Nazionale

Nazionale, a chi importa davvero?

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Di cosa sia il futsal senza comunicazione ce ne siamo accorti davvero soltanto nella doppia amichevole di Teheran, quando ci trovammo ad immaginare il gol di Ersilia senza averlo visto. In quel momento, D’Incecco, già capitano della Nazionale, è diventato simbolo non soltanto della squadra che rappresenta, ma anche di tutto quello che a noi veniva negato.
Una differenza troppo netta – pur senza voler entrare sul piano politico – rispetto a quando la collaborazione tra FIGC e Divisione Calcio a 5 lasciava le nostre Azzurre al riparo dalle telecamere soltanto nelle loro stanze. Erano i nostri click a far sì che ci fossero sempre più video, l’offerta seguiva la domanda che era quella di saperne ancora ed ancora. Fino, appunto, a Teheran con il suo strano silenzio che pensavamo temporaneo. Il tempo di adattarsi, pensavamo. Il tempo di capire. Ma i primi a capire che in realtà non sarebbe cambiato niente siamo stati noi, quando a Fondi – il 20 e 21 giugno scorsi – abbiamo chiesto di poter far vedere all’Italia le due gare contro l’Ucraina. Negativo. A nostre spese. Negativo. Solo highlights naturalmente a giochi già fatti, e il nostro logo non era neanche troppo gradito.

Ma dei giornali, si sa, importa poco a tutti. C’è una sorta di ricatto implicito che ha ancora più valore quando si parla di Nazionale: scrivere delle Azzurre è importantissimo per noi giornalisti, ma se vogliamo esserci, dobbiamo sottostare a condizioni che a volte umiliano intelligenza e dignità.
Diversa è la situazione, però, quando ad essere calpestati sono i diritti dei club, perchè qui la forza negoziale è diversa: è la Nazionale ad avere bisogno di giocatrici che la società cresce, allena e generalmente paga. Motivo per il quale ci sembra normale che siano le prime ad essere avvisate quando si chiede loro disponibilità in merito a possibili giocatrici convocate. Ma perchè ci ritroviamo a scrivere questa ovvietà?

A rompere il silenzio che tanto piace in alcune dinamiche è stata la S.S. Lazio di Chilelli, per mano del suo addetto stampa Santi, lanciando un grido di allarme che raccogliamo volentieri, dopo aver sentito la stessa notizia da più fonti: cioè l’organizzazione di un raduno della Nazionale dal 3 al 9 a Fondi, di cui S.S. Lazio e tante altre sono venute a conoscenza soltanto per vie ufficiose.
Tra Club Italia e tesserate in odore di Nazionale ci sarebbe stato insomma un filo diretto, che avrebbe completamente aggirato le società, senza tener conto dei lavori di programmazione pianificati (quasi) universalmente dal 27 agosto in poi.
Ragazze in preallarme, società ignare: una situazione da verificare (ma il fatto che ne abbia parlato una società che alla Nazionale fornisce giocatrici fa pensare che sia tutto vero) che apparirebbe paradossale ed irrispettosa, davanti alla quale il club di Chilelli prende posizione pretendendo una comunicazione che sia trasparente. Una richiesta legittima alla quale ci associamo perchè la situazione è ormai chiara a tutti: in questo caso, il silenzio non sarà degli innocenti.

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