Serie A2

Dorica Torrette, Mary Domizi: “Più tempo per me, ma il campo manca”

Lunedì, mercoledì e venerdì giornate di ozio dalle 14 in poi, iperattività nei giorni pari. La costante è il lavoro svolto da casa per l’Università di Macerata, il resto del tempo – invece – Mary Domizi lo dedica alle attività più disparate tra cucina, esercizi fisici, bricolage e rifinitura degli esterni, quest’ultima eseguita dirigendo (dalla finestra) le geometrie del tagliaerba usato dalla sua coinquilina. Scherzi a parte, dopo un primo momento traumatico, il vice-tecnico della Dorica Torrette ha ormai imparato ad adattarsi alla quarantena.
“Certo, è stato brutto. Passi da “ciao, ci vediamo domani” a non vederti più da un giorno all’altro, ma ormai mi pare chiaro che sia impossibile ripartire: siamo ferme da due mesi e mancherebbe troppo il lavoro specifico. È un po’ come quando, dopo un’estate intera, ti ritrovi per la preparazione e deve cominciare da zero. In più, per terminare la stagione servirebbero turni infrasettimanali, dovremmo giocare di continuo e in condizioni fisiche che adesso non sono più adatte a farlo. È vero che tutte le squadre sono sulla stessa barca, ma che campionato diventerebbe?”.

Da un’agenda riempita all’80% dal futsal, a giorni tutti da riscrivere.
“Le mie settimane erano programmate in base ad allenamenti e partite, ma ora è tutto diverso: dalle 8,30 alle 14 sono attiva con lo smartworking, poi il programma è variabile. A volte sembra di essere nella cucina di Benedetta Parodi, faccio pizza e pane, non sono male come cuoca; a seguire smaltisco con addominali e squat e, ultimamente, ho iniziato di nuovo a pianificare viaggi: mi piacerebbe visitare New York, ma parliamo di aprile 2021”.
Per quella data, la Dorica Torrette potrebbe aver già quasi concluso un’altra stagione. Dipenderà dalla volontà del suo patron (e tecnico) Mirco Massa.
“Hai investito tanto e non hai giocato una parte importante di campionato, rispetto a questo come si comporterà la Divisione? Ti metterà in condizione di riscriverti con un credito o non guarderà in faccia a nessuno? E quante saranno, concretamente, le squadra in grado di andare avanti senza risentire delle conseguenze provocate dal Covid? Giusto chiedersi se ne valga la pena perché, in generale, la vedo dura uscire da questa crisi. Sarebbe bello, comunque, un altro campionato in A2 per riscattare quello opaco condotto fino a febbraio. La mia intenzione è quella di continuare, ma è tutto ancora molto incerto. Un posto da mister su questa panchina? Non sarebbe male, ma – chiude Domizi – voi ce lo vedete Mirco lontano dal campo?

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