Futsal

Il Paradiso all’improvviso

Paradiso

L’Italia si illumina d’immenso in una serata magica in cui finalmente non servono considerazioni a posteriori. Aboliti i “se”, cancellati i “ma”. Questa volta i numeri non hanno bisogno di interpretazioni e dietrologie, perchè quel che è scritto – 3-0 per le nostre – è quel che è stato. Ma cos’è cambiato rispetto a 24 ore fa? Nulla, anzi. Probabilmente, tra le due prestazioni, la più brillante è stata quella di gara-1. Quella che, paradossalmente, si è chiusa con un altro 3-0, ma a favore dell’Ucraina.

L’ESTATE AZZURRA “Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua”. Erano mesi che le Azzurre provavano ad uscire da un’inspiegabile impasse in cui l’equazione gioco-punti sembrava davvero non tornare mai. Ma ecco che nel giorno del solstizio di giugno, l’estate arriva davvero. Il sole è Pomposelli che segna tre gol, uno più entusiasmante dell’altro, e fa tornare il sereno che già avevamo intravisto oltre le nuvole. Ma Pomposelli fa rima anche con Belli, che nell’arco degli 80′ è la migliore: contro la fisica formazione ucraina, la giocatrice della Kick Off tende muscoli che all’impatto con le avversarie emettono lo stesso rumore dei pali che colpisce. Ferro puro. Tosta come la disciplina che fa di Coppari una professionista eccellente, a 19 anni appena. Ma è tutta l’Italia ad essere solida, nonostante 5′ di affanno nella difesa del portiere di movimento. Si rischia troppo, ma è l’unico neo. La doppia amichevole di Fondi fa parte di una strada che conduce al primo Europeo rosa e la macchina da corsa guidata dal c.t. Salvatore avanza con i giri giusti: nessuno strappo da Lamborghini, ma una progressione costante e tutta azzurra (leggi: con una sola oriunda) che trascinerà con sè anche gli scettici.

PERCHE’ LO FAI? – Che dare visibilità al futsal sia priorità di pochi (e non sempre ben intenzionati) questa è cosa nota, ma nell’anno in cui la Nazionale maschile manca al Mondiale (con la sola Italia femminile – cui vanno i nostri complimenti – ad impegnare gli addetti), avremmo potuto ipotizzare che ci fossero risorse a sufficienza per riempire, con altre realtà, il vuoto lasciato da Ventura & co. E invece tutto tace, ancora una volta, nelle sedi preposte allo promozione del futsal. Un po’ come se volessimo far crescere la nostra pianta al buio, negandole la fotosintesi clorofilliana.
Per cercare di rendere giustizia a questa situazione, noi di AGS – che abbiamo chiesto invano di poter realizzare le dirette di questi due giorni, accollandoci le spese – abbiamo trovato le risorse per seguire lo sport che amiamo frugando nelle piccole tasche dalle quali avevamo già attinto per il 4 Nazioni di Guadalajara, il Mondiale di Balaguer, l’European Women’s Futsal Tournament di Drachten, e trasferte varie ed eventuali. Insomma, ci siamo sempre stati.
Tutto ciò per poter dare alla disciplina la visibilità che merita. Volontà che oggi scopriamo incrollabile, davanti a un messaggio neanche troppo nascosto tra le righe: “Chi ve l’ha chiesto?”, è il succo.
Un mare di persone è la risposta, probabilmente più di quante pensavamo ci potessero seguire (fanno fede i continui messaggi e commenti sulla nostra pagina Facebook, oltre che i contatti personali). Ma noi l’abbiamo fatto per Ersilia, Arianna, Nicoletta, Aida, Jessica, Ludovica, Marika, Marcella, Federica, Claudia, Samira, Angelica, Roberta, Sofia, Benedetta, Bruna e Francesca.

azzurro

SI PUO’ DARE DI PIU’ – Eppure, anche oggi che sorridiamo insieme a giocatrici ormai amiche – dinamiche che facciamo fatica a digerire, dettate da chi dovrebbe invece avvicinare all’universo del futsal femminile – ce l’hanno fatto pensare: la prossima volta stiamo a casa. Oppure: la prossima volta godiamoci solo la partita. Senza scrivere, riprendere, fotografare e raccontare.
Ma se non l’avessimo fatto (per quel che ci è stato permesso, al netto di rigidi vincoli da rispettare), della due giorni della Nazionale sarebbe rimasto davvero poco: una foto sovraesposta nella didascalia di un ko già cancellato (benchè non vi sia traccia scritta del riscatto) e una locandina datata, con giocatrici che ormai l’azzurro non lo indossano più.
Quando ripartiamo non abbiamo voglia di parlare, canta solo la radio:
“E non puoi dire lascia che sia
perché ne avresti un po’ colpa anche tu”.
Ci scambiamo uno sguardo che dice tutto, in attesa di tempi migliori.
“Si può dare di più senza essere eroi”.
 Noi nel nostro piccolo ci abbiamo provato, le Azzurre ci sono riuscite.

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