancora su Clubhouse perché è solo per iphone al momento…al momento.

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