Serie A2

Dorica Torrette, due cuori nel pallone: Massa e Marani

Dorica Torrette

Quasi un mese e mezzo senza muovere la classifica. A giudicare dalle tempistiche, la situazione della Dorica Torrette potrebbe essere di quelle da incubo. Ma a rendere meno amara la pillola, ci sono le prestazioni al di là dei numeri: quella con la vice-capolista Granzette, ad esempio, è stata una giornata da bicchiere mezzo pieno, nonostante qualche dubbia decisione arbitrale e l’ormai solita pecca realizzativa sotto porta.
“Dal punto di vista del gioco non posso dire nulla alle mie, specie nel primo tempo – è il commento di mister Mirco Massa. – Magari loro hanno fatto più possesso ma senza creare particolari apprensioni all’esordiente Sara Pizi: finché non siamo andiamo andati sotto nel punteggio, la squadra c’è stata e in campo si è fatta fa sentire. Una volta preso gol, però, è cambiato completamente l’umore: dal possibile raddoppio con Anselmi siamo arrivati a subire il pareggio e questo ci ha un po’ demoralizzate. In generale – comunque – è la stoccata decisiva che manca, ma se fosse stato un problema di ultimo passaggio sarebbe stato molto più preoccupante”.

ARRIVA IL PELLETTERIE – Il messaggio è chiaro: Massa crede nella Dorica Torrette e lo fa anche al cospetto del Pelletterie, formazione che dall’inizio dell’anno è in vetta al girone B.
“Ho sempre detto che sarebbe stata la squadra candidata alla vittoria finale ed è sicuramente la più forte della categoria, ma il regalo di Natale gliel’abbiamo già fatto accettando di anticipare la partita a sabato – scherza il tecnico – e non abbiamo intenzione di farne altri. Ho chiesto più attenzione in fase di chiusura e cattiveria agonistica in fase di attacco: se vorranno uscire dal PalaScherma con i 3 punti, le toscane dovranno sudarseli”.

DEBORA MARANI – Al calcio a 5, Debora Marani, è arrivata per osmosi: da Mirko Massa a lei e poi da lei alla Dorica Torrette, il gruppo che segue quotidianamente lungo l’impervio percorso di A2.
“Il mio supporto è di tipo logistico, mentre dal punto di vista tecnico mi ritengo inesperta: loro analizzano il match e il mio sguardo a volte si perde, anche se adesso – rispetto a prima – mi permetto qualche segnalazione e le mie parole non suscitano più ilarità”, sorride con autoironia la dirigente legata sentimentalmente al mister.
Compagna di vita e compagna di sport, inteso come un gioco che si ha il privilegio di poter praticare.
“Quando Mirco vede che c’è troppa tensione, raggruppa le ragazze e dice loro la frase più bella: “ricordiamoci che è un gioco”. Rimarrà storico il suo discorso negli spogliatoi prima di una finale importantissima: le atlete quasi tremavano, allora lui le ha radunate e – mentre tutte si aspettavano chissà quale filippica – ha iniziato ad intonare “Oh Happy Day”. Proprio così: “Oh happy day”. Dopo un momento di sorpresa, le ragazze hanno iniziato a seguirlo e, tra una risata e l’altra, sono entrate in campo molto più tranquille”.
E anche ora che i risultati non arrivano, la Dorica non ha perso la sua serenità.
“Dobbiamo solo prendere coraggio e crederci fino in fondo: i tecnici dicono che le qualità ci sono, io aggiungo che abbiamo il carattere e le giuste motivazioni per farcela. Volere è potere e vedo questa squadra battersi sempre a testa alta, in futuro andrà meglio”.

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