AGS Volta League

Ancona è Finale Scudetto. Dal’Maz regina dei bomber.

Termina la stagione regolare della AGS Volta League, l’Ancona di Flavio Coccia con il suo primo posto in classifica è la prima squadra ad accedere alla finale scudetto.
Venezia, Bologna, Catania e Genova si contenderanno l’altro posto in un playoff scudetto che si disputerà già nella prossima settimana.
Ringrazio però con particolare calore Cristiano, Patrizia, Luca, Alessandro, Diego. Per tutti loro la stagione è già finita, per alcuni è stata una stagione sportiva digitale difficile ma nessuno ha mai pensato di non impegnarsi al massimo in questa avventura sconosciuta per tutti. Menzione particolare per Patrizia, l’unica donna della Lega perché non deve essere stato facile sopportarci con le nostre battute. Probabilmente ci regaleremo subito una seconda stagione, riaprendo le iscrizioni per una Serie B.
Nessuno si aspettava che l’unico futsal giocato fosse quello digitale di FIFA Volta, con i suoi retropassaggi al portiere e i suoi tempi da tre minuti.
Abbiamo tutti però creato una esperienza unica, prima che diventasse una necessità noi l’abbiamo fatta diventare una opportunità.
Grazie.


L’ultima partita della stagione, dentro o fuori dai playoff.
Alessandro Dragone guida un Torino al quale basta un punto per aggiudicarsi l’ultimo posto utile nella griglia della post season. Alan Pergolari può solo vincere e per farlo studia in settimana i video della sua squadra. La rivoluziona tatticamente almeno nello schieramento iniziale, s’accorge, come alcuni allenatori prima di lui, che la posizione iniziale in campo spesso non corrisponde ai movimenti previsti. Arretra Lucileia sulla linea con Cortes e manda Belam a far coppia davanti con Bianchi.
Dragone non è da meno, sposta a sorpresa Dal’Maz nella posizione che per l’intera stagione ha occupato Gomez e Rafaela con due gol illude il suo mister per lunghi tratti della partita ma si regala il titolo di capocannoniere del campionato.
Alan Pergolari è in piedi al fischio finale con le braccia al cielo, è rimasto così dal gol di Belam, praticamente allo scadere, la rete che gli ha regalato l’accesso ai playoff.
Ringrazia le sue ragazze, il pubblico e l’avversario per una partita tra le più belle della stagione.


Il Terni e Giovannini ritrovano il loro bomber Dayane Da Rocha proprio all’ultima partita con una doppietta e Patrizia Lauria e il suo Firenze cercano soluzioni utili per la prossima stagione.
Ne scaturisce una partita vibrante e divertente, giocata a viso aperto e senza risparmiarsi, come se ci fosse ancora da chiedere qualcosa a questa stagione da parte di entrambe le compagini.
Al fischio finale strette di mano in campo e un caloroso applauso ai tifosi che non hanno mai smesso di incitare le proprie beniamine.
Tempo di una doccia per tutti ed è già tempo di tornare alla lavagna per preparare la prossima stagione agonistica.

 

Termina così con un pareggio di prestigio la stagione del Trieste di Diego Iessi. Ferma il Bologna in casa, giocando una partita che aumenta solo il rammarico per una stagione condizionata da un girone di ritorno scellerato. Santucci sebbene meditasse sulle remote possibilità di approdare direttamente alla finale non snatura la sua creatura e la mette in campo con la sua rinnovata disposizione tattica. Il piglio però di Isa Pereira e Taninha tengono in partita un Trieste che non viene questa volto dalla vacuità di Vanessa, impalpabile anche oggi e a lunghi tratti quasi dannosa. Buona prova anche per Moreira che fa prevedere un futuro decisamente a trazione portoghese per la squadra friulana.
Il Bologna dopo il gol di Marta sembra tirare i remi in barca per veleggiare sicuro e con il minimo sforzo verso un playoff crudele quanto decisivo e che vede la squadra delle due torri decisamente tra le favorite a contendere poi il titolo di campione di lega all’Ancona.

 


L’Ancona deve vincere, poi sedersi davanti agli schermi e assistere alla partita del Venezia. Il loro destino non è solo nei piedi del suo quartetto delle meraviglie, lo è anche nel risultato della partita tra Catania e Venezia.
Capitan Gayardo non vuol perdere tempo e correre il rischio di un gol allo scadere come quello che ha condannato la loro diretta concorrente ad un pareggio proprio contro le scaligere.
Per evitare l’effetto “Pompo da Verona” testa bassa e pedalare. L’Ancona martella con i suoi grossi calibri la difesa del Verona senza sosta, senza risparmiarsi.
Qualche brivido di troppo però lo corre proprio la retroguardia di Coccia che deve fare muro con Valeria e Cely Gayardo per impedire di rendere complicata una partita che sulla carta non lo è affatto.
Imbrigliate però dalla dedizione alla causa di Luciani e Pomposelli e dall’insolito brio offensivo di Xhaxho, c’è bisogno di uno spunto del campione per sbloccare il risultato.
Araceli Gayardo risponde presente alla chiamata del suo allenatore, mette a segno il primo gol e fa crollare la diga difensiva di Luca Marcelli.
Dilaga così la squadra marchigiana che trova con Renata Adamatti il raddoppio, approfittando di una ingenuità di Tirelli e poi sigilla il risultato con un gol di Vanin.
Compito assolto, almeno nella parte che possono direttamente controllare le ragazze di Flavio Coccia.

 


La vendetta è un piatto che va servito freddo, recita l’adagio.
Il sorriso di Nicola Schettini a fine partita mentre stringe la mano al mister della squadra che l’aveva sonoramente battuto nella Finale di Coppa di Lega, è più eloquente di mille interviste.
Catechizza a dovere le sue ragazze Schettini e il suo Catania sfodera una prestazione maiuscola.
Era fondamentale non commettere errori, per non lasciare alle avversarie troppe occasioni per metterle in difficoltà, essere pronte a ripartire quando se ne presentava l’occasione.
Quando però Borges ruba palla in pressione offensiva e s’invola verso la porta avversaria con solo Franco da battere in molti hanno pensato che la storia si stesse ripetendo, che il famoso fattore C che mister Gallo ha in comune con il più noto Carlo Ancelotti, stesse per sortire il suo solito effetto.
Invece inspiegabilmente un “gufo” sembra essersi poggiato sulla talentuosa brasiliana in forza al Venezia proprio al momento di calciare in porta. Borges appena entrata in area scaglia verso la porta quello che potremmo definire un retropassaggio forte e Irene Franco si fa trovare pronta e respinge di piede.
Da qual momento il Catania alza ancora il livello dell’attenzione, passaggi brevi, fraseggio sicuro e appoggio al compagno libero senza però disdegnare la palla in tribuna verso qualche tifoso festante.
Zero a Zero, il risultato finale.
Rammarico in campo per le giocatrici di Leonardo Gallo che hanno condotto un campionato sostanzialmente in vetta ma vedono sfumare sul finale un risultato che sembrava alla loro portata.
L’eco dei festeggiamenti in quel di Ancona aumenta il rammarico per quel gol sulla sirena solo pochi giorni fa.
Fatal Verona.

 

 

 

 

 

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