Beach Soccer

Mardente: “Al Beach soccer femminile servono opportunità”

Falconara

Per la prima volta in 27 anni di storia, il Brasile – massimo vincitore mondiale nella categoria Beach Socceravrà una Nazionale femminile. Dopo la partecipazione a Francia 2019 con il calcio a 11 e la vittoria di 5 titoli iridati nel futsal, lo sport carioca apre le porte ad una nuova era che prenderà ufficialmente il via con la partecipazione della neonata formazione del CT Fabricio Santos agli ANOC World Beach Games 2019, il primo evento multisport che si svolgerà a Doha (capitale del Qatar) dal 12 al 17 ottobre e che comprenderà 17 discipline. Per quanto riguarda il Beach Soccer femminile saranno 8 le Nazionali partecipanti, tra le quali quella carioca, inserita nel gruppo A con Spagna, Capo Verde e Messico, mentre in quello B figurano Paraguay, Russia, Stati Uniti e Gran Bretagna).

LE CONVOCATE Guardando le 10 convocate verdeoro, un dato spicca subito all’occhio: Lele Lopes, Barboza Villar hanno disputato Euro Winners Cup e Campionato Italiano nella LBC Catanzaro di Gigi Mardente, a loro bisogna aggiungere poi Natalie e Colodetti che partiranno il 21 ottobre per il Mondiale che si disputerà in Turchia con il Pavia (società gemella rispetto a quella amaranto), sempre sotto la guida del tecnico calabrese. Propio a lui abbiamo chiesto alcune impressioni sulla situazione del beach soccer femminile, in notevole ritardo rispetto alle evoluzioni dei colleghi azzurri del maschile.
“E’ assurdo che non ci sia ancora una Nazionale rosa ed è ancora più assurdo che non ci sia neanche un campionato degno di tale nome. Il tricolore si assegna tra 5 squadre, il che vuol dire che tanti dei team partecipanti si allenano appena un mese all’anno”.
La conseguenza di tutto ciò è facilmente immaginabile e potrebbe ripercuotersi anche sull’imminente Mondiale del club di patron Zadotti.
“Difficile farsi trovare pronti se poi ci confrontiamo con squadra che hanno Nazionali alle spalle e competizioni vere da 20 iscritte. Questo dispiace tantissimo perché anche se le nostre italiane giocano pochi giorni all’anno, in questo sport sono davvero brave: vedi Bartoli, Marino, Saggion, Altobelli, Maiorca, Privitera, Naticchioni o Ferrara, per esempio. Diamo loro un campionato, diamo loro la possibilità di allenarsi con la maglia azzurra e sono certo che il beach soccer italiano potrà togliersi grandi soddisfazioni, sia a livello di club che per Nazioni. Al Mondiale andrò con tre italiane, delle quali una italo-brasiliana, tralasciando poi il discorso che sono poche le società di calcio a 5 disposte a dare il proprio benestare alle loro tesserate a Serie A in corso”.

Questione di opportunità che continuano a sfumare.
“Dopo aver vissuto questo tipo di situazione nel futsal, con la costituzione tardiva di una Nazionale femminile, ora rivivo nel beach soccer la stessa situazione. Ma se il maschile sta ottenendo grandi risultati, perché non dare la stessa possibilità anche al movimento femminile? Voglio solo ricordare – conclude Mardente – che la LBC Catanzaro è arrivata quarta ad un Europeo che forse, se avessi avuto ragazze italiane più pronte, avremmo anche potuto vincere dando lustro all’Italia intera”.
Infine, un messaggio alle “sue” alla vigilia dell’esordio in Qatar. “In bocca al lupo e fatevi valere, vi aspetto in Turchia, magari con una medaglia al collo”.

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