Serie A

Un sogno lungo 4 anni: nel 2015 la “notte magica”

Ricordo questo giorno come fosse ieri. Chiedo mezz’ora di permesso sul mio contratto per il quale lavoravo quotidianamente già un’ora e 30 in più del previsto e corro a Roma. “Non farò mai in tempo”, mi dico pensando al fatto che di lì a poco avrei dovuto parcheggiare, ma all’ingresso del Foro Italico trovo un gentile uomo che invece di consigliarmi il multipiano più vicino, mi apre il cancello e dice: “Dove vuoi”. Basterebbe questo a rendere magica la notte, ma questa notte è magica davvero perché è la prima assoluta della Nazionale Italiana: il grande futsal sbarca al Pietrangeli, sugli spalti ci sono 4000 spettatori, il presidente del CONI Giovanni Malagò, quello della Federcalcio Carlo Tavecchio e quello della Divisione Calcio a 5 Fabrizio Tonelli. La partita viene trasmessa da RaiSport1 e sul web da RaiSport e sul canale RaiSport Web 2 (visibile anche all’estero). Ma io sono lì e non potrei essere più felice.

È emozionatissima anche Susy Nicoletti che è il capitano delle Azzurre e stringe la mano alla bandiera dell’Ungheria, Szekér. Accanto alla 10 dello Statte, la compagna di club Valentina Margarito, poi Pomposelli, Violi, Xhaxho, Belli, Maione e Mencaccini. Fuori dalla mia inquadratura rimangono Tardelli, Borges, Exana, Luciani, D’Incecco e Dalla Villa. Da qualche parte lì davanti a me ci sono anche le atlete che Menichelli impiegherà nella seconda amichevole di Montesilvano (2 giorni dopo) e c’è anche Salvatore: lei ancora non lo sa, ma tutto questo un giorno sarà suo. È il momento sacro degli inni e non ho ancora avuto il tempo di estrarre il computer dalla borsa che mi pesa sulle spalle, ma sembra una scena di “1, 2, 3, stai là” che per me è stato e sarà sempre “stella”. Alla prima nota, ognuno rimane fermo dov’è e gonfia il petto, fiero di essere italiano.

 

Si parte. 5’ di equilibrio e Dalla Villa decide che può bastare: il primo gol azzurro è suo, ma lo è anche il raddoppio che chiude la prima frazione tra gli applausi convinti del pubblico di casa. Le magiare dello spagnolo Sito Rivera sono in balia delle tricolori che al loro esordio tengono in parquet come la più navigata delle selezioni. Nella ripresa Belli si ricorda che siamo a Roma e decide di colpire come il “Pupone”: assist di D’Incecco e cucchiaio su Vincze che vede il pallone dal basso, mentre la rete alle sue spalle si gonfia per la terza volta. All’Italia non basta, a Dalla Villa non basta e alla prima occasione utile recupera la sfera, dribbla anche la malcapitata Vincze e cala il poker, preludio al sigillo definitivo che arriva a 1’20” dalla sirena con Borges, nominata miglior giocatrice del match (leggenda narra che nell’intervista post partita siano riusciti a farla parlare per più di un minuto, un giorno ci riuscirò anche io).

È la prima notte soltanto loro e le Azzurre non sbagliano. Per tanti è un colpo di fulmine, per tanti altri una conferma a quella sensazione descritta come farfalle nello stomaco che i più coraggiosi chiamano “amore”. Per il sacrificio e per l’impegno di chi è arrivato fin qui, per uno sport che finalmente sembra avercela fatta: abbiamo da pochi mesi una Nazionale che è in grado di competere con avversarie con una storia alle spalle. Abbiamo degli esempi da seguire. Nicoletti scrive il suo autografo su un cuore e anche se ora non veste più d’azzurro, nessuno l’ha scordata.

D’Incecco ha ereditato la sua fascia con professionalità, al posto di Dalla Villa c’è Renatinha che scalpita, Sestari è pronta a coprire i pali così come ha fatto Tardelli che già allora aveva Mascia come collega di reparto. Il 25 giugno 2015 c’era una storia che iniziava e 4 anni dopo ce n’è una che continua tra qualificazioni europee sfiorate, amichevoli di spessore portate a casa e una Women Futsal Week Summer Cup che ci attende con i fari puntati addosso. Abbiamo continuato a credere nei nostri sogni, abbiamo saputo cambiare pelle e rialzarci dalle cadute. È partito tutto da una notte magica, come potrebbe esserlo il pomeriggio delle Azzurre della Nazionale Italiana di Calcio cui chiediamo un’altra impresa: battere la Cina e portarci nei quarti di un Mondiale già bellissimo. Siamo pronti a sognare, come quella notte di 4 anni fa con l’Italia del futsal.

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