Futsal

Granzette, Anna Costa e il Pelletterie: “Per noi sarà uno spartiacque”

Anna Costa

Prima domenica senza gare dall’inizio del campionato, ma – tra analisi degli errori col Cagliari e preparazione della trasferta di Scandicci – per il Granzette non sono stati sicuramente giorni di riposo, soprattutto dal punto di vista mentale.
“Abbiamo cercato di analizzare il blocco avuto al momento dello svantaggio – ci racconta Anna Costa -. Una volta subìto il sorpasso, si è sentito proprio un clima più remissivo e non abbiamo avuto più la forza di reagire, dimenticandoci che un gol nel futsal non è niente e che davanti a noi ci sarebbe stato ancora molto tempo per recuperare”.
Forse questo lo scotto più grande da pagare in questo avvio di campionato, ma domenica tutte le neroarancio dovranno rispondere con una prova di maturità che a questo punto diventa necessaria.
“Studiamo questa partita da una settimana, consapevoli che per noi sia davvero uno spartiacque: se non faremo risultato, non dico che sia tutto perso, ma tanto potrebbe essere deciso in chiave salvezza. Dopo le dimissioni del loro tecnico, non sappiamo a chi sarà affidata la panchina, a prescindere da questo, però, ci sarà soltanto voglia di fare bene. L’impegno dimostrato fino ad oggi non è bastato? Significa che ognuna dovrà metterci qualcosa in più a livello di responsabilità: anche chi – come me – è in seconda linea, da ora dovrà entrare in campo dando qualcosa di più. È un passo avanti che dobbiamo fare a livello collettivo”.

Verso il domani senza paura, lasciando al di fuori del rettangolo anche timori più che legittimi in tempo di Covid.
“Giriamo l’Italia ogni domenica e questa volta ci toccherà entrare in zona rossa, senza sapere se dall’altra parte siano stati effettuati tamponi o la situazione sia in sicurezza. Ci tengo a sottolineare che questa non è una frase rivolta al Pelletterie che sicuramente starà rispettando alla lettera il protocollo, ma alla Divisione Calcio a 5, alla quale ci sentiamo di chiedere – e speriamo che tanti si uniscano a noi – maggior tutela, magari anche nell’effettuazione di test sierologici con cadenza settimanale e con un aiuto alle società, perché la sicurezza ha un costo difficile da sostenere per tutta la stagione”.
Vent’anni nel calcio per Anna Costa, che insieme a mister Bassi ha percorso alcune delle tappe più importanti della sua carriera.
“L’ho conosciuta quando avevo 15 anni perché giocavano entrambe nella squadra del suo paese, Salara, in provincia di Rovigo, un posto in cui c’erano solo casa di Chiara e il campo sul quale l’ho conosciuta – ride -. Che giocatrice era? Non un fenomeno con i piedi, ma ha sempre avuto un invidiabile senso della posizione e tanta corsa. Da allora, in fondo, non è cambiata molto se non per il fatto che adesso è il mio mister. Difetti e pregi? Diciamo che come persona è un po’ rude: al telefono tutti rispondono “Pronto?”, lei “Saghè?” (Che c’è?, n.d.c.) – ride di nuovo Costa – ma di sicuro sa ascoltare ed è sempre aperta al dialogo, anche se questo non significa che cambierà facilmente idea”.
Quando Chiara passa al Granzette e al futsal, Costa tentenna.
“Lo vedevo come uno sport da giocatrice a fine carriera, ma in 2-3 mesi ho cambiato completamente idea”. Tre anni in neroarancio, poi l’esperienza del PSN Padova (con il quale raggiunge anche la A a 3 gironi) e, dulcis in fundo, di nuovo Granzette con Bassi allenatrice.
“Da compagne di merende a ruoli completamente diversi, ma i nostri sorrisi non sono mai cambiati”.

Foto copertina: Lorenzo Zoli

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