Storie

Chiedi chi era Tainã Santos

Tainã

Ha la pelle bianca, una cipolla in testa, legata stretta quasi come una stella sulla cima di un albero di natale. Sorride, è il primo gesto che riesco ad attribuirle, mentre le parli, mentre le chiedi ma come hai fatto quella volta?

Lei sorride e poi dice che non lo sa.

Con le guance rosse per il freddo e per l’ammirazione che legge intorno a lei mi dice:

io guardo a bola e le chiedo di andare li, alta nell’angolino e poi le ci va!

Semplice no?
Ok stasera proviamo tutti insieme, parliamo con la bola, le diciamo di incastrarsi nel sette e poi ci abbracciamo.

Tainã

E’ cosi che dovrebbe essere, il talento dovrebbe andare al servizio degli altri, scendere negli inferi, passare per il purgatorio e mostrare a tutti come si raggiunge il paradiso.

Puoi farlo crescere questo sport?

Io no, non posso farlo, sono soltanto una ruota ammaccata che gira su se stessa e fatica ad andare un metro più in la, però una come Tainã può farlo, mentre si alza in cielo, armonica come un violino alla scala, delicata come un lenzuolo di raso mentre scende in terra, eterea come qualcosa che non è possibile calcolare, quantificare, inquadrare.

Quel giorno mi dice, era l’ultima mia partita, l’ultima di campionato, l’ultima sotto la bandiera dei 4 mori, è arrivata questa palla ed io non lo so, ho fatto la bicicletta ma non come facevo sempre in allenamento per scherzare, non ho pensato nemmeno un secondo che avrei fatto gol, ho soltanto fatto la bicicletta.

Gol!

Na vida e no futsal as pessoas podem apagar ou esquecer de tudo, menos as coisas boas que voce fez…. La bicicleta mio padre impazzisce quando vede questo dribling è per te E 'per te mio eroe :)#pflnext #PFLNEXT Ricardinho10 Falcão 12 (Futsal) FC Falcao

Pubblicato da Tainã Santos su Sabato 14 maggio 2016

Non le dico che è stato il mio sogno più ricorrente prima di addormentarmi, volevo fare un gol del genere.
Non lo dico per pudore, ma è quello che ho sempre affidato a Morfeo, domani fammi alzare in cielo ed a testa in giù fammi godere del pallone che si incastra tra le maglie della rete.

Vorrei alzarmi e capovolgere la prospettiva, poi incollare per un secondo il pubblico al collo del mio piede insieme alla palla che ad un certo punto viaggerà, con una traiettoria imprevedibile, oltre quel che hai immaginato di poter fare e terminerà il suo percorso baciando la maglia quadrata di una porta.

Io vorrei fare di più, lo dice trascinando le ultime vocali, così ne leggi il peso, così ne senti la gravosità che scende a piombo nel cuore, ci sono ragazzi e bambine che hanno bisogno di me, di noi.

Mi porge il telefono dove scrivo il mio nome ed il mio numero di telefono e mentre cerco di ridarglielo indietro, Tai dalla galleria foto tira fuori un video, mi sale un magone strano, sento che sto per cedere ma non ho ancora incontrato i suoi occhi lucidi che cercano di dirmi cosa significa per lei.

Tainã

E’ qui che mi fermo, è qui che smetto ogni interconnessione con la mia ragione, è qui che capisco perché Dio ha inventato il calcio e poi il calcio a 5.

Prima il calcio, deve essersi detto facciamoli abbracciare questi stupidi umani, ogni tanto, dopo un gol, dopo un rigore parato, non aveva fatto i conti con la tattica che ad un certo punto prevalendo sull’estetica ha eliminato tutte le possibilità di esprimere la fantasia e nessuno si è più abbracciato.

Dopo il calcio a 5, campo piccolo, rapidità di pensiero quintuplicata, capovolgimenti di fronte continui, portiere di movimento e poi la bicicletta, quella di Tai, quella che non lo so, io ho visto palla arrivare e non ho pensato che facevo, mi sono trovata sospesa, come un arcobaleno dopo la tempesta, come una piuma che scende accarezzata dall’aria, come un pugno in una carezza, come il suo sorriso mentre ti mostra un video in cui culla una bambina.

Il nostro mondo, ancora così piccolo, ancora così chiuso su se stesso, pieno di cose incomprensibili, avrebbe bisogno di comunicare, di esprimere emozioni e lacrime, guance rosse e sorrisi timidi, voglia di scambiarsi un’ opinione, un abbraccio, una sensazione, avrebbe bisogno di una pelle chiara che reagisce al freddo arrossendo ma probabilmente avrebbe bisogno di qualcuno che capovolga le regole del gioco, come?

Tainã

Basta aspettare la palla, io non lo so come, non ho pensato, la palla che arrivava li ed ho fatto la bicicletta, come in allenamento, come un extrasistole esce dal battito normale del cuore, come quando il sole sgomita tra le nuvole e vince la battaglia, come quando avvicini il tuo talento alle persone comuni, come quando scendi in mezzo al campo, tra tante ragazze piccole e te le abbracci dicendogli che è inutile guardare il dito se ciò che ti sto indicando è la luna.

Numa folha qualquer eu desenho um sol amarelo
E com cinco ou seis retas é fácil fazer um castelo.
Corro o lápis em torno da mão e me dou uma luva,
E se faço chover, com dois riscos tenho um guarda-chuva.

Se um pinguinho de tinta cai num pedacinho azul do papel,
Num instante imagino uma linda gaivota a voar no céu.

 

 

 

Comments

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

To Top