Caffè Corretto

Caffè Corretto S01E15

Divisional Round.
Si festeggia in end zone per una segnatura così, con quasi una mossa Kansas City e penso a quelli che invece le mosse non riescono proprio a farle.
Prestate attenzione all’uomo di linea con il numero 72. Mito.
Prende due birre ai tifosi e se le rovescia nel caso e in testa.

 

Si gioca al Lambeau Field che resta più caldo del Palazzetto Corrado Roma, all’interno del quale forse è il caso di aprire una riserva naturale per pinguini.
Si giocano i playoff della NFL, i Seahawks vanno a casa come è giusto che sia perché l’odio per le altre squadre muove il tifo più di ogni altra cosa.
Ciao “seapiccions”.

Trasferte lunghe
Un po’ di A2 femminile di futsal, tanta serie C, che poi la differenza tra le due sta nei costi e nei chilometri. Le squadre di serie A hanno ripreso il lavoro, tutte con entusiasmo e grandi propositi, anche se non vinci da 3 mesi.
Ci sono gli scatoloni da sistemare ma anche le rotture di scatole, ci sono quelli che pensano di essere intelligenti e quelli che non pensano ma s’illudono che un rutto sia un pensiero.
Nona come Zaniolo e il calcio è l’unico sport nel quale gli spettatori sperano che i calciatori migliori si rompano. Un po’ come andare al balletto e sperare che il primo ballerino si rompa una gamba.
C’è quello che riusciamo a sopportare anche il dolore mentre ti tieni forte il ginocchio ma non è quello che ti fa male veramente.

Storie.
Storie dall’Australia e Erin che cresce tantissimo come fanno tutti i bambini e gioca contro delle donne già adulte praticamente.
Storie dall’Ucraina dove gioca la nazionale che liquida facile la Slovacchia, tra gol facili, gol meno facili che non diventano gol e passeggiate sul campo.
Sara Boutimah segna come nella Volta League e siamo felici per lei.

 

Storie di Brodaglia.
Si trova sempre un patron a cui dare la colpa.
Arriva un patron, uno qualsiasi un uomo di ferro ad esempio, si vince e poi si fallisce.
Soldi finiti chissà dove, soldi finiti e basta e soldi mai finiti nelle tasche giuste.
Sempre colpa dell’uomo cattivo.
Si riparte da zero, stessa spiaggia stesso mare.
Si sale, si sale ancora e poi si prova a vincere, con un patron diverso.
Tana libera tutti, soldi spariti oppure soldi finiti che è anche una bella differenza.
Soldi finiti chissà dove, soldi finiti e basta e soldi mai finiti nelle tasche giuste.
Cambia il patron, ma la storia è sempre uguale e allora forse, dico forse non è colpa solo del patron, forse è colpa anche della storia.
Un Callisto non si nega a nessuno.

Storie di Roma – Juventus.
Del gol di Turone e di quello che non puoi capire se non hai mai respirato, a fatica per lo smog, l’aria della capitale che puoi alla fine lo smog nemmeno lo senti.
I bar senza romanisti, il televisore improvvisamente sintonizzato sul skytg 24 oppure rai news perché quelli di sky “so juventini” e ora arrivano i burini laziali. Devi scegliere una parte, come i guelfi e i gibellini, Savonarola, la lettera e due fiorini.
Non tutti quelli che vagano, si sono persi.

 

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