23 anni e la sicurezza delle grandi. Nonostante il ko rimediato al PalaRigopiano, Arianna Tirelli (e la sua Lazio) hanno ben poco da rimproverarsi per i tre punti lasciati in Abruzzo lottando fino al suono della sirena, in primis contro Sestari.
“Nulla a che vedere con la gara di andata in cui, purtroppo, siamo entrate in campo senza le giuste motivazioni. Anche questa è stata una sconfitta, ma penso che il risultato sia bugiardo perché siamo stati in gara fino agli ultimi 5’: abbiamo preso il secondo gol che potevamo evitare e lì ci siamo un po’ demoralizzate, ma abbiamo giocato ai livelli del Montesilvano e abbiamo avuto conferma ancora una volta che ce la possiamo giocare con tutte. Faccio i miei complimenti ad Ana, perché con qualsiasi altro portiere dall’altra parte – non dico una vittoria – ma almeno un pareggio avremmo potuto strapparlo. Ha fatto interventi pazzeschi, non c’è stato modo di segnarle e ha meritato a pieno titolo il premio come secondo portiere più forte del mondo”.
Settimo posto ai Futsal Awards per Dibiase, prossima avversaria insieme al Falconara, ma Tirelli – che di tempo per guadagnarsi una o più nomination nella prestigiosa classifica ne ha tantissimo – aspetta senza paura la capolista marchigiana.
“Affronteremo una squadra che fino ad oggi non ha mai perso e stiamo lavorando con tanta intensità: al PalaBadiali ha deciso un episodio, una punizione difesa con troppa leggerezza, ma adesso siamo più consapevoli dei nostri mezzi e faremo il massimo per cercare di vincere almeno uno scontro diretto nella parte alta della classifica”.
Papà Mario, in macchina con lei al rientro da una giornata di lavoro e allenamenti, le assegna un risicato 6,5, ma è una Arianna da pieni voti in pagella quella che – da qualche giorno – si gioca il posto con una collega di reparto che è una istituzione del futsal: Mascia.
“Non ti nego che, a primo impatto, ho pensato che non avrei avuto più tanto spazio perché Marika non ha bisogno di presentazioni. Insieme ad Ana e Bianca, credo sia la più forte. Ma poi ho parlato con mister Chilelli che mi ha detto di continuare ad allenarmi perché il ruolo sarà in continuo ballottaggio in base a quanto vedrà durante la settimana e poi – continua – il suo arrivo qui sarà sicuramente uno stimolo per migliorare sempre di più: Marika stessa mi sta dando tanti consigli e questo lo apprezzo molto. Rispetto a me ha più esperienza, legge meglio alcune situazioni ed è bravissima con i piedi, aspetto sul quale devo lavorare, ma posso rubare tanto con gli occhi in allenamento e questo mi farà crescere sotto tutti i punti di vista”.
Ora compagne di squadra, ma – prima ancora – compagne di Nazionale nella spedizione Azzurra a Teheran nel 2017.
“Ho giocato l’ultima parte di gara proprio con l’Iran ed ero emozionatissima per l’esordio. Mi sembrava tutto strano: il hjiab che ci è stato dato appena scese dall’aereo, essere in un paese culturalmente così diverso dal nostro e indossare quella maglia così importante. Strano e indimenticabile”.




