Futsal

Bracci a Montemurro: “Qualcuno dimentica facilmente”

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Riceviamo e pubblichiamo la seconda lettera aperta del dott. Francesco Bracci, patron della FB5, al presidente della Divisione Calcio a 5 dott. Andrea Montemurro. Rimaniamo a disposizione per eventuali repliche. L’indirizzo per contattarci è manager@anygivensunday.it

Gent. Presidente Montemurro,

non avrei voluto rispondere alle tante insinuazioni inserite nella sua risposta, ma mi sento obbligato a farlo per fugare i dubbi da lei abilmente introdotti su alcuni temi, soprattutto per chi non mi conosce.

Io le ho sempre fatto carico di non essere al corrente dei fatti nel mondo del futsal femminile, o che forse la informano non correttamente. La mia “lettera aperta” è stata semplicemente una esposizione di fatti, non di ipotesi, sollecitandola ad una riflessione che lei ha definito “critiche feroci”; questo termine (L’essere feroce è una crudeltà d’animo), me lo consenta, mal si sposa ed è completamente fuori luogo tale definizione per quanto da me esposto.

Quando parlavo di costi non mi riferivo ai 50 euro mensili da lei menzionati: far passare le società di calcio a 5 femminili di A2 come delle “pezzenti” è una caduta di stile, e tutto ciò ha poco a che vedere con la considerazione ed il rispetto nei miei confronti.
Tutte le voci che sono state contestate da ben 42 società che si sono viste sistematicamente intaccare la fidejussione rilasciata annualmente, hanno un fondo di verità; le spese aumentate (documentate) vanno intese nella confusa rendicontazione, nelle trasferte, nei gironi senza una vera logica, nelle partite infrasettimanali, nell’aumento delle multe, nelle problematiche delle strutture a disposizione, nelle problematiche di società che ogni giorno si affannano a reperire fondi.
L’aumento dei costi per il Campionato di serie A2 femminile negli ultimi 3 anni è sensibilmente ed esponenzialmente aumentato, tenendo conto di tutto questo. Forse lei non ricorda che il calcio a 5 non è professionismo, ma puro e semplice dilettantismo, tenuto insieme dalla buona volontà di tante persone che amano questa disciplina.

Lei mi dirà che queste società non possono far parte del nazionale? Allora basta con il pescare continuamente nei Comitati Regionali depauperandoli; non si possono arruolare società per una serie B ed una serie A2 ed ancora serie A, almeno con questi presupposti; dire che non ha nessuna importanza se una società A2 dovrà dedicare il pernotto per una trasferta significa non conoscere lo status quo.

Veramente può pensare che al sottoscritto, che ha lavorato sempre senza sponsor e che ha costruito una struttura del valore di oltre 1 milione di euro, possano pesare 50 euro? In merito ai palloni regalati, poi, va segnalato che questo dono ci comporta una spesa obbligata ulteriore di 17 palloni di gara e non di allenamento (spesa che prima non esisteva, anzi ha apportato un ulteriore danno nei confronti del proprio sponsor tecnico: mi domando se ciò sia lecito).

Sul famoso “buco economico”, non mi interessa chi lo abbia prodotto, certamente non sono state le società di calcio a 5 femminile che si vedono ora costrette a colmarlo. Mi risulta esistano sentenze a tal proposito, ma non è mia materia né mio interesse occuparmene; l’argomento lo lascio ai politici.

In quanto all’ipotetico piano contenuto nella mia lettera aperta, che andrebbe in contrapposizione alla sua candidatura (ma non è convinto che sarà l’unico candidato?), sa perfettamente che si trova davanti ad una persona corretta, trasparente: quando mi venne a cercare per la sua elezione, le dissi chiaramente che i programmi del sig Zaccardi ed il Suo si equivalevano e che, quindi, avrei votato l’amico Zaccardi, contrariamente ad altri che hanno cambiato parere in cabina (ma il voto non era segreto?).

Portare poi il sospetto che la mia lettera aperta nascondesse un ipotetico risentimento per il mancato contributo (testo “FB5 prendeva regolarmente”) per l’organizzazione del ricorrente Torneo Internazionale da me organizzato, il cui costo variava dai 10.000 ai 15.000 euro , è quanto meno vergognoso.

Di contro, mentre il Comitato Regionale Lazio ha sempre dato un piccolo contributo perché riusciva a capirne l’importanza sportiva e promotrice, sia a livello tecnico che organizzativo e metodologico specie per il settore giovanile, dalla Divisione ho ricevuto per un solo anno, con la gestione Zaccardi, un contributo di 5000 euro; può regolarmente verificare; dalla sua gestione ho ricevuto una sola volta 5 palloni gems e 20 medaglie

della federazione.

Si ricorda inoltre che le proposi che il mio Torneo Internazionale potesse essere un premio per chi vinceva il Campionato Italiano di serie A? Mi domando cosa vince la squadra Campione di Italia? Esiste un premio economico o altro? Una occasione di confronto a livello internazionale poteva essere una idea per dare un po’ di entusiasmo.

Di queste manifestazioni internazionali FB5 ne fa continuamente a proprie spese, soprattutto in ambito giovanile; lo ha fatto ospitando nella propria struttura squadre under spagnole, australiane e nella scorsa stagione anche statunitensi. L’idea di mettere il movimento giovanile al centro dei propri progetti, perché è dalla base che si costruisce una piramide solida, è stata sempre una priorità.

In quest’ottica ha reso disponibili le proprie strutture per realizzare quest’anno al Palalevante l’evento finale dei Campionati Regionali under 15, under 13 e under 11 femminili di calcio a 5, che ha visto la partecipazione di oltre 200 ragazzine e tanto pubblico (e ci risulta che il suo neo-allenatore della sua rappresentativa under 15 è rimasto tanto sorpreso di un movimento così nel femminile nella regione Lazio).

Il settore giovanile non si crea dall’oggi al domani ma con anni di sacrificio grazie al contributo volontario di tante persone che nel tempo e con costanza costituiscono una risorsa per questo giovane sport. Io non ambisco a poltrone o potere, ma nell’ambito delle mie possibilità modeste alimento il confronto continuo con società laziali, italiane ed internazionali con l’aiuto di tante persone che hanno il mio stesso “credo”, nonostante le difficoltà contingenti, e continuerò a portare avanti il mio progetto, che non è cambiato dal 1990 quando ho fatto iscrivere le prime 10 squadre femminili in FIGC per il primo campionato federale della storia.

La visibilità televisiva: per chi? si ricorda che le proposi di portare in TV anche le Società di A2 con il contributo delle stesse, di utilizzare un piccolo spazio sulla pagina del Corriere dello Sport, ecc…

La stampa scandalistica: quale sarebbe? La mia lettera aperta che avrei utilizzato era a portata di chiunque avesse voluto pubblicarla.

E veniamo al punto fondamentale: è vero che sono venuto ogni tanto (non continuamente) a piazzale Flaminio, mai per chiedere favori o concessioni per la mia società (l’unica cosa chiesta è stata quella di poter giocare in trasferta in Sicilia alla fine del Campionato per omaggiare le mie ragazze di una trasferta premio di 3 gg), ma ho caldeggiato sempre di cavalcare un progetto Futsal unico, comprendente la Divisione, i Comitati Regionali, il settore scolastico, le problematiche sanitarie, la scheda sanitaria, la obbligatorietà del medico anche nel settore giovanile, la istituzione di corsi formativi. Le mie istanze erano rivolte a problemi molto importanti per tutte le Società: trasferte e mezzi di comunicazione con convenzioni, verifiche dei voli aerei, evitare le trasferte infrasettimanali, trovare una soluzione per la mancanza di strutture a disposizione, creando le premesse tra Comuni gestori di impianti e Futsal tramite la Divisione, stabilire una etica sportiva sui rimborsi e sui tanti debiti lasciati per strada da tante società maschili e femminili, trovare una soluzione politica per far arrivare fondi trasparenti e legali al settore giovanile.

Infine, forse Lei non sa che io sono stato cercato dalla Divisione per collaborare a risolvere certe problematiche: cena che ben volentieri ho offerto ai suoi collaboratori per non risultare su un fantomatico libro paga per una cena ma anche perché mi faceva piacere farlo con coloro che considero “amici”.
Le commissioni le hanno stabilite i suoi collaboratori e mi hanno chiesto di farne parte: in tale occasione ebbi a precisare che mi avrebbero avuto a loro fianco se avessero dato il via a decisioni pratiche e serie, prima di ogni cosa il lancio del settore giovanile, rendendolo obbligatorio per le società più ricche. (pensi che alla fine non ero stato nemmeno messo nella commissione deputata a questo).

E per terminare sulla comunicazione, caro Presidente, si chiede perché non ne abbia parlato con lei: ha verificato quante chiamate sul suo cellulare? quante altre volte si è rinviato un appuntamento che non si è potuto più fare? quante volte la Divisione ha risposto a e-mail o richieste di tante società? Ora, io penso che un Presidente si debba contornare di una squadra che possa portare avanti un progetto per questo sport, ma se il suo spogliatoio non dovesse essere coeso allora abbiamo un grosso problema.
Le tante testimonianze inviatemi in questi giorni, mi convincono di essere nel giusto in una battaglia che interessa tantissime società, che magari non hanno il coraggio di esporsi (i miei dirigenti temono le ripercussioni ma il sottoscritto non si spaventa). E’ vero che nel Nazionale esistono delle regole: ma quali? quelle di dover pagare e basta?
Nessuno potrà mai dire che la FB5 sia stata insolvente, o che si sia rifiutata di seguire le direttive ricevute; il sottoscritto si è messo sempre a disposizione sia con la propria struttura, sul piano sportivo, manageriale, sia sul piano sanitario e chirurgico nell’ambito di tutto il panorama del calcio a 5: qualcuno dimentica molto facilmente.

 

IL PRESIDENTE

Dott.Francesco Bracci

Roma li 24\08\2019

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