Caffè Corretto

Caffè Corretto – Non è mai davvero Domenica

Quaranta minuti a preoccuparci di un gol, di un passaggio sbagliato.
Una pausa, troppo breve che distrae dalla pioggia di indici di trasmissibilità, percentuali di tamponi e saturazione delle terapie intensive.
Giovenale con il suo “Panem et Circenses”, l’aveva già rivelata questa realtà, divenuta massima eterna.
Dal 55 dopo Cristo non è cambiato molto, ora che immersi nella mesta palude maleodorante di slogan facili e applausi da quattro soldi, cerchiamo qualcosa al quale aggrapparci.
Una settimana che trascorre in attesa di una domenica che non è più davvero giorno di festa.
Settimana di elezioni nella FIP.
Candidato unico Gianni Petrucci, già presidente del CONI, della FIP e commissario straordinario della FIGC.
Pensare che altrove c’è chi ha eletto presidente, il “menestrello di Colleferro”.
Gianni Petrucci ha anche delle bellissime segretarie.
Ad altri invece è toccato un segretario, un po’ più triste ma più abile con le carte, anche di credito.
Elezioni della Federazione Italiana Pallacanestro in remoto e in diretta streaming.

Due Elettori, due avvocati.
Un giorno di prove per due ore di diretta. Tanta tensione e attenzione ai particolari non l’avevo vista impiegare nemmeno nella preparazione delle finali scudetto o all’Italian Bowl.
La domenica è arrivata però, più pigra del solito.
Attendo l’inizio di Lazio – Montesilvano, recupero della seconda giornata.
Per ingannare l’attesa leggo l’ennesimo articolo cerchiobottista.
Si potrebbe riassumere in un: hanno ragione quei presidenti che vogliono fermare la stagione ma anche quelli che vogliono proseguire. Morirete tutti democristiani, dorotei fino in fondo.
Non mi meraviglio troppo però, a leggere un certo tipo di comunicazione, ad esempio in Serie A, sono tutti al primo posto, pieni di fenomeni. Perfettamente in linea con il progetto, qualunque esso sia.
Sono tutti “belli e bravi”.
Peccato che poi c’è una sola squadra che vince lo scudetto. C’è chi retrocede, chi segna cinquanta gol e chi solo cinque.
Arriva anche il manicheo di turno, a dispensare verità a noi poveri ingenui, sciocchi e pieni di dubbi. Talvolta si dispensano anche lezioni di vario genere, d’imparare non si finisce mai.
S’apre l’audio della partita.
Il futsal ha il suono della scarpa che stride sul parquet e della statica del canale audio mutato male.
Karolin, due Maria, Bruna, Ersilia e una Aida.
Isabel, Denise, Filipa, Georgia, Beatriz e Cecilia.
Vi adoro così, con i nomi bellissimi da personaggi per i miei mmorpg.
Fischio dell’arbitro. Via.
Barca tenta la conclusione a rete di testa, come nella AGS Volta League.
La partita nei primissimi istanti langue, commetto l’errore di guardare la chat della diretta facebook.
Un coacervo d’esperti di fonia, dizione, elettronica e produzione televisiva.
Goal di Borges.

La brasiliana arriva praticamente indisturbata e al piccolo trotto al limite dell’area avversaria, nessuna delle avversarie si fa sotto per contrastarla e allora recapita il pallone nell’angolo dove Tirelli non può arrivare.
Uno-due in campo aperto, finalizza ancora Bruna e penso a Dudù che guarda la sua mamma in diretta dal Brasile.
Tre tocchi e Karolin sistema il pallone nella rete avversaria, passa tra le gambe dell’incolpevole estremo difensore della Lazio.
Una partita complicata, si complica ulteriormente.
Cinque gol in quindici minuti di futsal, pesano.
Arriva il sesto fallo a carico delle abruzzesi. Il pallone calciato verso la porta trova Sestari, due volte.
Arriva il sesto gol.
Poi anche il settimo, un secondo sul cronometro allo scadere del primo tempo.
In uno dei due spogliatoi non deve essere stato semplice sedersi.
Gol di Grieco. 1-7.
Inizia così secondo tempo.
Ludovica in gol, di testa. Otto.
Vanessa manca tantissimo, non può mancare così tanto.
Il Montesilvano cambia il portiere, ventitré anni di differenza tra le due. La partita è proprio finita.
Termina così una settimana che non c’ha fatto mancare l’ennesimo sviluppo di cronaca giudiziaria e sportiva.
Il CONI giudica a favore della LND, nella lunga battaglia legale tra Divisione Calcio a 5 e Lega Nazionale Dilettanti.
Cosimo Sibilia rilascia una nota stampa dai toni duri nei confronti della FIGC, nella quale è vicepresidente.
Gabriele Gravina, al quale 168 società di calcio a 5, hanno chiesto asilo politico, risposte a stretto giro di posta.
Sullo sfondo lo strano caso dei tamponi della Lazio di Lotito, effettuati ad Avellino, terra di Cosimo Sibilia, che poi a pensar male…
La battaglia per il trono, infuria.

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