
Luca Causarano, presidente della Virtus Ragusa non ci sta. “In un clima di continui proclami rispetto alla crescita del movimento, assistiamo dispiaciuti e perplessi alla formazione di un campionato che di serie A nazionale sembra conservare solo nome e oneri. Esprimo il mio personale disappunto verso questa formula”.
Questo il messaggio lanciato a tutti gli organi di stampa al quale segue una telefonata ancora più esaustiva che arriva a poche ore dal “pasticciaccio”: Lazio e Sicilia appaiate nel girone C, in pratica un fulmine a ciel sereno su un’isola – fino a poco tempo fa – carica di entusiasmo. Ma adesso, inevitabilmente, la prospettiva cambia.
“Gironi formati da 11 squadre – 9 laziali e due siciliane messe lì senza motivazione logica – per un totale di 20 partite senza playoff. Questo significa una media di due partite al mese, davvero troppo poco per un campionato agonistico che avrebbe dovuto avere respiro nazionale”.
E le conseguenze, sebbene Causarano ne parli solo in maniera molto marginale, ci sono anche dal punto di vista economico.
“Si preparano sforzi importanti com’è giusto che sia, ma senza degna copertura territoriale diventa difficile stringere partnership”.
Eppure un’alternativa sarebbe stata possibile.
“Forse il nostro è un difetto di ipermetropia tipico dei giovani, ma sarebbe stato più ragionevole avere 3 gironi da 15/16 squadre. In questo modo il campionato assomigliamo più ad un torneo provinciale e – onestamente- non credo che questa sia la formula vincente se davvero si vuole far crescere il movimento”.
