Serie A

Emiliano Bizzarro, dirigente doc: “Col Montesilvano un legame speciale”

Lunedì i test sierologici e mercoledì il primo allenamento ufficiale. Il Montesilvano ha appena iniziato a muovere i primi passi verso la nuova stagione e ad accompagnarlo – come ogni giorno accade, da tre anni a questa parte – ci sarà il fidato dirigente Emiliano Bizzarro, ormai factotum del club.

“È un onore per me essere ancora qui e vedere all’opera una squadra resa ancora più forte da due innesti di valore e da un bel ritorno. Le prime battute sono state sicuramente promettenti, ma non nascondo che stiamo ancora prendendo le misure di una gestione logistica notevolmente cambiata dagli effetti del Covid: casacche e tappetini personalizzati, ingressi controllati e poi la grande incognita che riguarda il pubblico. Ci piacerebbe partire con i nostri tifosi presenti sugli spalti, ma non sappiamo ancora se sarà davvero possibile aprire le porte del PalaRigopiano per la prima di campionato”.

Già 8 i mesi trascorsi senza futsal giocato. Un’attesa lunghissima che ha finalmente i giorni contati: 30 per la precisione.
“Come tutti hanno ribadito, ci siamo fermati proprio sul più bello e siamo impazienti di poterci togliere altre soddisfazioni continuando ad esprimere un gioco che è stato tra i più convincenti della passata stagione. L’esordio sarà col Capena, una neo-promossa da non sottovalutare, ma il nome dell’avversaria dall’altra parte conta davvero poco, perché la voglia di tornare a giocare prescinde da quel che dice il calendario. Contiamo molto sul fatto che tutte si metteranno da subito a disposizione del mister e che entrambe le parti si impegneranno reciprocamente nel mettersi a proprio agio: 18 partite voleranno in fretta, ma – a mio modo di vedere – saranno più equilibrate e richiederanno un impegno anche maggiore rispetto al passato”.

Niente, però, che possa intimorire un Montesilvano sempre proiettato verso nuovi traguardi.
“Da quando sono arrivato qui, e di questo ringrazio tantissimo Luca Colella, ho festeggiato due titoli e tantissime vittorie, eppure non faccio fatica a ricordare la più emozionante. 19 gennaio a Falconara: l’avevo chiesta a D’Incecco dopo la scomparsa di mia madre avvenuta qualche giorno prima e il capitano ha mantenuto la promessa – racconta Bizzarro con un pizzico di commozione -.

Soprattutto per un dirigente che come me crede molto nei rapporti umani, la parte più bella di questo lavoro – e paradossalmente è anche la più brutta – è proprio il rapporto di affetto e stima che si crea con le giocatrici: quando le ho intorno quotidianamente è una gioia, quando questo non è più possibile per motivi sportivi è sempre un gran dispiacere. Ma in ogni caso – chiude con un sorriso – il legame che resta fuori dal campo è impagabile e questo è più che sufficiente per andare avanti con entusiasmo sempre crescente”.

Ufficio Stampa

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