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Marco Bramucci: “Situazione drammatica, sciocco parlare di ritorno in campo”

Bramucci

Un tempo sospeso dal tempo. Questa è la percezione che si ha della realtà scandita dallo slogan #restiamoacasa.
A casa dobbiamo restare davvero, non solo per imposizione ma per senso di responsabilità. Da queste quattro mura però possiamo continuare a sentirci vicini e a coltivare la speranza in un futuro prossimo migliore, approfittando della contingenza per raggiungere piccoli e grandi risultati personali. “Ho smesso di fumare da una settimana” scherza, neanche troppo, Marco Bramucci. “Questa situazione mi ha personalmente turbato molto ed è da sei giorni che non tocco una sigaretta, l’unico risvolto positivo personale dell’emergenza coronavirus“.
Se vogliamo continuare a guardare con occhio favorevole al triste periodo di difficoltà, c’è un altro aspetto da tenere in considerazione per il presidente del Città di Falconara: “Non abbiamo il rammarico di aver perso Nona per tante partite.”La fuoriclasse spagnola, fuori per infortunio da 3 mesi, ha piuttosto concentrato tutte le energie nella riabilitazione per un recupero che procede con celerità: “La giocatrice sta continuando la fisioterapia e procede tutto molto bene.

Con le giocatrici italiane residenti in zona rimandate a casa prima della quarantena e le straniere nelle proprie abitazioni di Falconara, le citizens non hanno perso lo spirito di gruppo e non mancano di sostenersi a vicenda: “Con le ragazze ci scriviamo, ci facciamo dolci, cerchiamo di passare il tempo nel miglior modo possibile, provando a non alimentare il sentimento di ansia e insofferenza che una reclusione forzata genera. Si ride e si scherza, ma la noia riesce ad insinuarsi nelle pieghe di giornate troppo lunghe. Non è facile, ma ce la faremo“.
La domanda che le falconaresi continuano a sottoporre a Marco Bramucci è la stessa alla quale anche un intero movimento vorrebbe trovare risposta: “Qual è il futuro del campionato?”.
Non le manda certo a dire Bramucci che afferma senza mezzi termini: “Chiunque parli della ripresa dei campionati è un cialtrone, perché la situazione creata dal Covid-19 è drammatica a livello globale. Non rendersene conto è da sciocchi. Il nostro Paese ha adottato, se pur tardivamente, misure importanti ed è l’unico stato dell’euro-zona ad aver intrapreso un’azione risoluta contro la diffusione di un virus tanto potente quanto sottovalutato. Se la Cina ha sospeso tutte le attività fino alla fine di maggio, come possiamo noi pensare di tornare in campo con così tanta sicurezza?
Una questione spinosa sulla per la quale urge una presa di posizione tempestiva a livello federale: “Continuare o non continuare il campionato, questo non è il problema“.
Parafrasando Shakespeare, il presidente Bramucci individua il nocciolo della questione nella tempistica decisionale: “Mi auspico che venga presa una decisione chiara entro la fine del mese per poter dare alle società la possibilità di poter finalmente pianificare il lavoro in una prospettiva futura definita. Il timore invece è che si viva di rinvii per poi arrivare all’unica soluzione che a mio avviso sembra logica: terminare il campionato“.

Se davvero la Serie A femminile dovesse chiudere anticipatamente i battenti, la stagione non è andata comunque perduta: “Come società attendiamo sviluppi, ma siamo consapevoli che quanto fatto dall’inizio del campionato ad oggi non sarà vanificato. Abbiamo investito molto, riuscendo a raggiungere l’obiettivo di appassionare la comunità falconarese aumentando il numero di spettatori presenti durante le partite. Questo sentimento di appartenenza non lo perderemo e anzi sarà un punto dal quale ripartire con maggior slancio.
Non posso nascondere che attendevamo tutti con trepidazione la Coppa Italia, manifestazione capace di regalare grandi emozioni e alla quale ci stavamo preparando con diligenza curando ogni aspetto. Non possiamo prendercela con nessuno. Quello che dobbiamo invece fare è seguire le regole imposte dalla situazione contingente, giocando la nostra partita sul piano della prevenzione e del rispetto.”
La necessità di una decisione chiara e tempestiva è di vitale importanza anche dal punto di vista della gestione economica e finanziaria: “Con le giocatrici ferme l’accento si pone anche sulla questione degli ingaggi. Avere una prospettiva certa ci dà la possibilità di sederci a tavolino con l’Assocalciatori per valutare insieme la soluzione migliore in caso di termine anticipato del campionato.
La gran parte delle società sportive vive anche grazie alle sponsorizzazioni di realtà commerciali del territorio, molte legate al turismo e alla ristorazione, le prime a risentire degli effetti del blocco delle attività sociali previste dal coronavirus. La ripercussione sul bilancio societario è oltremodo evidente.

L’incertezza, non solo sportiva ma anche di una ripresa economia, aleggiano come pesanti nuvole cariche di pioggia sull’orizzonte non solo del Città di Falconara ma dell’intero movimento femminile, stretto tra la morsa di un virus letale per una gran parte dei soggetti affetti, che sta infettando non solo il nostro presente ma anche il nostro futuro, anche quello sportivo.
In un tempo costruito d’incertezze e paure è d’obbligo di prendere decisioni anche se scomode e impopolari per non veder arrivare un futuro che si presenta a mani vuote.

sponsor falconara

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