The League

Le Magnifiche Quattro: Bologna, Venezia, Trieste, Catania

Giornata di verdetti per questo nono turno della AGS Volta League.
Bologna, Venezia, Trieste e Catania. Queste le quattro squadre che si contenderanno la Coppa di Lega.

 


Torino 2 – Soldevilla, Dal’Maz
Genova 2 – D’Incecco, Siclari

Una vittoria del Genova potrebbe alimentare ancora le speranze della squadra di Pergolari, l’ambizione per un posto in Final Four non è mai stata celata dalla società ligure.
Bisogna però fare i conti con un Torino che sebbene fuori dai giochi ha in Dragone un allenatore molto preparato. Formazione inedita per le piemontesi, Soldevilla a supporto di Pato e della sorprendente Gomez. Paga subito la strategia del mister Alessandro Dragone, Soldevilla sfrutta la sua esuberanza fisica e svetta indisturbata al limite dell’area, per lei di testa insaccare sul palo lontano è fin troppo facile.
Il Genova non ci sta e D’Incecco suona la carica per le sue compagne, reazione scomposta però e il Torino cinico ne approfitta con Pato Dal’Maz. È proprio la brasiliana a rubare palla dopo un contrasto durissimo a D’Incecco e volare indisturbata verso la porta difesa da Mascia che nulla può sul preciso tiro dell’avversaria.
Due a zero durissimo da subire per il Genova.
Nona si carica la squadra sulle spalle, c’è tutto un primo tempo ancora da giocare. Prima impegna dopo una progressione offensiva Margarito, poi imbecca sola nel mezzo dell’area Siclari che con un diagonale preciso colpisce la base interna del palo e poi il pallone carambola tra le braccia del portiere.
Il Genova guadagna metri e ancora con l’asse Nona – Siclari si rende pericolo con una conclusione che costringe Margarito ad una parata in affanno.
Sul finale del primo tempo la squadra di Pergolari inizia un tiro al bersaglio che non sortisce gli effetti sperati, le ragazze del Genova le provano tutte per accorciare il risultato.
A sei secondi dalla fine del primo tempo, Siclari ruba l’ennesimo pallone e ha solo Margarito da battere, quasi fosse una questione personale ancora una volta indirizza il tiro sullo stesso palo, medesimo l’esito, palo interno. Questa volta il piccolo folletto del Genova s’avventa sul pallone e lo rimette in mezzo dove trova solissima D’Incecco che di piatto mette in rete.
Due a uno.
Al rientro dagli spogliatoi, il Genova preme forte alla ricerca del pareggio mentre il Torino prova ad abbassare i ritmi e così contenere la sfuriata offensiva dell’avversario.
Dragone si sbraccia dalla panchina cercando di non far abbassare troppo le sue. Un paio di puntate offensive del Torino sono davvero pericolose e Mascia si deve superare su una doppia conclusione ravvicinata di Dal’Maz.
Parte l’ultimo giro d’orologio e ancora la coppia Nona – Siclari sale in cattedra e da un assist della spagnola arriva il pareggio del Genova, giusto premio allo sforzo delle liguri.
Risultato amaro però per la squadra di Pergolari, fuori dalla Coppa di Lega, per due punti, quelli persi oggi contro il Torino.


Firenze 0
Terni 4 – Rozo, Taina, Rocha (2)

Giovannini e il suo Terni devono vincere per restare in corsa playoff ora che è sfumata decisamente la prospettiva per un posto in coppa.
Il Firenze ormai fuori dalla corsa alla final four ha bisogno però di punti in classifica.
Le motivazioni contano e l’approccio alla gara delle umbre è decisamente più aggressivo, Maite in pressione su Amparo la costringe ad un retropassaggio su Oselame che cincischia con la sfera e cerca di liberarsene in fretta in fallo laterale. Il tiro è troppo lento e morbido, Maite lo recupera e serve alla cieca in mezzo all’area avversaria. Arriva di gran carriera Rozo che in spaccata sigla in vantaggio del Terni.
La squadra di Cristiano Giovannini non si guarda più indietro, avverte il momento di difficoltà delle avversarie e affonda il colpo.
Oselame sembra pagare psicologicamente l’errore il portiere del Firenze riesce subito a scrollarsi l’errore dalla mente e parcheggia il suo personalissimo autobus davanti alla porta del Firenze.
Non si contano gli interventi decisivi dell’estremo difensore delle toscane che si oppone in tutti i modi ai pressanti assalti delle avversarie.
Il Firenze prova ad alleggerire la pressione ma non è mai davvero pericolosa, Amparo sembra incapace oggi di saltare l’avversaria per creare superiorità numerica. Nell’unica limpida occasione del primo tempo la spagnola si libera al limite dell’area e cerca il palo lontano da Castagnaro che però si distende e devia in angolo. Giornata problematica per la nazionale spagnola quando tentando di saltare Rocha in dribbling perde il contrasto e la palla finisce a Rozo lesta a servire proprio Rocha ormai alle spalle della difesa avversaria. Valeria Schmitd prova a chiudere la diagonale ma è in netto ritardo e il diagonale preciso della numero 30 del Terni termina in rete.
Il Firenze sembra già con la testa negli spogliatoi quando ancora Rocha liberissima dalla marcatura riesce ad incocciare con precisione un calcio d’angolo di Taina per il tre a zero.
Un secondo tempo che il Terni amministra per gran parte del tempo offrendo alla squadra di Lauria anche lo spazio per dispiegare il suo gioco. Arriva però il quarto gol per il Terni, le umbre in proiezione offensiva vincono tutti i rimpalli in una azione rocambolesca fino a quando Taina con un piatto preciso trova l’angolo sul quale nessuna avversaria può opporsi.
Prestazione convincente per il Terni che però non basta


Bologna 2 – Taty(2)

Trieste 2 – Taninha, Belam

A nessuna squadra è ancora riuscito l’allungo in testa alla classifica, il Bologna oggi ci ha provato davvero.
Primo tempo in sostanziale equilibrio, due squadre che si temono e si studiano. Un condizione che viene interrotta però da Taty che spacca da sola la partita quando raccoglie un suggerimento in diagonale di Marta, elude con una finta l’intervento della sua marcatrice e si libera al tiro. Di Biase si distende alla sua sinistra ma non arriva sul pallone che s’insacca nell’angolo basso. La brasiliana con indosso la maglia numero 5 del Bologna sembra avvertire l’odore della paura delle avversarie e s’avventa su Buzignani che ha appena ripreso il gioco dopo il gol subito. Contrasto duro ma pulito, le porta via il pallone e avanza inesorabile verso la porta avversaria Belam resta in marcatura su Marta e non c’è nessuno a contrastare Taty. Ancora un tiro di precisione chirurgica e doppio vantaggio Bologna.
Mister Iessi sulla panchina del Trieste non nasconde la sua frustrazione, inaccettabile prendere rischi inutili contro una squadra del calibro del Bologna.
Si va al riposo e negli spogliatoi Diego Iessi compie il suo piccolo miracolo.
Il Trieste inizia a macinare il suo gioco metodico, affidandosi a Taninha per creare superiorità in attacco.
Il due – due del Bologna scopre il centro dell’area verso il quale Manieri sembra non chiudere mai la diagonale. Ne approfitta cinicamente il genio portoghese di Taninha che scarica un pallone sulla banda a Buzignani che attrae Taty in uscita difensiva. Bianchi non segue la portoghese nella sua progressione offensiva e Manieri non chiude la diagonale preferendo restare in marcatura su Marta.
Palla scoperta in mezzo all’area, imbucata di Buzignani e rifinitura in rete di Taninha, due a uno.
La partita si anima, Santucci dalla panchina si agita indicando la zona da coprire ed è ancora dal mezzo che arrivano i pericoli maggiori sventati da una attenta Tardelli. Il Bologna si abbassa tantissimo quasi ad arroccarsi in zona difensiva e il Trieste occupa gli spazi lasciati liberi. Tattica rischiosa per le friulane quando un errore di Taninha libera Marta nella metà campo del Trieste e solo una strepitosa parata di Debiase salva dalla capitolazione la squadra di Iessi. Sul capovolgimento di fronte è ancora la nazionale portoghese a dettare i tempi dell’offensiva triestina. Avanza nella metà campo avversaria, Taty preoccupata della minaccia cerca di contrastarla ma viene sorpresa a metà strada dalla palla filtrante verso Belam che si è incuneata alle sue spalle. Il pallone deve solo essere spinto in rete, due a due, partita in parità.
Duro colpo per il Bologna che molla i remi e non riesce più a restare in partita. Palo di Buzignani, ancora una occasione per la giocatrice del Trieste dopo una mischia in area con un tiro a colpo sicuro scagliato però su Taty che occupava il centro dell’area.  Tardelli si trova a sostenere una forte pressione avversaria per tutta la parte finale dell’incontro.
Un due a due finale che spegne l’ennesimo tentativo di fuga della capolista.


Ancona 6 – Adamatti (3) Machado(2), Gayardo

Verona 2 – Grieco, Luciani

Partita spettacolare quella tra Ancona e Verona che s’affrontano a viso aperto senza risparmiarsi. Marcelli sceglie di arretrare Grieco a supporto di Luciani e Pomposelli, lasciando ancora Vanessa lontana dalla fase offensiva.
Coccia si affida al 2 – 2 nel tentativo di assicurarsi una maggiore solidità offensiva e di approfittare della scelta dell’avversario di affidarsi al prolifico bomber brasiliano come centrale difensivo.
Non è però questa la chiave di lettura tattica che contraddistingue le prime battute dell’incontro.
Tirelli sembra l’ombra dell’estremo difensore ammirato nelle prime giornate. Bastano cinque secondi a Renata Adamatti per darci l’ennesimo saggio della sua classe, sombrero alla diretta avversaria e poi sinistro al volo sul palo lontano da Tirelli che abbozza la parata ma non può nulla sulla micidiale conclusione a rete.
Il Verona cerca di restare in partita e si aggrappa a una delle rivelazioni di questa Volta League. Grieco. La giovanissima giocatrice di Marcelli prende palla sulla sinistra e s’accentra, ai 15 metri alza il pallone con uno scavetto davanti a una Machado esterrefatta. La laterale del Verona poi colpisce il pallone al volo prima che tocchi terra, ne esce una traiettoria imparabile per Nagy, uno a uno. Gol di incredibile fattura.
Renata Adamatti è in giornata di grazia e infierisce sulle avversarie senza riguardo agonistico. Porta via palla a Vanessa con una pressione asfissiante, entra in area e batte ancora Tirelli.
Il Verona sparisce dal campo, come un pugile in balia dell’avversario concede ancora troppo in difesa, Grieco pressata da Machado alleggerisce verso il suo portiere. Tirelli troppo molle e disattenta si fa soffiare la palla dala numero 30 che le ringhia sulle caviglie. Porta spalancata e gol numero tre, facile.
Non ci stanno le scaligere e reagiscono con il furore agonistico di Grieco che strappa via la palla a una avversaria e trova Luciani sola in area con un illuminante suggerimento offensivo, Machado di lascia superare dalla gialloblu con troppa facilità e il pallone s’insacca alle spalle di Nagy per il 3 a 2 con il quale sembra chiudersi il primo tempo. Renata Adamatti però non è dello stesso avviso e per dimostrare a tutti che il suo primo gol non è stato un colpo di fortuna, sfodera il medesimo colpo in fotocopia, 4 a 2.
Squadre negli spogliatoi.
Secondo tempo di sostanziale equilibrio almeno fino a quando Tirelli non si fa sfuggire una conclusione non irresistibile a rete di Gayardo. Grave errore dell’estremo difensore del Verona e risultato che porta l’Ancona fuori portata.
Ancora protagonista in negativo Tirelli sul sesto gol delle ragazze di Flavio Coccia.
Vanin lascia partire un bolide dalla distanza, il numero uno del Verona non trattiene il pallone che carambola sui piedi di Machado che sigla la sua doppietta personale e il sei a due finale.

 


Venezia 1 – Ortega
Catania 0

Il Venezia di Gallo prima del calcio d’inizio si trovava ad un solo punto dalla Final Four. Un pareggio contro il lanciatissimo Catania di Schettini e  avrebbe avuto un posto a tavola nel banchetto della Coppa di Lega.
Schettini ha preso nota del nuovo assetto tattico del Venezia e decide di arretrare due giocatori sulla linea difensiva e portare Boutimah a protezione della sua metà campo, preoccupato della rapidità di Ortega e Belli.
Primo tempo tatticamente bloccato dalle scelte degli allenatori, la posta in palio per le lagunari è grande e forse manca un pizzico di lucidità nella conclusione in porta.
Il secondo tempo si apre con un Catania deciso a rovinare la festa delle ragazze di Gallo, partono fortissimo le siciliane e si rendono pericolose in almeno un paio di occasioni.  Rintuzzati gli attacchi le squadre tornano a macinare gioco, creare occasioni che però non riescono a concretizzare.
Quando mancano solo 30 secondi alla fine e si prospetta una corsa a tre per un posto in Coppa e il ricorso alla classifica avulsa, Ortega sfodera un colpo da biliardo e trasforma in una carambola imprendibile il suo tira da fuori area.
Uno a zero.
Sulla panchina del Venezia si inizia subito a festeggiare, lo scampato pericolo e l’accesso alla Final Four.

Foto di Copertina: Leonardo Gallo.

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