
Il secondo storico scudetto della Ternana Femminile è oramai in bacheca e, da quel 10 giugno, tanto è cambiato per la squadra di Via Di Vittorio. Dopo anni di conduzione Basile, infatti, la Ternana cambia proprietà e conseguentemente name sponsor: ora si chiama Ternana Celebrity Femminile ed il presidente è il sig. Bruno Bevilacqua di Santangelo, imprenditore ternano da anni nel mondo del cinema.
Il passaggio di testimone, però, non è stato dei più semplici: questioni burocratiche, cambio nei vertici della società e la necessità di iniziare a lavorare per la nuova stagione hanno reso questo ultimo mese di futsalmercato una corsa ad ostacoli per la società rossoverde.
In questo quadro, senza confini ben delineati, abbiamo avuto modo di intervistare Damiano Basile, oramai ex Direttore Generale della Ternana Femminile. Una dinastia, quella dei Basile, duratura e vincente ma arrivata al fisiologico capolinea dopo la decisione di Raffaele Basile, padre di Damiano e Amministratore Unico della società, di terminare l’avventura sportiva con il calcio a 5 femminile.

“Il fatto che mio padre, il Presidente, abbia deciso di vendere le quote di maggioranza è stato determinante per la mia decisione di separarmi dalla Ternana” ci confida Damiano Basile. Una trattativa, quella per la cessione della società umbra, che ha visto susseguirsi diversi momenti. “All’inizio mi sembrava ovvio che fosse fisiologicamente finita la mia avventura a Terni. Poi il nuovo Presidente Bevilacqua mi ha volutamente fortemente e chiesto di rimanere, simbolicamente mi ha donato il 10% delle quote, anche se inizialmente era destinato a un’altra società sempre collegata a lui. Non nascondo che il gesto è stato da me molto apprezzato –prosegue l’ex DG – l’ho trovato rispettoso e importante. Ovviamente ho chiarito che una eventuale mia permanenza sarebbe dipesa solo da un accordo a livello di dipendenza e non di altro”.
Intanto il frenetico futsal mercato è entrato nel vivo, con spostamenti importanti, nuovi arrivi e partenze illustri. “Nei giorni successivi al compromesso di vendita ci siamo messi a lavorare sulle scadenze prefissate. Lo sforzo fatto da Bevilacqua è stato importante, non dico le cifre per delicatezza, ma chi dice che è un bluff si sbaglia di grosso. Nel primo mese ha investito subito una cifra ingente per poter appianare le spese della vecchia gestione degli ultimi mesi lasciate scoperte ed inserite nell’accordo di vendita. Un gesto che solo chi è innamorato di questa squadra può fare. Poi pian piano abbiamo pensato alla Ternana Femminile del futuro, onestamente non ho neanche manifestato la volontà di mettere per iscritto il mio accordo perché avevo capito che sarebbe stato mantenuto anche senza le firme”.
Ma quando si parla di un passaggio di proprietà non c’è nulla di definito e tutto può cambiare.
“Con il passare dei giorni, i piani del nuovo presidente sono stati modificati anche perché le necessità strutturali di rinnovare erano necessarie e il tempo diventava sempre di meno. A quel punto ho capito che io stesso non ero compatibile con una nuova gestione esterna alla mia famiglia. Mettiamoci anche che sono un passionale e le cose le vivo in modo viscerale – continua Basile – se non mi sento a mio agio non ce la faccio a dare tutto me stesso”.

E’ in questo quadro che, nella lettera di saluto alla Ternana, Damiano Basile ha parlato di non sentirsi più a casa.
“È chiaro che questa è la mia casa sportiva, qua ho conquistato cinque finali, due scudetti e una Supercoppa, ma soprattutto una piazza unica al mondo, forse paragonabile solo al Burela in Spagna. Insomma quando pensi che, ok è comunque la tua Ternana Femminile che hai visto crescere e poi capisci invece che il tuo “corso” è ormai un qualcosa di passato e vecchio, inizi anche a pensare che non ci sia più bisogno di te. Da pensarlo a sentirselo dire poi ce ne passa, però una cosa è certa: per me conta solo il bene delle Ferelle e questo bene è continuare a vincere anche il prossimo anno con o senza di me”.
Una cosa è chiara nella mente di Damiano Basile: quello che conta è la maglia.
“Passano le giocatrici, passano gli allenatori e passano anche i Presidenti con i Direttori, ma la cosa che rimane sempre è la maglia. L’importante è che si capisca che ci sono quattro trofei da giocarsi e bisogna giocare una Champions a marzo”.
Di fatto la Ternana Femminile si trova in un complicato momento di transizione ma con l’esigenza di costruire in vista anche delle competizioni da affrontare.
“Bisogna accelerare la programmazione ed essere concreti nella formazione della squadra con o senza Ds Damiano Basile”. E riguardo al mercato ci svela che “ci sono due giocatrici internazionali che attendono solo di firmare un contratto scritto, due top players brasiliane che aspettano solo di chiudere l’accordo e salire sull’aereo. La squadra l’avevamo pronta a sabato sera, peccato che sia andata così”.

In tutto questo trambusto societario non poteva mancare un pensiero per i tifosi passati dall’euforia di giugno allo scetticismo di questi ultimi giorni. “È l’unica piazza del futsal femminile – specifica Basile – che ha una vera e propria tifoseria organizzata e non. Chiaramente è difficile capire il momento e ancora meno capire il futuro. Ho letto tanti insulti al nuovo Presidente, ma non ha molto senso insultare chi ha salvato il club, avrebbe più senso stimolarne i programmi reali. In questo i tifosi sanno benissimo come fare considerando che per anni hanno avuto una squadra vincente e vissuto finali su finali”.
Successi arrivati grazie ad un gruppo storico, il nocciolo duro della Ternana Femminile che, secondo l’ex direttore, debba essere necessariamente confermato.
“Adesso per la Ternana Femminile è importante trovare un Direttore Sportivo di alto livello e fare acquisti che diano un alto profilo alla squadra e confermino staff e gruppo storico: capitan Neka, Coppari, Mascia, Brandolini, Presto, Bisognin, Bianchi, Angeletti. Si deve ripartire da loro a mio avviso, costi quel costi, senza troppi ripensamenti. Meglio ripartire da loro e prendere qualcosa in meno a livello di acquisti che il contrario”.

Ma le parole di Basile sono oramai quelle del tifoso Damiano, quello che pensando al giorno della Supercoppa dice “tiferò Ferelle. Di fronte alla tv”.
Un percorso, quello di questi anni di gestione, che ha regalato molte gioie ma portato via altrettante energie. Per questo il futuro immediato è lontano dalla gestione di nuove realtà sportive.
“In questo momento non mi vedo alla guida di nessuna realtà. Certo terminata la mia avventura qui a Terni, tornerò nella mia Roma. Poi si vedrà, dipenderà molto da ciò che mi verrà proposto e dove”. Ma una pazza idea c’è. “Ad oggi l’avventura più stimolante è nel calcio a 11 in Serie A, ma adesso è solo il momento di andare in vacanza”.
Una vacanza utile a fare chiarezza nelle idee e nelle intenzioni dell’ex direttore generale.
