Futsal

Fuoco incrociato: Sestari e Tardelli parano tutto

Sestari

Se non ci fossero state loro, al PalaColombo di Ruvo avremmo avuto bisogno del pallottoliere. Gara 1- della finale scudetto è stata sì la partita dell’onnipresente Taty, ma è stato anche (e soprattutto) il palcoscenico di due giocatrici che per 40’ si sono risposte da lontano con tuffi e spaccate: Ana Sestari e la dirimpettaia Gaby Tardelli. Il fuoco incrociato aperto tra Salinis e Montesilvano le ha inevitabilmente avute come bersaglio per 40’, ma entrambe sono uscite con voti altissimi da un campo che ha sorriso soltanto nei minuti finali alle pugliesi.

SESTARI A Siclari, ad esempio, è servito un rigore per bucare una porta che sembrava schermata. Nessun miracolo dal dischetto questa volta, forse l’italo-brasiliana aveva esaurito il bonus in semifinale di Coppa Italia neutralizzando ben 4 penalty alla Kick Off, ma Sestari è stata per Rozo ciò che Etayo è stata per Vanin a San Javier: un incubo. Una parata su tutte? 15’ del secondo tempo, sul risultato di 1-1: Pato prende palla a centro area e scarica a destra per la numero 7 che colpisce a botta sicura, la numero 1 si distende e le dice no facendo sembrare tutto facile. Sul suono della sfera che impatta la manona sinistra, i tifosi rosanero si risiedono increduli. Esultanza rimandata alla magia di Taty sulla quale Sestari non può nulla; il terzo gol – invece – lo incassa solo perché è fuori, momentaneamente sostituita dal portiere di movimento. Alla fine il Montesilvano esce sconfitto, ma le dice grazie lo stesso.

TARDELLI E dall’altra parte? Dall’altra parte c’è Tardelli, idolo del paese delle saline e membro onorario della famiglia Forte che ne ha fatto un simbolo di fedeltà e professionalità. Tutto meritato: nulla le toglie, infatti, la rete di Borges partita da una difesa a maglie troppo larghe e infilata in velocità dall’assist di capitan Guidotti. Gaby distribuisce palloni intelligenti sul pressing delle biancazzurre e nella ripresa – poco dopo la perla di Taty – evita un incredibile pari ad Amparo, sbarrandole la strada da pochi centimetri con una chiusura sulla destra. 10 pieno all’istinto accompagnato dalla tecnica. E che giornata sarebbe stata – per lei – se quel rinvio a porta sguarnita non si fosse spento sul palo, ma qualche centimetro più a sinistra. Un attimo prima della sirena ha ancora la concentrazione giusta per fermare Cortés, poi le rimangono solo le forze per salutare la curva battendosi il petto tre volte: il numero che si addice ad una prestazione perfetta.

Comments

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

To Top