AGS Volta League

Prima Giornata, subito sorprese

Riparte così la AGS Volta League, con la sua Serie A.
Grande attesa ai nastri di partenza per scoprire i nuovi equilibri di forza tra le squadre che ambiscono a succedere al titolo di campione di lega assegnato la scorsa stagione all’Ancona di Flavio Coccia.
Il Trieste di Diego Iessi, ampiamente rinnovato, impiega quasi un tempo per prendere le misure di un Genova che sembra già avere il ritmo campionato. Le ragazze di Pergolari passano subito in vantaggio grazie alla conclusione al volo dal limite dell’area del neo acquisto Juliana Bisognin. Coordinazione perfetta della brasiliana che batte Nagy con una traiettoria che non lascia scampo al portiere del Trieste.
Reagisce prontamente però Iessi che sprona dalla panchine le sue. Valeria Schmidt trascina letteralmente la sua squadra, devastante in fase di interdizione, letale sotto porta. Pareggia il conto e tiene alta la squadra, incita le compagne ed è un autentico baluardo in difesa. Da un preciso fraseggio nello stretto arriva il gol decisivo del Trieste, Marta raccoglie un suggerimento appena dentro l’area e può concludere sul palo lontano senza dare scampo a una Tardelli che prova a coprire lo specchio della porta come può.

Nicola Schettini guida il suo Catania con imperscrutabile genio. Chiude la porta a doppia mandata con Irene Franco, le mette davanti la rocciosa Isa Pereira, acquista Vanessa per dare fantasia alla squadra e appoggia questa costruzione sportiva su due pilastri, Belam e Naiara. Sono proprio queste due le protagoniste meno attese di una partita che vedeva le isolane partire senza i favori del pronostico. Partita attenta arcigna e con il portiere etneo capace di rintuzzare tutti gli attacchi avversari. Marco Ciampaglia catapultato alla guida di una corazzata come L’Aquila cerca ancora di trovare una sua dimensione tattica, certo due sconfitte consecutive non aiutano a rasserenare l’ambiente che non si aspettava una partita così in salita. Male Oselame che fa fatto subito rimpiangere Nagy, l’inserimento di Bettioli impone alla squadra nuovi equilibri difensivi e c’è bisogno della fantasia di Manieri per non restare schiacciati nella propria metà campo.

 

La dura legge dell’ex colpisce e affonda il Firenze che subisce ben tre reti dal Torino rinvigorito dai nuovi arrivi. Sebbene le gigliate siano ottimamente guidate da Patrizia Lauria e il risultato maturi solo nel finale, ancora una volta Lauria viene tradita dal suo portiere. Maria Fontana Mascia, giunta in Toscana proprio per rimpiazzare Oselame che si era concessa qualche errore di troppo, con un rinvio maldestro spalanca la porta alla conclusione mortifera di Rozo che porta al vantaggio delle torinesi. Non si possono concedere regali come questi ad una compagine arcigna come quella guidata da Alessandro Dragone.
La partita è in discesa ormai per le rossoblu, Amparo spadroneggia sulla fascia, lasciando nei tifosi avversari quel senso di rammarico per non aver mai visto l’esterna spagnola giocare a questi livelli. L’andalusa prima raccoglie un facile tap-in per il due a zero e poi sulla sirena corregge in rete un cross da calcio d’angolo.
Risultato pesante ma in Toscana possono nutrire speranze per una stagione che sebbene iniziata male potrebbe vedere il Firenze protagonista.

La dura legge di “Pompo da Verona”  s’abbatte anche sul Bologna in questa prima giornata di campionato.
Santucci e le sue giocatrici iniziano però fortissimo, s’abbattono come un ciclone sulle ragazze di Marcelli e Dibiase si erge come baluardo e respinge tutti gli assalti delle avversarie.
Arriva però il gol del Bologna, un manifesto di verticalizzazione e gioco offensivo, con due passaggi perpendicolari all’asse del campo, liberano Sofia Viera sul lato corto dell’area avversaria. La portoghese è sola, ha tutto il tempo di cambiare piede e mettere con un sinistro a giro il pallone in rete. Sembra tutto facile per il Bologna. Il Verona però s’aggrappa sempre più al suo giocatore simbolo, Arianna Pomposelli. La ragazza del Quadraro ora può avvalersi dell’esperienza difensiva della pur giovanissima Cecilia Barca, su questo asse s’appoggia la squadra e la rimonta del Verona. Al rientro dagli spogliatoi le scaligere si gettano anima e corpo nella metà campo avversaria e il pareggi è frutto di una intuizione di Aida Xhaxho che spalle alla porta imbuca nello spazio sperando nell’intuizione proprio di Arianna. La romana piomba sul pallone e insacca di prepotenza alle spalle del portiere avversario per l’uno a uno finale.

 

Se la sconfitta delle campionesse d’Italia all’esordio aveva già scosso le previsioni della vigilia, il rumoroso tonfo del Venezia ha del tutto eliminato ogni tentativo d’ipotesi futura.
Il Terni ha qualità da vendere e decide di mettere la partita sui binari del ritmo e delle giocate rapide. Bianchi è letteralmente una furia sportiva, imposta, salta l’uomo, finalizza e conclude a rete. Due suoi gol, annichiliscono il Venezia e indirizzano decisamente la partita. Talita Bianchi sul primo gol dimostra di poter essere assoluta protagonista in questa stagione, salta da sola la difesa avversaria, arriva nei pressi del portiere avversario e lo trafigge, uno a zero. Raccoglie poi sotto misura un calcio d’angolo per il due a zero. Non può certo mancare Renata Adamatti alla festa che s’inventa un gol che fa sembrare Ana Sestari un portiere normale.
Sgretolate le certezze del Venezia, questo Terni farà certamente parlare di se in questa nuova stagione.

 

 

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