Scherma

Mara Navarria: il cammino della spadista verso Tokyo

Mara Navarria (nella foto di copertina di Roberto Pedi), classe 1985, ha vinto nel 2018 la Coppa del Mondo e i Mondiali di spada individuale a Wuxi in Cina mentre a luglio 2019 ha vinto con la squadra di spada la medaglia di bronzo ai Mondiali di Budapest. Agli Europei ha conquistato una medaglia di argento (Lipsia 2010) e 3 medaglie di bronzo (2014, 2015 e 2019). Abbiamo raggiunto la spadista alla vigilia dell’allenamento collegiale di spada per fare il punto della situazione!

1. Mara, come hai vissuto questo periodo di stop forzato causa emergenza Coronavirus?
Nessuno stop forzato, ho continuato ad allenarmi solo in modo diverso. Ho adattato il mio allenamento quotidiano alla nuova situazione. Fortunatamente mio marito Andrea Lo Coco e anche il mio preparatore fisico e qui, a casa dei miei genitori a Carlino, abbiamo un ampio giardino che mi ha permesso anche nelle settimane di lockdown di continuare ad allenarmi. Con il mio maestro Roberto Cirillo che si trovava a Rapallo abbiamo organizzato sessioni intense di match analysis via Skype e anche con Rosarita Gagliardi, mio breath trainer, e Alessandro Vergendo, mental coach, i contatti sono stati digitali ma costanti con tanto esercizio a distanza.  Poi ho avuto tempo per stare con mio figlio Samuele e i miei affetti: tanta scuola digitale, qualche piacevole seduta in cucina e poi io e Andrea abbiamo iniziato a sistemare la nostra casa nuova, a Carlino.
2. Appresa la notizia del posticipo delle Olimpiadi di Tokyo al 2021 come hai reagito?
La notizia del rinvio delle Olimpiadi all’inizio è stata uno shock ma è stata una decisione corretta e inevitabile. La salute di tutti viene prima di tutto quindi giusto che le venga data priorità.
3. Quinta nel ranking mondiale assoluto di Spada Femminile. Qual e’ il tuo bilancio della stagione trascorsa al di là che si sia interrotta anticipatamente?
Il 2020 è iniziato nel migliore dei modi con un gennaio super: oro con la squadra italiana di spada a Cuba, argento al Gran Prix di Doha e la certezza della qualificazione olimpica. Sensazioni ottime e tanta tanta voglia di migliorarmi in pedana. Nonostante i tanti anni di esperienza mi stupisco ancora di come non si smetta mai di imparare in questo sport, come ogni gesto sia continuamente perfezionabile e devo dire che con Roberto in questi mesi tanto lavoro abbiamo fatto.
4. Quattro anni a Rapallo. Adesso la decisione di tornare in Friuli. Cosa c’e’ alla base di questa scelta? Cosa ti ha dato Rapallo in questi anni?
Lo spostamento delle olimpiadi di Tokyo 2020 al prossimo luglio 2021 ha avuto un impatto sulla mia vita di atleta e sulla mia famiglia.
Ho scelto di tornare a casa dei miei genitori, in Friuli, per il lockdown e da giugno 2020 sono tornata in modo definitivo qui in Friuli Venezia Giulia, come era stato deciso post Olimpiadi.
Lascio il Club Scherma Rapallo e la città di Rapallo colma di parole di ringraziamento e di affetto: grazie per avermi accolto e supportato in tutti questi anni accompagnandomi nel momento più alto della mia carriera, dalla vittoria mondiale alla qualificazione olimpica a Tokyo 2020.
Come ho avuto modo di dire e scrivere alla Presidente del Club Scherma Rapallo a Rapallo c’è una parte di me, sono stati la mia famiglia e lo saranno anche da lontano.
5. Andrea (Lo Coco) e’ tuo marito ma anche tuo preparatore atletico. Come vivete questo rapporto?
Io e Andrea viviamo molto serenamente il nostro rapporto. In palestra abbiamo ruoli precisi e definiti, diversi da quelli fuori palestra.
A casa tendiamo a lasciare fuori quello che riguarda il nostro lavoro e la preparazione fisica.
6. Hai un team molto strutturato a supporto che non tutti gli atleti di scherma hanno o possono vantare di avere. Cosa ti da’ in più’ questo staff?
Il mio team è strutturato ed è in grado di supportarmi a diversi livelli e su tematiche molto diverse.
Io sono il leader, condividiamo la strategia e la metodologia specifica che ci aiuta a raggiungere gli obiettivi.

7. Sei anche mamma-atleta come spesso scrivi sui social. Maggiori responsabilità e più difficoltà nel gestire la carriera di atleta. Come concili questi due ruoli entrambi onerosi?
Sono una mamma comune: ho il mio lavoro, quindi sono una professionista, e poi sono anche una madre. Come tantissime donne ho imparato a gestire questo doppio ruolo anche grazie al supporto di Andrea, marito e papà che non si è tirato mai indietro. Diventare madre mi ha reso molto più consapevole di me stessa: dico sempre che Samuele è la medaglia più bella che ho al collo, che mi ha portato ad avere maggiore consapevolezza dei miei mezzi. La vittoria mondiale e della coppa del mondo è una conseguenza di questa consapevolezza che Samuele ha accresciuto in me. Un altro elemento fondamentale è la capacità di scindere i due ruoli: il ruolo dell’atleta da quello di mamma ed essere in grado di dare il massimo nel momento giusto ad entrambi.
8. Atleta del C.S. Esercito. Cosa ti da’ in piu’ questa appartenenza alla Forza Armata? 
Sono atleta del C.S. Esercito da quindici anni: il supporto dell’esercito è fondamentale perché mi ha permesso di poter fare della mia passione il mio lavoro quotidiano ed è stato costantemente al mio fianco condividendo le scelte sportive e anche quelle più personali, di vita e di famiglia.  Indosso questa divisa con orgoglio e consapevolezza.
9. Tra poco sarai in allenamento a Formia con tutta la nazionale di Spada. Come vedi questa ripartenza?
Non vedevo l’ora di ripartire, di tornare in pedana con le mie compagne di squadra. Lo trovo un ottimo modo per iniziare, anche se devo ringraziare tantissimo l’Asu di Udine che in queste settimane pre ritiro mi ha permesso di allenarmi in pedana ma nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza.

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