Estero

Cristina Perez, un’infermiera coraggiosa nelle fila del Burela

Cristina Perez

Coraggiosa in campo, gigantesca fuori dal campo. Cristina Perez, giocatrice del Burela, è prima di tutto una valida infermiera che per mesi ha lottato contro la diffusione della terribile pandemia che ci ha tolto affetti, abitudini e quotidianità. È Leti Martin Cortes a farci conoscere la sua storia. La condivide su una chat e dice: “se vuoi, può essere interessante”. Ma quando scrive così, sai già che non ci sarà scelta: è una storia da raccontare, perché a Madrid – nella struttura ospedaliera Principe de Asturias – una sua compagna ha giocato la sua partita più importante in aiuto alle migliaia di persone colpite dal Coronavirus.

“È stata una scelta difficile e semplice allo stesso tempo. Avevo bisogno di sentirmi utile, il mio corpo mi ha detto di andare e l’ho ascoltato”. Quello che si è ritrovata a vivere nel reparto Covid-cure palliative, però, è stato qualcosa che va oltre la normale comprensione. “Abbiamo visto morire tante persone, senza poterle assistere come avremmo voluto. Ricordo in particolare una coppia, marito e moglie: il primo si stava riprendendo e presto sarebbe uscito, la seconda – invece – si è spenta in poche ore. Sono immagini che non si cancellano più dalla tua testa. Chi pensa che questo virus non sia pericoloso, forse non è mai stato toccato da vicino. Ma tutti abbiamo qualcuno da proteggere e il modo migliore per farlo è proteggere prima se stessi, perché nessuno è immune”.

Anche lo sport si è adeguato a questa situazione. “Non siamo abituate a vedere il palazzetto vuoto o a tenere lontane tutte quelle persone che ci hanno seguire, ma dobbiamo prendere tutte le precauzioni possibili. Nel nostro staff c’è chi misura la temperatura, controllo se disinfettiamo le mani, se indossiamo sempre la mascherina. E al di fuori del campo abbiamo contatti minimi, solo tra noi che siamo qui per il futsal, cercando di evitare tutti gli altri proprio per ridurre al minimo i contagi in una disciplina che è di contatto e in più si gioca al chiuso, fattore che aumenta il rischio”.
Ecco perché rispettare le regole è ancora più importante. “Norme igieniche, distanza di sicurezza e riduzione dei contatti. Solo così ne verremo fuori”.
E mentre là fuori la lotta al Covid continua, l’Alcorcon ha voluto omaggiare con una locandina chi – mettendo da parte la paura – ha contribuito a far del bene per la gente di Madrid: “L’applauso più lungo del mondo per tutti quelli che fanno il lavoro sporco, il lavoro più bello del mondo”. Chapeau.

La locandina che l'Alcorcon ha regalato a Cristina Perez

La locandina che l’Alcorcon ha regalato a Cristina Perez

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