Serie A2

Simona Anselmi: “Realtà critica, ma rivaluteremo le cose davvero importanti”

Anselmi

Un sole caldo, il cielo azzurro e odore di buon cibo nell’aria.
Se non fosse per il confinamento forzato, sarebbe una domenica perfetta, una di quelle nella quale il futsal giocato avrebbe fatto da padrone, dopo l’immancabile pranzo della nonna. chiaramente.
Per conservare almeno una parvenza di tradizione del calcio a 5 domenicale, abbiamo raggiunto Simona Anselmi, capitano della Dorica Torrette: “Non sono abituata alle domeniche senza futsal, così come non sono abituata a trascorrere tutto questo tempo in casa. Siamo tutti accomunati dal disagio creato dalla pandemia, una difficoltà che cerco di superare tenendomi sempre impegnata. Come tanti colleghi, non ho smesso di lavorare, anzi, sono quotidianamente alle prese con la didattica online. Oltre al lavoro, la mia giornata si dipana tra allenamento, tanti film e qualche videochiamata con amici e parenti per sentirsi  più vicini”.
Come molti di noi, Simona ha trovato nell’arte, in tutte le sue forme, un fluido emozionale per riempire le giornate, nell’attesa che l’emergenza passi.
La difficoltà contingente offre l’occasione di interrogarsi su quello che davvero consideriamo importante, un tempo di riflessione del quale fare tesoro: “La realtà che si è materializzata sotto i nostri occhi a causa del coronavirus si è riempita di criticità a livello globale. Il mio auguri è che presto questa condizione possa essere riposta nell’armadio dei ricordi quanto prima. Una volta superata questa contingenza, sono sicura apprezzeremo molto di più le cose davvero importanti, proprio quelle che davamo per scontate.
Certamente l’essere confinata in casa, l’impossibilità di recarsi all’esterno delle mura dell’abitazione, costituiscono restrizioni che hanno completamente sconvolto quella che era la mia routine quotidiana, mai mi sarei mai aspettata di dover affrontare una situazione di questo tipo, così complessa e dolorosa.”
Allo stesso modo e insieme a Simona, anche noi non avremmo mai immaginato di vivere un momento epocale come questo.

Tra le difficoltà che una limitazione delle libertà personali genera, si aggiunge l’impossibilità di vivere la realtà della squadra, la quotidianità del gruppo: “Purtroppo non è semplice riuscire a vivere la dimensione di squadra private completamente degli appuntamenti fissi, delle nostre routine di allenamento, dell’adrenalina della partita, della dimensione dello spogliatoio.
Ci stiamo comunque allenando, ognuna al meglio delle proprie possibilità, grazie al lavoro che il nostro preparatore ci ha trasmesso cercando di farci trovare pronte nell’eventualità che il campionato riprenda, tuttavia credo che la stagione sia purtroppo finita qui”, confessa Anselmi.
Un futuro davvero plausibile quello prospettato dalla calcettista, al quale dovremmo iniziare a prepararci per non farci trovare spiazzati e spaesati.

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