
Finalmente è iniziata la serie A, quella femminile, la prima storica stagione sotto l’egida della figc e soprattutto sotto riflettori mediatici importanti.
Non vi parlerò di risultati, di classifica, di chi ha segnato e come, di chi ha battuto chi, di come si fallisce con un tentativo di suolata l’occasione di siglare un gol storico a tre minuti dal fischio d’inizio (ogni riferimento è puramente casuale), queste cose le avrete già lette sicuramente da qualche altra parte e soprattutto ai miei amici di AGS non gliene può fregare di meno della cronaca e io li adoro per questo.
Potrei raccontarvi allora un po’ a ruota libera questa prima giornata attraverso i miei occhi e i miei pensieri. Attraverso quello che è cambiato, e attraverso quello che invece è rimasto immutato.

Photo Credit C.F. Florentia https://www.facebook.com/FlorentiaCF/
É sabato e sopra il sintetico di via Sogare fa un caldo torrido. Per la Florentia è la prima apparizione sul palcoscenico della serie A. Per molti, giocatrici e addetti ai lavori, è un esordio, per altre, me compresa, è un ritorno. L’emozione, l’ansia, l’attesa si mischiano e si moltiplicano negli sguardi e nei silenzi che ci scambiamo prima della partita. Sono sensazioni forti penso, sono cuori vivi quelli che mi circondano, veri, umani… Mi scappa un mezzo sorriso tra me e me, chi mi conosce lo sa, quel poco che riesce a penetrare oltre la tensione prepartita.
Si corre, si fa fatica, si sbaglia, si fa gol, si recrimina. La condizione ottimale ancora è lontana. Il risultato finale conta poco, è stato rotto il ghiaccio, la prima partita è sempre particolare, sono tutte verità certo ma guarda caso chi le dice è sempre chi non vince.
Buddhastyle!

Photo Credit C.F. Florentia https://www.facebook.com/FlorentiaCF/
Finisce 2 a 2 sul campo dell’ Hellas Verona delle ragazzine terribili, dinamismo corsa ed entusiasmo alimentati e guidati da quella Sara Di Filippo con la quale ho spesso condiviso la mediana in maglia azzurra anni or sono. I centrocampisti hanno sempre una marcia in più, penso. La Fiorentina invece ha giocato l’anticipo, venerdì pomeriggio, e ne ha fatti sei all’Atalanta. Le viola sono costruite per l’Europa, hanno già un altro ritmo sulle gambe, il mio spirito competitivo vola già al derby, il primo dicembre… calma Giulia ce n’è di tempo, e come ti hanno insegnato, una settimana alla volta, una partita alla volta.
La serie A gioca di sabato, la domenica adesso è di nuovo libera, niente più futsal (se non altro quello giocato) posso starmene sul divano di mamma, magari davanti alla tv… ormai lo sapete tutti, ci danno su Sky!! Ore 12.30 La corazzata Juve affronta il Chievo, mi sintonizzo, pronti via, le bianconere padrone del gioco, trovano il gol e piano piano dilagano. Solide, compatte, sicure, mai in affanno. Mi ricordano la Torres penso. Martina Angelini, voce di Sky, dimostra come sempre passione e vasta conoscenza del calcio femminile:
“Giorgia Motta è sempre una delle ultime a mollare nonostante la carta d’identità. Giocatrice di grande esperienza con un trascorso glorioso tra Bardolino e Torres. Come dicevo è l’ultima a mollare”
“Giorgina” su quella fascia destra, emblema di una generazione che c’era già anche quando non se ne parlava e macinava chilometri senza poterli rivendicare sui social. Questo è qualcosa che non è cambiato, penso. Palla filtrante di Girelli per Galli..gol.
“daiii ha segnato Yaya sono contenta” penso ad alta voce.
“Galli?? ma questa è quella che giocava con te? La piccolina?”
“ eh si Babbo, è lei”

Photo Credit Juventus Women https://www.facebook.com/JuventusWomen/
“La piccolina” è cresciuta, è diventata una giocatrice forte e sicura penso. Penso anche che il suo sorriso è rimasto lo stesso però, mentre la telecamera indugia su di lei circondata dalle compagne che si congratulano. Queste sono le cose che crescono senza guastarsi penso. Anche la Juve alla fine ne farà sei. Stesso finale per il Milan in trasferta a Bari. Col senno di poi, per lo spettacolo sarebbe forse stato meglio trasmettere Sassuolo-Roma, partita equilibrata e combattuta, che ha visto le neroverdi prevalere di misura per 3 a 2.

Credit https://femminile.figc.it/
Si conclude così questa prima, storica, giornata di campionato, con Caressa e Cabrini che a tarda serata parlano della crescita del calcio femminile, dell’avvento delle società maschili con le immagini di Juventus – Chievo che scorrono sullo schermo. Impensabile qualche anno fa, penso. Dicono che adesso è più divertente, che c’è da fare ancora tanto ma che il livello sta crescendo. Ok, banale ma vero, penso.
“La cosa molto importante adesso è che ci sia corrispondenza con le maglie della serie A perché poi probabilmente è questo che lo tirerà su (il calcio femminile)”
Rimango perplessa. Voleva sicuramente dire che è molto importante che società professionistiche abbiano aperto le loro porte e le loro risorse al femminile dando così la possibilità alle atlete di usufruire di strutture adeguate e staff competenti e quindi di fare del calcio il proprio mestiere in tutto e per tutto, è questo che porterà alla crescita penso. Questo voleva dire, penso.
Sicuramente le maglie in se hanno portato sponsor visibilità e seguito, insomma hanno fatto un gran bene non si discute, ma di magliette miracolose io non ne ho ancora avuto notizia, non si sa mai però , dovrò informarmi penso.
Magari sabato prossimo provo a chiedere alle bianconere, e vi faccio sapere, ma credetemi, sono pressoché certa di non sbagliarmi se dico che Bonansea era “Bonansea” anche quando giocava con la maglia del Brescia.
