Laurea con 110 e lode in Lettere, abilitazione con il massimo dei voti al corso per allenatori di primo livello che si è tenuto a Coverciano. L’alunna (e giocatrice) modello Arianna Pomposelli ha vissuto un’estate ricca di soddisfazioni festeggiate insieme alle sue nuove compagne della Kick Off e lo scivolone interno contro il Futsal Femminile Cagliari non toglie nulla al clima di serenità che regna in via Caviaga.
“Prima d’ora non mi ero mai allenata con tanta intensità dal punto di vista tattico e come tutti i percorsi che prevedono tanto impegno, è normale che i frutti del lavoro si vedano col tempo. Domenica siamo uscite dal campo consapevoli di dover migliorare ancora tanto, ma – senza voler cercare alibi – tutto sommato abbiamo messo in pratica tanto di quello che stiamo facendo”.
SUPERCOPPA Il campionato offrirà ancora innumerevoli occasioni di riscatto, mercoledì – invece – si gioca senza appello per la Supercoppa, competizione che per la terza volta vedrà Pomposelli in finale.
“Ho vinto un titolo con il Montesilvano nel 2011 e uno con l’Olimpus nel 2017, perciò spero che il famoso proverbio dica il vero – sorride. – In questi due gironi lavoreremo per riordinare le idee e non ripetere gli errori commessi a Gorgonzola: dall’altra parte ci sarà una squadra tosta, ma anche loro dovranno trovare il giusto assetto dopo il cambio tecnico. Mi aspetto 40’ all’insegna dell’equilibrio, in cui riusciremo a tenere fuori il resto: il punteggio della prima giornata non c’entra nulla con la sfida del 25, quella sarà una storia a sè. Come giocheremo? Sicuramente con intelligenza e pazienza, è un gioco che ha bisogno di lucidità in ogni momento della partita: la Kick Off è una squadra gagliarda e le squadre gagliarde non mollano mai”.
OLTRE GLI STEREO TIPI Occhi fissi sull’obiettivo per una giocatrice che ha imparato a sognare che era appena una bambina e ora insegna a fare lo stesso attraverso il progetto Be Brave. E’ anche da questo che ha preso spunto per la stesura della tesi che ha lasciato a bocca aperta la Commisione d’esame a Coverciano: “La comunicazione interculturale e di genere: stereotipi e culture nel calcio”.
“Mi sono concentrata sul percorso generazionale che ha definito lo sport in base al genere e sulla necessità di scomporre il significato di maschile e femminile, attraverso un’intelligenza culturale che permetta la comunicazione e avvicini ciò che è considerato diverso da sé. La capacità di interagire è fondamentale nel ruolo di un allenatore, che sempre più spesso avrà a che fare con uno spogliatoio multiculturale. Dovrà andare oltre muri che l’uomo stesso ha costruito, pregiudizi e preconcetti: come può uno sport erroneamente considerato maschile aprirsi al femminile? E’ questa la domanda che mi sono posta e sono molto felice che la mia analisi abbia lasciato il segno”.
Insomma, l’allieva ha ormai superato il maestro, papà Alessandro, anche lui abilitato a Coverciano e primo mister della numero 2 della Nazionale, che il 30 settembre si ritroverà a Novarello.
“Leggere il mio nome sulla lista del CT Salvatore è sempre una grandissima emozione – chiude raggiante Pomposelli – e darò il massimo per onorare ancora una volta la maglia più bella che ci sia: quella azzurra”.



