Serie A2

Elena Eusepi e il 2020 della Dorica: “Impegno e continuità”

Elena Eusepi

Una breve pausa e poi il ritorno in campo per un richiamo di preparazione al quale tutte hanno risposto positivamente. Così la Dorica Torrette ha iniziato a scaldare i motori a pochi giorni dal posticipo con il Sassoleone che aprirà il 2020. Che anno sarà? Lo abbiamo chiesto ad Elena Eusepi, portiere 19enne alla sua prima stagione con la maglia dorica.
“Ci stiamo impegnando da subito di più per fare meglio in questa seconda parte di campionato. Nella prima c’è stato uno strano periodo tra vittorie e qualche sconfitta di troppo, ma adesso sappiamo cosa fare: contro le emiliane vogliamo replicare il risultato dell’andata, mentre sul resto delle gare ci aspettiamo un percorso decisamente più lineare perché possiamo giocarcela con tante delle squadre che ci precedono”.
Un pizzico di sicurezza in più è proprio quel che servirebbe, anche a livello personale, per tornare a sfoggiare il sorriso con il quale Eusepi si è fatta conoscere in Azzurro nel 2017, durante Torneo Sperimentale Under 17 femminile” propedeutico ai Giochi Olimpici Giovanili, tenutosi in Portogallo.
“Ricordo benissimo quella chiamata, ero a scuola, ma ho risposto lo stesso perché sapevo che sarebbe stato qualcosa di importante. Quell’esperienza ha significato tanto, cambiando il mio modo di vedere il futsal: da semplice hobby è diventato in poco tempo lo sport che mi piace praticare davvero e ad livelli alti. Mi dispiace molto, infatti – aggiunge il portiere – non aver dato il massimo fino ad oggi, ma vengo da un anno molto difficile, non mi sono allenata per qualche mese e ho dovuto lavorare tanto per riprendere il ritmo. Marcelli merita di giocare titolare perché è una ragazza fantastica e ce la mette sempre tutta, ma spero di darle filo da torcere e di conquistare un po’ di spazio”.
Non un classico colpo di fulmine quello tra Eusepi e la porta.
 “Ho iniziato tra i pali solo perché in campo non me la cavavo benissimo – scherza. – Poi ho ricevuto i primi complimenti, mi sono tolta qualche soddisfazione e ho capito che mi sarebbe piaciuto continuare. È un ruolo strano il mio: se sbaglia qualsiasi altro giocatore, magari arriva una compagna a recuperare, se invece sbaglio io, paga tutta la squadra perché incassiamo gol. Ma, tutto sommato, mi va bene così. Il primo a credere in me è stato Luca Ambrosini, nella juniores del Flaminia: mi ha insegnato tanto e grazie a lui mi sono innamorata di quel che faccio”.
Ecco perché ora non può far altro che pretendere di più da se stessa.
“Concentrazione e voglia di far bene sono gli obiettivi di squadra, ma sono soprattutto i miei. Il brutto periodo sta passando e spero di poter tornare presto a giocare, dando il massimo per la Dorica”.

 

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