Futsal

Cheap Seats – Posti Economici

Ho sempre seguito il futsal maschile di Serie A perché m’intrigava una storia in particolare, una rivalità.
Spesso più semplicemente, come in occasione della Coppa Italia, ero già lì.
Avevo spesso quindi un posto già assegnato, non sempre comodissimo. Indimenticabile è la “piccionaia” che fu assegnata alla stampa in occasione della Final Eight di Faenza.
Ecco spiegato il nome di questo spazio: Cheap Seats.
Il calcio a 5 maschile è sempre stato uno spazio che ho osservato con lo sguardo del tifoso occasionale. Mi sono chiesto spesso che impressione ne potrebbe trarre da questo spettacolo sportivo, uno di quelli convinti che il calcetto e il futsal siano il medesimo sport.
Sono nella fortunata posizione di possedere una conoscenza quantomeno distratta della disciplina.
Fulvio Colini lo ricordo per le sfide con Massimiliano Bellarte in un Pala Roma stracolmo.

Lo “special one” come lo chiamo gli addetti ai lavori senza sforzo di fantasia, ha il physique du rôl dell’allenatore di basket, è l’unico ad aver guidato una squadra italiana il Montesilvano al massimo titolo europeo, la Champions, quella vera.
L’ho vista quella Coppa da vicino, nella sede dello scomparso Montesilvano del Presidente Iervolino, si era già arrugginita un po’, ma di che materiale le fanno?
Alcuni giocatori li ricordo per le loro connessioni al futsal femminile.
Sergio Romano ad esempio non è solo una colonna della Nazionale, giocatore di punta della Feldi Eboli, è prima di tutto il marito di Daniela Ribeiro, portiere portoghese ex sinnai e amica di Filipa Mendes oggi al Cagliari.
Ho poche partite a disposizione e le consumo attraverso i social con grande sofferenza e attraverso Rai Play con maggiore disagio. Preferirei essere sugli spalti ma tra Covid e chilometri, devo fare di necessità virtù.
Ho già scelto la squadra che seguirò con più attenzione in questa stagione: Sandro Abate, Avellino.
Non c’è una ragione precisa, come accade per gli amori quelli occasionali.
Il nome della squadra, la maglia con il ritratto del compianto Don Sandro, Edu e il suo barrio e il suo numero 10, Massimiliano Abate.
Seguo l’incontro e m’accorgo che se fossi un tifoso occasionale mi troverei in difficoltà a capire cosa accade in campo oltre all’ovvio sotto i miei occhi. Vorrei mi raccontassero qualcosa dei giocatori, chi sono perché sono li, come ci sono arrivati.

Un po’ come è accaduto su Rai Sport in occasione di Pesaro – Pescara.
Quel cronista mi ha raccontato che la squadra abruzzese aveva un paio di giocatori in campo che superavano la soglia “Zatlan”. Di fronte la squadra marchigiana invece, annoverava tra le sue fila l’Argentina campione del mondo. C’era anche il “Cobra” Borruto, a me quel soprannome però fa venire in mente “Ciccio” Tovalieri. Indimenticato bomber del mio primo scudetto al fantacalcio.
Squilla il telefono rosso, quello collegato con l’Uomo nell’Alto Castello.
Castello che sta ristrutturando e potrebbe farlo meglio. Non prende aerei quando dovrebbe e li prende quando non serve, sbaglia i tempi come una scivolata di Pasquale Bruno.
Mi chiede come mai la Colormax Pescara ha una tigre nel logo, non ne ho la minima idea. Concordo, si potrebbe fare di meglio. Lui che ha più loghi che mattoni nel castello potrebbe fare un lavoro migliore.

Parliamo di storie di barrio, di povertà e di riscatto.
Un futsal circondato da intrallazzatori e lavandai dovrebbe arroccarsi intorno a storie come quella di Edu. Non provo nemmeno a pronunciare il suo cognome. Spero di farmi fornire da lui la pronuncia corretta che probabilmente poi non saprò ripetere.
Storie di numeri 11.
Il cronometro scorre. Misura il tempo, esattamente. Le sue lancette, anche digitali, lasciano spazio anche nei secondi ad una emozione. In quei lunghissimi istanti riescono a trovare spazio, il grido per un gol o il sospiro per un pericolo scampato.
Sul secondo schermo parte Cagliari – Bisceglie, Serie A Femminile.
Susanna è il vero Zatlan. Nei mei occhi malandati lei è, quello che questo sport al femminile dovrebbe essere.
Una spanna più vicina al cielo. Quello azzurro sopra Berlino.

 

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