Serie A

Nona verso il pieno recupero: “Ho lavorato bene, la ripresa è vicina”

Fermo il futsal per tutti da due mesi, a qualcuno manca forse un po’ di più, Nona Navarro Saez, assente dai campi da ben prima dello stop ufficiale alle competizioni.
Per lei il tempo di isolamento è relativo, le sue giocate e la sua classe ci mancano dal giorno dell’infortunio, occorso il 22 dicembre, durante la partita di campionato contro l’Italcave Real Statte.
Non possiamo ancora muoverci, uscire di casa è un rischio per noi e per gli altri e la prospettiva del ritorno alla normalità è più utopica che reale, ma per Nona, dopo quattro lunghi mesi finalmente la luce in fondo al tunnel è una realtà concreta: “Il mio recupero va molto bene. Ho lavorato molto, dal primo giorno dopo l’intervento.
La tabella di marcia viaggia spedita verso la ripresa completa. Da qualche settimana ho anche iniziato a correre.
L’appuntamento fisso con la fisioterapia ha permesso di rispettare i tempi di riabilitazione inizialmente previsti: “Da subito, non ho mai saltato l’appuntamento giornaliero con la terapia. Da quando siamo bloccate in casa a causa del coronavirus abbiamo dovuto rimodulare la terapia, prevedendo tre sedute settimanali. Approfitto di questo spazio per ringraziare Mattia Magistrelli per avere a cuore il mio recupero, regalandomi, oltre alla sua professionalità, sempre un sorriso nei momenti di difficoltà. Parimenti, non posso non ringraziare il mio tassista personale: Marco Bramucci“.

nona

Una strada in salita, ostacoli fisici ed emotivi da affrontare e superare, il campo visto dalla linea laterale: “Inizialmente ho vissuto momenti di grande difficoltà. Non avevo gli strumenti mentali per poter gestire la prospettiva di una stagione terminata molto prima del previsto a causa di un infortunio. Avevo paura dell’ignoto, di quello che avrei dovuto affrontare, di quello che sarebbe stato di me come calcettista. Non è stato facile vedere ogni giorno le mie compagne allenarsi mentre, io ero confinata in panchina e costretta a seguire gli allenamenti solo con lo sguardo. Ancora una volta, sono particolarmente grata alla realtà falconarese che avvolge noi giocatrici. Devo ringraziare Andre Scaccia per non avermi mai lasciata sola, per aver reso più affrontabile ogni allenamento“.

Infortunio, pandemia, campionato verso una conclusione prematura, eppure Nona non getta via la stagione, appuntandosi al petto una grande soddisfazione: “Se non fosse stato per lo stop conseguente alla pandemia, avremmo disputato la Final Eight di Coppa Italia, una competizione meravigliosa. Che orgoglio aver contribuito al raggiungimento di questo storico obiettivo per il Città di Falconara. Guardando invece al presente fatto di giorni simili l’uno all’altro, la gioia è rinchiusa tutta nell’andamento più che positivo del recupero“.
Giorni simili, è vero, ma mai vuoti o noiosi: “In questo periodo di quarantena riesco a trovare sempre come impegnare il mio tempo. Non lascio certo spazio alla noia. Come tanti, ho letteralmente messo le mani in pasta. Realizzando dolci, piatti dettati dalla fantasia e l’immancabile pane fatto in casa. Fare il pane mi da molta soddisfazione, anche se incontra le ire di Guti perché, impastando, sporco tutta la cucina con la farina. Nel confinamento forzato, la cosa più importante è riuscire ad avere sempre la mente impegnata. In questo mi aiutano, oltre alla cucina, giocare ai videogame e ovviamente allenarmi in casa.

Después de dos meses de la operación, empezamos a correr! #feliz 😊 JomaSport

Pubblicato da Nona Navarro Saez su Mercoledì 8 aprile 2020

La determinazione e lo spirito di adattamento hanno sempre caratterizzato la vita e la carriera di Nona. Il futuro che vede avanti a se è fatto di scelte giornaliere, di consapevolezza e spirito di squadra: “Non amo guardare al futuro come generalmente lo intendiamo, un punto lontano nel tempo. Mi piace vivere giorno dopo giorno, perché il futuro è un’entità indefinita e può riservarci sorprese e cambi repentini di rotta. Non sappiamo dove saremo domani, per questo è necessario focalizzarsi sull’oggi. L’ambizione che nutro ora è recuperare al meglio, continuare a vivere vicino ad un pallone”.
Falconara è l’ultima tappa cronologica di un viaggio sportivo della numero 13, una piccola cittadina in riva all’Adriatico capace di accoglierla come una di famiglia dal primo momento: “Tra l’infortunio e la situazione attuale purtroppo non sono riuscita a vivere appieno questa realtà ma, quel poco che ho vissuto mi è bastato per vedere che è una grande famiglia, una famiglia di cui faccio parte. Mi piace giocare con ogni compagna di squadra ma -ammette la spagnola – trovo una connessione particolare con Sofia Vieira, mentre quello che proprio non mi piace è giocare con Guti” scherza Nona.

Di Nona abbiamo imparato a conoscere le giocate, i suoi gol spettacolari, l’impegno e l’impronta che lascia in ogni partita che disputa. Fuori dal campo invece è la discrezione a caratterizzare la calcettista: “Fuori dal parquet sono una persona allegra, una che cerca di avere sempre un sorriso. Sono però anche molto timida e, se c’è una cosa che proprio non mi piace, è essere al centro dell’attenzione“.
Nona, difficile non esserlo con i tuoi gol da cineteca.

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