Serie A

Aldo Di Pietro: “Col Montesilvano legame che va oltre il futsal”

Aldo Di Pietro

Un periodo così lungo senza futsal, pur andando molto indietro nella memoria, Aldo Di Pietro proprio non riesce a ricordarlo.
“In estate c’era sempre qualche torneo a riempire le giornate, nelle altre stagioni poi non ne parliamo neanche: la domenica è sempre stata sul campo”.
Una normalità interrotta bruscamente dal Covid-19, un terribile virus che ha cambiato il quotidiano di tutti.
“Più che la partita, mi manca l’allenamento, l’impegno quotidiano. E questo pesa ancora di più, se penso al meraviglioso gruppo dal quale – per forza di cose – ora devo stare lontano. Si era instaurato un rapporto di rispetto e fiducia e poi abbiamo ancora in sospeso la cena promessa dalla società per la vittoria della Coppa della Divisione”.
Serata posticipata appena le condizioni lo permetteranno, mentre sulla ripresa del campionato di Serie A c’è ancora silenzio.
“Stanno temporeggiando a dirci cosa? Sinceramente credo che la stagione sia finita, ma naturalmente mi auguro che possa essere portata a termine, purché sia fatto in assoluta sicurezza, dato che la salute rimane al primo posto. Ho sentito alcune proposte su una possibile Final Eight, sarebbe una bella proposta per fare in modo che ci sia un vincitore che il prossimo anno potrà andarsi a confrontarsi con altre realtà internazionali. Oppure, come altri hanno detto, si potrebbe assegnare il titolo alla prima classificata, ma non mi sembra neanche giusto. Insisto sulla possibilità di chiudere la stagione perché non farlo ci farebbe perdere di credibilità, dopo anni di sforzi per far crescere questo sport. Ma, ripeto, deve essere prima garantita la sicurezza generale”.
Distante dal Montesilvano con il corpo, non certo con la mente.
“Mi mancano tutte e penso sempre che mi dispiacerebbe non poter dimostrare ancora una volta che, quando giochiamo con concentrazione, possiamo combattere a testa alta con tutte. Abbiamo avuto un momento critico quando sono mancate Ampi e Lucilèia, ma per il resto siamo un gruppo estremamente competitivo. Ora aspetto con ansia il 3 maggio, sperando in buone notizie da parte del governo. Cosa farò nel frattempo? Continuo a farmi crescere la barba e faccio lunghe passeggiate con Suami, 60 chili di pastore abruzzese. Poi, ogni tanto, vengo interrotto dal telefono: o sono Belli ed Eva che mi fanno qualche scherzo, oppure tutte le altre con cui mi sento spesso. Ci siamo lasciati dentro qualcosa che va al di là dello sport, qualcosa che esula dai ruoli di mister e giocatrice: qui si tratta di vera amicizia e niente di quello che accade intorno a noi potrà mai cambiarla”.

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