Caffè Corretto

Fallimento Epidemico S01E32

Nell’immenso universo sportivo dei dilettanti non esiste mercato dei giocatori, non nel senso di calciomercato. La vendita, cessione di cartellini è vietata. E’ normato anche il compenso massimo di rimborso per un atleta dilettante.
Vorrei che questi fossero dogmi, fatti non in discussione ma a differenza di alcuni ex presidenti, io non vivo sulla luna e anzi chiacchiero cordialmente con tanti uomini neri del futsal che essi siano dirigenti, allenatori o consulenti.
Sono cosciente che la realtà si discosta spesso dalle NOIF.
Durante la pausa estiva, mentre si prepara la nuova stagione, partecipo anche io, sebbene vorrei poter scaricare tutta la responsabilità su Silvia, al susseguirsi anche sulle pagine di AGS di “anticipazioni e conferme” circa il trasferimento di giocatori.
Il “futsalmercato” è un volano d’interesse, di click e visite, di letture e anche purtroppo di “smentitori” dell’ovvio.
Tutti, sotto l’ombrellone nelle precedenti estati, invece di leggere i numeri del Covid-19 leggiamo le trattative di mercato, della Serie A, quella vera, del calcio che si gioca in undici.
Puntualmente a tutti i livelli dello sport, ci sono squadre in difficoltà economica, squadre che rinunciano, che falliscono oppure poche che continuano a spendere come se fosse sempre un giorno di festa. Spesso quelli che falliscono sono gli stessi che non avevano l’invito a quella festa e dopo anni di schiaffi si sono impegnati anche i gioielli di famiglia per una stagione al sole, per alzare una coppa che si ossida facilmente e poi sparire così, in una bolla di lustrini e ricordi.

Da vecchio appassionato e giocatore di Football Manager, ricordo benissimo che se spendevo troppo per l’acquisto dei miei giocatori, se non ero in grado di generare ricavi, il gioco mi avrebbe esonerato e nelle prime versioni finiva proprio li la mia avventura videoludica. Sono cresciuto quindi con l’idea che i club sportivi debbano quantomeno gestire con oculatezza il loro budget, analizzare le spese in funzione della resa sportiva. Nel gioco era tutto più facile, c’erano dei numeri, valori da analizzare e l’elemento della casualità benché presente era possibile confinarlo in un alveo di probabilità precise.
Qualche anno fa, in occasione delle ultime finali di Coppa Italia giocate a Pescara, la Instat fornì a tutti gli addetti ai lavori le statistiche della partita Acqua&Sapone vs Luparense. L’azienda moscovita forniva e fornisce tuttora, report dettagliati circa le prestazioni sportive dei singoli atleti e delle situazioni di gioco. Uno strumento come questo non è certo il Mjöllnir (Martello di Thor) dell’analisi statistica perché i dati vanno poi interpretati e confrontati. Tuttavia mi sfugge l’endemico fallimento nell’adottare uno strumento che renderebbe l’hobby di noti imprenditori di successo un centro di guadagno invece che uno di costo.
Sfortunatamente non ho più a disposizione quei pdf, ero convinto di poterli scaricare e riscaricare quando volevo, ma due anni dopo non sono più disponibili online.

Cercherò di argomentare con dati più limitati, quindi parziali e indicativi solo del principio alla base della valutazione oggettiva di un atleta.
L’acquisizione delle prestazioni sportive di un giocatore in questo momento nel futsal è regolata dall’istinto, da principi destituiti di ogni valutazione oggettiva: “quel giocatore è forte”, dalle mie parti di solito si risponde: “si, come l’aceto”.
Prendiamo in esame gli attaccanti per i quali abbiamo un valore concreto rilevato: i gol.

Nella stagione appena prematuramente conclusa Christian Borruto, 33 anni, in maglia Pesaro ha realizzato 22 reti. La sua squadra era prima in classifica con 60 punti. Rafael Sanna, 33 anni, in forza all’Aniene ha messo ha segno 21 reti. La sua squadra, l’Aniene era ferma al quart’ultimo posto con 14 punti. Ipotizzando a ragione, che i due giocatori non abbiamo ricevuto la stessa quota di rimborso spese, posso argomentare che la dirigenza dell’Aniene ha sostenuto un costo per gol estremamente inferiore a quello che ha sostenuto la dirigenza marchigiana.
Più elementi possiamo aggiungere ad una valutazione oggettiva, maggiore precisione e accuratezza assumerà il modello matematico di riferimento. Valore del calendario e degli avversari ai quali il gol viene realizzato, valore della rosa in relazione a palle recuperate e perse, zone di campo. Una miriade di rilievi statistici potrebbero essere inclusi in una analisi del modello sportivo. Restiamo però ad uno studio più elementare e più adatto a questo tipo di narrazione.
Allo stesso modo nella Serie A Femminile, i gol di Aline Elpidio (21) sono costati sostanzialmente molto meno di quelli di Vanessa (22), incidono in queste valutazioni anche l’età del giocatore per un rientro di prospettiva dell’investimento.

Nonostante sia possibile proiettare questi dati e trasformarli in un modello di sostegno a scelte sportive, imprenditori di successo e dirigenti spesso occasionali, continuano a pagare o a pretendere prezzi fuori mercato per giocatori che segnano 40 gol a stagione ma il 75 per cento dei quali viene realizzato a squadre che occupano i primi quattro posti nella classifica delle peggior difese.
Scelte incomprensibili. Immagino che nessun imprenditore, ad esempio nel campo delle consegne, scelga di pagare una cifra superiore al suo autista che fa lo stesso numero di consegne degli altri solo perché ogni tanto parcheggia il rimorchio del suo camion con una mano sola.
Un endemico fallimento.
Che si perpetra quando ci si affida all’esperienza, piuttosto che alla conoscenza.
Un po’ come se decideste di assumere a dirigere il vostro bar uno che come referenze ha: “ho preso il caffè tutte le mattine nel tuo bar”.
Il fallimento dello sport dilettantistico che aspira a diventare professionistico e professionale inizia nella radicale incapacità di applicare un modello economico all’entità sportiva.
Il tracollo di società sportive è conseguenza anche di queste scelte istintuali, di una epidemica inettitudine a valutare con strumenti oggettivi il proprio operato e a riconoscere gli errori per poi eliminarli e migliorarsi.

Se volete approfondire l’argomento statistiche applicate al futsal,  ne avevamo già parlato qui.

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