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Trieste in vetta solitario

Domenica di sola Serie A quella appena trascorsa sugli schermi del nostro canale Twitch. Molte le sfide interessanti, sia per quello che riguarda la ancora prematura corsa al secondo titolo di Lega sia per la lotta per non retrocedere che in questa stagione è una concreta realtà.

Partita complicata per Patrizia Lauria che vuol scrollarsi di dosso l’ultimo posto in classifica ancora in coabitazione con il Genova di Pergolari. Due squadre queste che non meritano la posizione in classifica almeno per quello che riguarda il gioco espresso in campo.
Ne scaturisce un match davvero spettacolare caratterizzato dal gioco offensivo e dai cambiamenti repentini nel punteggio.
Passa in vantaggio il Genova, Rocha concretizza al meglio l’occasione su calcio d’angolo e porta in vantaggio la sua squadra. Palla al centro e non c’è nemmeno il tempo di prendere fiato che Lucileia rispolvera il suo piede fatato e trafigge Tirelli dopo aver raccolto un assist di Nicoletti che taglia a metà il campo e la difesa avversaria. Uno a Uno.
Sull’onda dell’entusiasmo per il subitaneo pareggio il Firenze mantiene alto il ritmo dell’incontro e arriva alla sirena che sancisce la fine del primo tempo, fiduciosa per la seconda frazione di gioco.
Macina gioco la squadra di Lauria per tutta la prima parte del secondo tempo, trova grazie ancora all’intuizione del suo numero 10 brasiliano il gol del vantaggio con un fendente che s’incunea tra palo e portiere, doppietta per Lucileia.
Pergolari in piedi davanti alla sua panchina fulmina le sue ragazze con lo sguardo, pretende una reazione. La prima a rispondere presente è Juliana Bisognin che con un tacco libera in area Rocha che a tu per tu con Mascia non si lascia ipnotizzare dal portiere avversario e realizza il due a due.
La partita cambia, il Genova si ritrova con più benzina nel serbatoio e inizia a premere cercando il colpo che chiuda la partita.
Il tre a due arriva dal piede di Rafaela Dal’Maz il pivot sul quale ha puntato tutto Pergolari. La brasiliana imbeccata ancora dalla connazionale Bisognin in versione assist woman, s’invola palla al piede verso Mascia che prova a chiudere alla disperata ma non può nulla contro la conclusione chirurgica dell’avversaria.
Tre a due.

Sfida tra squadre che puntano a lasciarsi alle spalle le altre concorrenti al titolo per quella che potrebbe essere la prima vera fuga della stagione.
Trieste finalmente davvero competitivo e Mister Iessi sembra essersi definitivamente lasciato alle spalle tutti i problemi che avevano afflitto il suo organico nella passata stagione.
Parte con il piede pigiato sull’acceleratore il quintetto giuliano e sblocca il risultato con Sara Boutimah che corregge in rete un preciso calcio d’angolo. Uno a zero.
Schettini non sembra troppo preoccupato e invita alla calma le sue ragazze. Strategia che paga quasi subito. Qualche giro di lancette e il Catania trova il pareggio, con il giocatore meno atteso dell’incontro.
Marina Belam sfodera un gol da cineteca saltando con un sombrero di sinistro, la diretta avversaria per poi concludere al volo in porta con il destro. Conclusione al fulmicotone che non lascia scampo a Nagy che pure tenta una parata disperata.
Non basta però il guizzo delle ragazze del Catania per arginare la furia offensiva del Trieste. Taninha sfodera con un doppio dribbling tutta la sua classe. Salta due avversarie e quando la difesa avversaria collassa su di lei con un intelligente suggerimento scarica il pallone verso Penalver. La spagnola devo solo accompagnare con un piattone la palla in rete siglando il due a uno finale che sigilla l’incontro.

L’Aquila e Bologna sono due delle corazzate di questa Serie A, difficile nascondere le reali ambizioni da parte di due allenatori che molto hanno speso in sede d’Asta.
Partita tatticamente bloccata con due organici che si equivalgono. Santucci preferisce arretrare Taty in posizione di centrale difensivo nel tentativo così di controllare Vanin che in questo avvio di stagione sembra essersi trasformata nel terminale offensivo letale e micidiale che era mancato troppe volte nella stagione scorsa.
Sarà la nuova aria di montagna, sarà l’Abruzzo forte e gentile ma a sbloccare una partita che sembra avviata non senza scossoni verso un pareggio a rete bianche è proprio lei, Debora Vanin.
Riceve palla in profondità spalle alla porta, salta Taty con un sombrero e prima che il pallone tocchi terra lo colpisce al volo con inaudita violenza.
Uno a zero.
Gioco, partita, incontro.
C’è chi ha Vanin e chi non ha Vanin, come è più che nella scorsa stagione, chi vorrà cucirsi lo scudetto sul petto dovrà raggranellare i punti necessari sul campo di Vanin e compagne.

 

Un Torino a vocazione offensiva è quello che sceglie di mettere in campo Alessandro Dragone. Non importa che dall’altra parte del campo ci sia il Venezia di Leonardo Gallo, squadra con più titoli in bacheca e decisamente una squadra complicata da affrontare.
Le ragazze granata generano una pressione offensiva mai vista prima, confinano le avversarie nella metà campo e costringono Sestari a sfoderare tutti i colpi del suo repertorio. Il Venezia s’arrocca in difesa, sistema l’autobus di traverso davanti alla porta e cerca di pungere in avanti quando riesce a superare la metà campo.
Lo zero a zero finale non rende giustizia alla mole di occasioni viste in campo, i due pali, uno per parte e la straordinaria intensità di entrambe le squadre.
Un punto a testa non smuove certo la classifica ma dimostra che anche un pareggio può essere spettacolare.

Aspetti il Terni e trovi il Verona.
Dopo una ottima partenza in campionato le ragazze di Giovannini erano chiamate a confermare quanto ti buono avevano fatto vedere nelle prime due giornate di campionato.
Marcelli schiera le scaligere con un modulo consolidato e spera che il pragmatismo delle sue scelte tattiche paghi anche in quest’occasione.
Il Terni sembra incapace di creare superiorità sulle bande laterali e quindi di rifornire adeguatamente il suo pivot, la stella italo-brasiliana Adamatti.
In questa situazione di stasi tattica le ragazze del Verona sembrano però trovarsi più a loro agio. Gestiscono meglio il flusso dei passaggi e la circolazione del pallone risulta più efficace. Da una verticalizzazione di prima il Verona trova il gol che decide la partita.
Tre tocchi di prima in profondità e Cecilia Barca si ritrova a due passi dalla rete avversaria con la più facile delle conclusioni a rete.
Uno a zero, risultato finale che rimanda l’esplosione del Terni di almeno una settimana.

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