Caffè Corretto

La Coppa Italia – La Correzione a Parte

Barista, la correzione a parte.
Non mi sono mai ripreso dall’essere staccato alla distanza da un anziano novantenne in quel bar tra le montagne.
Sapete uno di quei paesi dove si tengono le sagre d’estate, quelle con la riffa e i lupini.
Tra gli eventi più pericolosi al mondo, provate.
Nessuno ipotizza di poter cambiare in corsa le regole del Torneo di Briscola alla Sagra della Salsiccia di Colleferro, oppure lì si, può succedere di tutto.
Però rischiereste la vita.
Se invece cambiate i criteri d’accesso ad una competizione a carattere nazionale, di uno sport che gestisce le sue attività sotto l’ombrello della Lega Nazionale Dilettanti, magari vi sembra anche di aver avuto una buona idea.
Al futsal italiano femminile, che aspira ad essere trattato seriamente, cambiano in corsa i criteri d’accesso alla Final Eight di Coppa Italia.
Campionato a 10 squadre, otto alla fase finale, già fa ridere così. Però perché fermarsi sull’orlo del ridicolo e non spingersi più in là?
Buttiamole tutte dentro.

Invece di premiare la meritocrazia sportiva con una Final Four, regaliamo un biglietto d’ingresso a tutti, che non si sa mai i voti servono nell’anno elettorale.
Da lontano però sento echeggiare le parole di Carletto “Principe dei Mostri” Tavecchio, recentemente ricandidatosi in Lombardia per il Comitato Regionale LND.
“Basta dare soldi a quelle quattro lesbiche” e visto che ci troviamo facciamo anche che passi loro la voglia.
Non si tratta di speculare sulla passione altrui, ma di nascondersi dietro ad essa. Utilizzarla per giustificare l’incompetenza ed ogni nefandezza.
Ci vuole competenza, professionalità. Non la passione.
I soldi investiti in questa disciplina sono veri, non frutto della compravendita di frutti della passione.
Basta con i dinosauri dell’erbetta e dei campi scoperti, basta con gli azzeccagarbugli e basta con quelli che scrivono tutto in maiuscolo.
Volete dei responsabili per nefandezze come questa? Eccoli là, li riconoscente facilmente.
Uno sport che vuol diventare “grande”, deve pretendere competenza. Deve chiedere progettualità e decisioni motivate.
Non teste vuote riempite di slogan.
L’unico luogo in c’è bisogno di visibilità è in autostrada, con la nebbia e per quella, basta un lampione.
Continuo ad osservare basito, presidenti che investono denaro vero in questa disciplina, inermi.
Mentre commissari e cantautori bruciano le loro risorse senza rischiare nulla.
Barista, la correzione fammela doppia.

Comments

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Più Letti

To Top