Futsal

Se perdi è colpa dello streaming

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Negli anni ci siamo imbattuti spesso in questa tipologia di allenatore/dirigente sportivo.
Non importa la disciplina: softball, futsal, basket, football americano, alcuni addetti ai lavori sembrano accomunati dall’atavico terrore che l’avversario di turno abbia accesso alle immagini che ritraggono la loro squadra in azione.
Ovviamente questo è un timore infondato che possiamo confinare nel piccolo antro in cui l’universo custodisce le “cazzate immani”.
Sembrano aderire con entusiasmo a questa “cazzata immane” anche il gruppo di dirigenti ucraini che ha deciso di vietare la diretta degli incontri contro la nazionale italiana femminile di futsal.
Ipotizzo abbiamo il timore di svelare qualcosa che potrebbe mettere a repentaglio le loro chances di prendere “schiaffi sportivi” da compagini come Portogallo e Spagna al primo europeo di categoria.
L’Ucraina e i suoi dirigenti invece di preoccuparsi di vietare una esposizione mediatica, che danneggia solo gli appassionati, dovrebbero preoccuparsi di non incassare 10 gol a partita nella fase finale. Se soffrono le azzurre che speranze pensano di avere contro Spagna e Portogallo?
Lo sappiamo noi e lo sanno loro, il loro accesso alla fase finale di questo primo europeo di futsal è il frutto avvelenato di un veto politico che ha permesso in sede UEFA di pilotare un girone di qualificazione meno duro senza la Russia e senza le vere corazzate continentali. Non c’è alcun merito sportivo in questo, ma a voi va di scherzare e allora scherziamo.

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La piaga che affligge i dirigenti ucraini è diffusissima anche in Italia, dove abbiamo anche casi di allenatori blasonati preoccupati dal microfono della tv durante il timeout invece di impegnarsi nel comunicare qualcosa di utile ai giocatori.
Vorrei capire come questi allenatori/dirigenti giustificano 18 vittorie su 20 partite di campionato, di una squadra di calcio a 11 le cui partite vengono trasmesse e ritrasmesse non solo dai media nazionali ma anche da quelli internazionali.
Quale spiegazione danno agli scarsi risultati della loro squadra nonostante nessuno veda le loro immagini video? Forse l’unico aspetto che intendono nascondere è la loro pochezza sportiva?
Ho tante domande e nessuna risposta.
Questi figuri sono gli stessi che poi si lamentano del loro “sport minore” quando è proprio il loro essere minus habens il principale fattore che impedisce lo sviluppo del loro sport.
La Federazione Italiana Giuoco Calcio, non è certo da meno. Vi ricordate le partite di Fondi? La doppia amichevole che eravamo pronti a trasmettere in diretta, poi ci fu detto “chi ve l’ha chiesto” e tutto saltò.
I dirigenti federali si trincerarono dietro a fumose ragioni di sponsor e diritti d’immagine e ancora una volta la nazionale giocò in un palazzetto semivuoto. Devono proprio fargli schifo quei 300 spettatori da casa.
Celebriamo però la Final Eight di Coppa Italia trasmessa sulla piattaforma satellitare di Sky.
Se a voi va di scherzare, allora scherziamo.

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