Futsal

Olè Granzette, Alessia Longato: “Brave a rimanere unite fino alla fine”

Alessia Longato

Classifica su, umore su, fiducia su. Il primo successo in Serie A cambia volto al grafico delle statistiche del Granzette, portando con sè benefici che vanno bene oltre i tre punti che muovono la classifica: certo l’ultimo posto non è ancora lontano, ma adesso il gruppo in coabitazione in terza piazza è soltanto ad un passo. 3-4 sul tabellone: è bastato un gol di scarto per piegare il Pelletterie, confermando così una tradizione positiva che ha radici nel passato.
“Quando ero al Torneo delle Regioni vinto col Veneto, abbiamo battuto in finale la Toscana che era composta per buona parte dal gruppo del Pelletterie, in A2 ci siamo aggiudicate contro di loro lo scontro per arrivare in Final Four e domenica abbiamo replicato la storia conquistando il primo risultato utile di questa stagione – ci dice Alessia Longato -. Era una partita che dovevamo vincere per forza e così è stato”.

Granzette

Risultato in bilico fino alla fine, ma nessuna paura di tornare a casa a mani vuote.
“Rispetto alle gare precedenti, in cui abbiamo tenuto bene solo un tempo, ho visto la squadra rientrare in campo con uno spirito diverso. Seppur con quella fatica mentale che ci ha condizionate, ad esempio, contro Cagliari e Montesilvano, questa volta abbiamo trovato la forza di rimanere unite fino alla fine. Pur dopo aver subito il 3-3, siamo rimaste concentrate e abbiamo blindato tre punti che volevamo a tutti i costi”.
Prima l’Iturriaga-show e poi il sigillo definitivo di capitan Andreasi, che oltre ad essere compagna di squadra di Longato, è anche collega di lavoro in uno studio di progettazione.
“Sono contenta che sia stata lei a mettere il punto ad una gara soffertissima, perché è una ragazza che come me non fa del futsal il suo mestiere, ma – allo stesso tempo – mette nel rettangolo di gioco tutta la passione di cui è capace. Detto questo – aggiunge – poco importa di chi sia la firma sul tabellino, quando si vince, lo si fa tutte insieme e, quando si sbaglia, le colpe vanno divise tra tutte. Se siamo in Serie A, è proprio perché siamo un gruppo”.
Un gruppo che da domenica ha sicuramente una certezza in più.
“Abbiamo maturato la consapevolezza di poter dire la nostra in questo campionato e cercheremo di farlo anche senza due pilastri come Corin e Da Rocha (i cui tempi di rientro saranno più brevi rispetto alla spagnola, n.d.c.). Certo con lo Statte sarà una sfida durissima, ma non ci tireremo indietro e se poi saranno state più brave, vuol dire che faremo loro i complimenti”.

Parole da vera sportiva, proprio quelle che ci si aspetta da una figlia d’arte con un curriculum che spazia dalle massime categorie alla Nazionale U-17.
“Mio papà è stato uno degli attaccanti più forti della nostra regione, ma alla fine ha dovuto arrendersi ai continui infortuni. Lui mi ha sempre permesso di fare ciò che più mi piaceva e, senza alcun tipo di pregiudizio, mi ha portata nella mia prima squadra. Un consiglio che ricordo quando sono in campo? Essendo mancina come lui, mi dice sempre di sfruttare questa imprevedibilità”.
E funziona davvero. Perché Longato, che fino ai 12 anni gioca insieme al fratello gemello Andrea nella Union Destra Adige, si fa subito notare dal Gordige e, a soli 15 anni, si ritrova nella prima squadra di Serie B, senza passare per le Juniores.
“Devo tutto a quel periodo trascorso giocando in mezzo ai maschi perché ho avuto la fortuna di crescere in un ambiente molto competitivo, fatto di sfide continue. I miei non erano allenamenti differenziati, e – dove non arrivavo col fisico – sono riuscita a sviluppare altre abilità. Calcio, scuola, c’era da tenere ritmi altissimi, ma sono state sfide utili poi anche nella vita”.
Due gol alla “prima” in B e due titoli di capocannoniere nelle stagioni 2010/11 e 2013/14: un attaccante così fa gola anche alla Nazionale, che infatti la convoca per due raduni, prima di inserirla ufficialmente nella lista delle azzurre che parteciperanno alla qualificazione per l’Europeo. L’obiettivo sfuma nella fase a gironi, ma per Longato le soddisfazioni continuano. Il San Zaccaria la vuole con sé in Serie A e lei si presenta a modo suo: gol all’esordio e doppietta alla settima giornata contro il Brescia schiacciasassi.
“Vinceva praticamente tutte le partite e quel giorno pioveva tantissimo, tanto che il campo era diventato quasi impraticabile. Arrivavo dalla fascia destra, ho raccolto un passaggio all’indietro e l’ho piazzata sul palo più lontano. Fine della partita. Avevamo fermato il Brescia”.

A dicembre del terzo anno col San Zaccaria, a seguito di alcuni problemi societari, Longato cambia vita sportiva. Dal calcio al calcio a 5, cedendo alle lusinghe del Granzette, che allora militava in Serie C.
“Mi avvicinavo a casa, ma soprattutto conoscevo bene tutte le ragazze perché andavo spesso alle loro partite”. Grazie ai suoi gol, il girone di ritorno delle neroarancio diventa una passeggiata che conduce alla promozione. E da lì il cammino che è ben noto a tutti, culminato con la Serie A e il primo brindisi di categoria.
“Finalmente abbiamo insegnato i nostri cori di festeggiamento alle nuove – ride Longato in chiusura -. Scherzi a parte, per crescere servono anche le sconfitte. Ma abbiamo tutte le carte in regola per essere qui e gli stimoli non mancano: ora attendiamo con ansia il rientro di Da Rocha e, nel frattempo, cercheremo di migliorare classifica e rendimento”.

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