Serie C

Colangeli, three is a magic number: “Questo il mio anno più bello”

Colangeli

Della sua corsa dice che è un dono di natura. Su tutto il resto – invece – lavora con il Loreto nei tre allenamenti settimanali al PalaSablanico, ore che Ludovica Colangeli aspetta con il sorriso sulle labbra.
“Un po’ perché Alice Pasqualone – scherza mentre la compagna interessata ascolta – un po’ perché per me sono momenti di svago vissuti con un gruppo con cui sto bene. C’è la simpatia di Troccoli (diventata ormai soggetto del motto vestino: “Chi vince? Milhouse”, per la somiglianza riscontrata dalla squadra con il noto personaggio dei Simpson), c’è la classe di Catena, per me un punto di riferimento calcistico, e poi ci sono tutte le altre più grandi che mi aiutano a crescere come nessuno aveva fatto prima”.
Si dice che tre sia il numero perfetto e, in riferimento agli anni di militanza nel club, il proverbio non sbaglia.
“Mi sto trovando molto bene anche nel mio nuovo ruolo: ho iniziato come laterale, ma mister Fracchiolla mi ha vista meglio come pivot perché riesco a difendere la palla. Tecnica e resistenza sono migliorate, di mio – poi – cerco di mettere in campo sempre grinta e voglia di non arrendermi mai”.
E per capire quanto la piccola 16 enne sia caratterialmente inquadrata, basta chiederle cosa farà da grande e sentirsi dire – senza pensare neanche per un attimo ad un piano B – che entrerà nell’esercito. Per ora, però, risponde agli ordini di Fracchiolla che l’ha già messa alla prova nelle due partite (purtroppo senza punti) contro Centrostorico Montesilvano e Nora.
“Ci è mancato sicuramente il gol, ma all’inizio della stagione i risultati hanno importanza marginale perché sono sicura che quelli che ci auguriamo arriveranno col tempo. Quel che davvero conta è ben figurare così come abbiamo fatto finora contro squadre più blasonate. Domenica ci aspetta un altro test molto difficile contro il Florida, ma – nonostante la loro maggior caratura – il nostro obiettivo sarà sempre quello di uscire dal campo soddisfatte di noi stesse”, chiude Colangeli.

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