Caffè Corretto

Caffe Corretto – Rasoio di Occam S01E31

Sono cresciuto sul sottile filo che lega i libri di poesia di Garcia Lorca e i libri di Le Carrè.
La gentilezza dell’amore in versi e la rudezza delle spy story.
Nel mezzo di quelle letture, quasi involontarie e casuali, c’è una voce maschile che mi ricorda che se è accaduto qualcosa la responsabilità è di qualcuno.
Questo tizio che m’assomiglia un po’, indossa una tuta di volo e mi tiene sospeso sul sottile filo che collega la responsabilità alla colpa.

Sulla spiaggia hanno sistemato gli ombrelloni, quindi è quasi estate.
Il futsal è fermo, quindi è proprio estate, forse no, c’è tutta questa gente con le mascherine in giro, non sarà colpa forse della pandemia?
In un paese lontano da qui quella stessa voce di uomo, che sentivo raramente, condivideva con me un principio che più tardi avrei imparato essere alla base del pensiero scientifico moderno.
Se nella mia pagella c’è un voto insufficiente è più probabile che sia un complotto pluto-giudaico di un corpo docenti schierato apertamente contro i miei metodi d’apprendimento, oppure più semplicemente, non ho studiato?
Ecco il Rasoio di Occam è il nome di un principio metodologico che, nella sua forma più immediata, suggerisce ai fini della risoluzione di un problema di scegliere, tra più ipotesi possibili, quella più semplice.
Ho provato ad applicarla al futsal in questo periodo convulso e confuso, in alcuni degli eventi che hanno caratterizzato questa complicata prima metà dell’anno.
Se vi capitasse di ascoltare una conversazione tra due presidenti, nella quale vengono riferite in anticipo informazioni utili e si riceve in cambio una compagnia femminile anche intelligente, a vostro avviso applicando il Rasoio di Occam a quale spiegazione dareste più credibilità?
A quella che vi presenta l’avvenimento come un vile attacco premeditato, orchestrato dai poteri forti ai danni di uomini integerrimi perpetrato attraverso la modifica di un’innocente telefonata oppure alla presenza di una registrazione compiuta per assicurarsi una posizione di vantaggio circa una conversazione chiaramente illecita da parte di uno dei due interlocutori?
Una situazione del tutto simile a quella che porta un politico sportivo ad ammettere di aver caldeggiato un contribuito verso una emittente locale, casualmente della sua regione, al fine di promuovere un format specifico da diffondere poi in tutte le altre realtà italiane. Applicando il “rasoio” anche qui, è più probabile che sia avvenuto tutto questo oppure che si tratti di una semplice “marchetta” elettorale funzionale a non alienarsi un certo settore dell’informazione?
Se fossero gli unici soldi distribuiti così, sarebbe già grave ma nei tempi del partito unico e del pensiero unico, al capo non si nega certo un cospicuo contributo per favorire la diffusione di testate indipendenti come la Pravda o il Quotidiano del Popolo.

 

Quella voce maschile mi ripeteva che l’unica cosa che non si poteva comprare con il denaro era la conoscenza e mi ripete tutt’ora che la mia istruzione è costata come una Ferrari.
Già disse così ad un collega che gli chiese dov’era la sua auto sportiva, indicò sotto l’ombrellone e disse che era parcheggiata li.
Mi sono sempre sentito in dovere quindi d’imparare, di farmi delle domande, come quando mi capita di giocare a Kerbal Space Program e imparo tutto quello che c’è da sapere sulla meccanica  planetaria e imparo cos’è la manovra di Hohann, cioè la manovra di trasferimento tra diversi piani gravitazionali. Se volete posso dirvi anche a quanti metri al secondo corrisponde la velocità di fuga dall’attrazione gravitazione terrestre. C’è sempre qualcosa da imparare, una cara amica mi disse che così però non ho mai pace, è vero.
Non ho figli, probabilmente perché non avrei sopportato di perdere giocando da qualcuno che mi assomiglia ma con riflessi più veloci dei miei.
Quindi ho un sacco di tempo da dedicare alle letture, analizzare dati, apprendere nuove abilità e scrivere di quelli che millantano visualizzazioni e piattaforme di comunicazione.
Trovo anche letture meno interessanti ma che continuano a sottopormi perché confidano in una mia reazione.
Li accontento.
Leggo con attenzione un breve scritto nel quale si asserisce con apparente cognizione di causa che essere un ottimo divulgatore sportivo e commentatore, rappresenti abilità e parametro indicativo circa la capacità di assumere la conduzione tecnica di una nazionale.
Se così fosse vorrei candidare a quella posizione Silvia, ottima commentatrice, giornalista capace, grande divulgatrice. Qualcuno asserisce anche sia carina, sull’intelligenza non mi esprimo per non indugiare in una facile battuta ma soprattutto ha i capelli rossi.
Il Rasoio di Occam dovrebbe essere applicato obbligatoriamente a quasi tutti i quesiti che ci poniamo.
Sempre restando in tema di nazionale, è più probabile che non ci siamo qualificati al mondiale perché ci è stato imposto un pareggio dalla Finlandia oppure perché battuti dal Portogallo capitanato da O’Magico?
Quale vi sembra la spiegazione più semplice?

Ho conservato una illustrazione di Zerocalcare, sapevo mi sarebbe tornata utile al momento giusto, quello in cui c’è chi fa outing, dopo aver cercato di moralizzare altri senza cogliere la profonda contraddizione di ergersi a paladino della verità nascondendosi dietro ad una coltre d’anonimato.
Già, ve l’avevo detto e non perché qualcuno mi dice di avere le prove che però non mostra mai, semplicemente perché certi meccanismi di comunicazione restano aggrappati a canoni precisi.
Quando non si ha nessuna autorevolezza e poca conoscenza, si utilizza l’approvazione di altri per sommarla alla propria, al momento giusto si rovescerà il tavolo e si promuoverà l’agenda originale, probabilmente anche in netta opposizione a parte di quella folla che prima applaudiva.
Funziona così, da sempre dalle Catilinarie ai giorni nostri. Cambiano i mezzi con i quali si diffonde un pensiero ma l’oratoria non è cambiata molto dai tempi di Platone.

Applaudo a chi arriva in aiuto degli amici ma ci mette mezza faccia e poi si pianta lì come un bel paravento.
A volte bisogna ascoltare le amiche, quelle di sempre, quelle per sempre.

Ci sono quelli convocati dalla procura sportiva che mandano certificati di pronto soccorso, sarà un malore oppure il tentativo di evitare di comparire?
Il “rasoio” qui non è molto d’aiuto, ci resta forse un briciolo di “pietas” ancora nelle vene.
Ne ho meno di “pietas” verso quelli che privati del loro capo sportivo e della governance, ci deliziano a colpi di messaggi sulle bacheche social come novelli gilet arancioni, con nelle vene il 5G e anche forse un po’ di mercurio. Invocano soluzioni immediate che non sono stati capaci di sollecitare al loro capo per mesi, ripetendo la stessa bugia così tante volte che alla fine poi ci credono davvero.  Se credono che esista una bacchetta magica, perché non l’hanno usata loro? Forse erano troppo impegnati nelle comparsate social a raccontare la loro verità?

Republic of Lies: American Conspiracy Theorists and Their Surprising Rise to Power, by Anna Merlan

Esiste un mondo sportivo migliore, è possibile anche per questo sport?
Si.
C’è un signore paffuto, con la pancia rotonda, la mani dietro la schiena che si erge alto sulle teste di altri nonostante il suo metro e cinquanta scarso, Sanz.
La mente e il cuore dietro ai successi di una delle squadre più importanti di Spagna.
Il “suo” Futsi Navalcarnero, cinque volte campione di Spagna nelle ultime otto stagioni, rinuncia alla possibilità di difendere il titolo, di difendere quel primato che in questa stagione lo vedeva in testa con sette punti di vantaggio. Rinuncia a questi “playoff express” perché non garantiscono l’incolumità sportiva e la salute delle sue atlete.
Non è che l’erba del vicino sia sempre più verde, semplicemente qualcuno da questa parte del mediterraneo l’erba del giardino del futsal se l’è fumata anche se è sintetica.
C’è ancora chi in Italia reclama un titolo, un pezzetto di stoffa per dichiararsi campione di qualcosa, poi ci sono gli altri, quelli che amano questo sport anche se li tratta male e ogni tanto premia anche chi non lo merita.

S’è rotto qualcosa in questi ultimi anni di governance nel futsal, è responsabilità sicuramente di qualcuno, per una volta nella vostra vita caricatevi delle colpe di scelte scellerate. Basta vendere la passione dei pochi appassionati di questo sport al miglior offerente, solitamente l’amico di un amico. Basta foraggiare l’incompetenza palese e poi meravigliarsi dei fallimenti.
Provate ad avere un dubbio, a studiare per cercare una risposta.
Scoprirete che nell’ammettere l’ignoranza c’è più dignità di fingere conoscenza.

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