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La mia banda suona il rock S01E02

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… e tutto il resto all’occorrenza.
Solo qualche giorno fa l’Ansa, una delle principali agenzie di stampa nazionali ha diffuso un comunicato in cui cercava di spiegare, male ovviamente, un po’ del gergo dei gamer.
Allora davvero, se s’accorgono anche in Italia degli esport, questa disciplina sta diventando “mainstream”.
Cosa la sta facendo esplodere così velocemente?
La risposta è complessa, possiamo provare a rispondere con due parole: accessibilità e storytelling.
Provo con un esempio del secondo sperando di riuscire a spiegare anche il primo termine.

Allora Nicola, mettiti comodo. Molto di quello che leggerai sono sicuro ti “suonerà” familiare.
Si, proprio nel calcio a cinque.
League of Legends (LoL) è un gioco free to play, questo vuol dire che non paghi per giocare. Primo innegabile vantaggio.
Gira, funziona quindi, su macchine (PC) anche datate. Secondo vantaggio che ne allarga la base di giocatori.
In gioco a nessuno importa il tuo aspetto fisico, delle tue preferenze sessuali, anzi di solito più sei uno sfigato per quelli che credono di essere giusti, meglio potresti riuscire.

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Nella scena competitiva che è quella che mi interessa raccontare, si gioca cinque contro cinque. Ognuno ha il suo ruolo: jungler, AD Carriers, AP Carriers, Support, Tank. Queste le principali.
La mappa è divisa da tre “strade” che si chiamano “lanes” e ci sono 4 quadranti di giungla, nella quale il personaggio del giocatore non è visibile agli altri.
Lo scopo è distruggere il Nexus della squadra avversaria, che è dall’altra parte della mappa.
Questo in estrema sintesi.
Come se ti spiegassi che il calcio a 5 è uno sport che si gioca in 5, un portiere, un difensore due laterali e un attaccante. Lo scopo è fare gol buttando un pallone che non rimbalza nella porta avversaria che è quella cosa con due pali e una traversa.
Gli avversari li trovo in tutto il mondo, stando comodamente seduto a casa tua. Per comodità di solito giocherai all’interno di un server della tua area geografica, questo perché il tuo PING (cioè il tempo di risposta del server a cui sei collegato e il tuo computer) deve essere basso altrimenti quello che succede sul tuo schermo è già successo su quello degli altri (LAG) e fai la figura dell’inetto. Insomma quella che ti capita a FUT. (FUT è la parte online di FIFA con le figurine ndr)

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Nota.
Come un giocatore di scacchi, si bruciano circa 4500 calorie per una sessione di 4 ore di gioco, con una media di 36 minuti a partita. Fine di quelli che stanno pensando che giocare ai videogame non è uno sport. Perché per esteso potrei asserire che nemmeno voi che giocate a calcetto la sera (e qualcuno anche la domenica sera in serie c) praticate davvero il futsal.
Get Over It.
“Ai miei tempi”, ai tuoi tempi si accendeva il mangianastri o peggio era appena stata inventata la ruota.
Sciò, torna nelle caverne.
Fine nota.
È arrivato però il momento di raccontare questa storia.

2016. La stagione di LoL si divide in due split, un po’ come se fosse l’Apertura e il Clausura del campionato argentino. Tra le due split c’è l’offseason. La preparazione pre-stagione.
Il team Liquid, con base ad Amsterdam, una sorta di Ajax, è appena uscito da uno split nel quale ha lottato per il terzo e quarto posto, per il proprietario Steven “LiQuiD112” Arhancet è un totale fallimento. Nato nel 2000, il team è tra i nomi storici del panorama esport. Il primo a coprire più videogame, il primo a vincere un premio milionario, insomma il primo.
Questo l’attuale elenco degli sponsor del Team Liquid:
Alienware
Honda
HyperX
Jersey Mike’s Subs
Marvel Entertainment
Monster Energy
NeedForSeat
SAP SE
Twitch.tv
Non è un passatempo per sfigati, sono affari, è intrattenimento.

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Nella primavera di quell’anno Arhancet lascia che il suo capo allenatore porti la squadra di LoL ad allenarsi in Corea del Sud, lui resta negli Stati Uniti dove sta finalizzando la più grande fusione tra squadre di esport.
Il Team Curse, quelli di Curse Gaming ma soprattutto il gruppo che ha fatto la storia di World of Warcraft agli albori con la sua gilda orda, si uniranno al Team Liquid.
Pensate ai due Manchester che diventano una squadra sola.
Accordo delicato, trattative lunghe e “Locodoco” questo il nick del capo allenatore viene promosso in quel ruolo quando invece era stato assunto come creatore di contenuti.
Come se all’improvviso qualcuno decide di affidare la propria squadra al tizio che gli disegna le locandine. Vero che qualcuno lo fa e poi si mette ad allenare dagli spalti ma questa non è la storia di oggi.

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Locodoco e Dardoch

La ricetta per il disastro ha il cuoco giusto.
In squadra ci sono due atleti coreani, che giocano con il permesso di lavoro e tre atleti americani.
I migliori giocatori di esport al mondo sono coreani o cinesi.
“Piglet”, AD Carrier e star di LoL coreana, al suo arrivo nel Team Liquid che disputa il “campionato” Nord Americano dichiara: “non si può vincere senza coreani in squadra”.
Si rifiuta di comunicare durante le partite con il resto della squadra, lui resta in silenzio, prendere o lasciare.
L’inizio migliore.

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Piglet

“Dardoch” è il jungler della squadra, americano e uno dei pochi fenomeni nel suo ruolo. Sa che è il most valuable player nella sua compagine. Non ha bisogno del permesso di lavoro per giocare ed è cosciente che di giocatori come lui in giro non se ne vedono.
Intende far pesare questa sua posizione di forza.
Lega con Matt, il “support” della squadra. Entrambi hanno non hanno terminato le scuole superiori per diventare degli atleti professionisti. I loro contratti sono in scadenza. Matt deve dimostrare di essere all’altezza, Dardoch vuole più potere o un contratto migliore.
La preparazione pre-stagionale in Corea è una pessima idea per una squadra che nella stagione precedente ha mostrato segni d’insofferenza reciproca.
Sui server coreani gli “scrim”, le partite di preparazione, sono contro avversari di altissimo livello, soprattutto nelle prime settimane le vittorie saranno poche e le sconfitte non faranno che aumentare la frustrazione. Non ci vuole molto a raggiungere il punto d’ebollizione all’interno dei Liquid.

La situazione tracima presto, Piglet si rifiuta tassativamente di giocare con Dardoch e pur di non perdere un giocatore del suo talento, il coreano viene trasferito nell’Academy.
La Liquid Academy disputa il campionato Challenger, una sorta di Serie B di League of Legends. Non è possibile però per lo stesso proprietario possedere due squadre nella stessa lega ed è per questo che spesso i team “challenger” sono moneta “sonante” di scambio, in dollari, con altri team che intendono accedere alla LCS League, la Serie A di LoL.
Piglet si sente finalmente apprezzato da questi ragazzi che vogliono imparare e a un giovane dell’Academy viene data la possibilità di giocare con i “grandi”.
Sembra la fine di una storia felice.
Non lo è.

Ai primi ostacoli Piglet inizia a manifestare insofferenza, il tuo talento si scontra con l’assenza di talento di molti suo compagni di squadra. La situazione sembra diventata ingestibile.
Nella squadra principale, l’allenatore Locodoco sembra incapace di gestire Dardoch. Tra i due non c’è comunicazione, i primi due tornei stagionali finiscono con figure impietose e il proprietario è costretto ad intervenire. Arhancet spende cifre esorbitanti durante la stagione agonistica e non intende lasciare gli affari in balia di due ragazzi incapaci di gestire le proprie emozioni. Locodoco accusa Dardoch di non essere allenabile e di demolire il morale dei compagni ma tra le righe lo considera responsabile della perdita di Piglet.
Dardoch lo accusa di essere totalmente incapace, inutile e dannoso. I suoi compagni sono scarsi e la squadra non ha abbastanza talento per competere in LCS.
La proprietà ne ha abbastanza.
Dardoch viene prima sospeso dal team, perché non c’è posto per lui nell’Academy e poi messo tra le riserve, proprio alla vigilia delle fasi finali nazionali. Al suo posto dal team challenger viene promosso Moon. A questo punto meglio provare un giocatore che ha voglia di mettersi alla prova, che alimentare la situazione tossica che c’è al momento.
Moon è stato un acquisto estivo dal Team Energy, una sorta di progetto in divenire, sarà l’occasione per valutare l’investimento economico.
Ma Moon non è all’altezza, semplicemente. Dopo due serie di sconfitte contro team inferiori c’è da salvare la categoria. La proprietà ingoia il rospo e riammette in squadra Dardoch.
Arrivano i punti salvezza.

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A fine stagione Dardoch viene ceduto agli Echo Fox, lo informano ad affare concluso. Lourlo amico e compagno di squadra di Dardoch non la prende benissimo, il “dramah” che ne scaturisce incrinerà il futuro di quest’ultimo all’interno dell’organizzazione.
A Piglet invece viene rinnovato il contratto per altre due stagioni.
Come asseriva ieri Rex Ryan, ex capo allenatore dei New Jork Jets: “it’s not the play, it’s the player”
Non è lo schema che conta, è il giocatore.

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