SI NARRA CHE LA POESIA SIA NATA CON LO SPORT
Volley

Valentina Arrighetti: la ligure porta in alto Scandicci

Abbiamo incontrato uno dei simboli della pallavolo femminile italiana: Valentina Arrighetti. Alla sua seconda stagione nella Savino del Bene di Scandicci, la forte atleta ligure si trova, con la sua squadra, a guidare il campionato a punteggio pieno, appena reduci dalla vittoria del derby di ieri sera per 3 set a 0 contro Firenze. Valentina ha all’attivo due successi consecutivi in Champions League, una vittoria in Coppa Italia, un campionato ed una Supercoppa Italiana. Nel 2009 con la Nazionale  una medaglia d’oro al Campionato Europeo e una alla Grand Champions Cup, nel 2010 un bronzo al World Grand Prix, mentre nel 2011 l’oro alla Coppa del Mondo.

1. Valentina, siete prime in campionato. Come vedi la stagione?

Sì la stagione è iniziata molto bene e siamo molto contente dei risultati ottenuti sopratutto perchè sono il frutto del tanto lavoro fatto in palestra. Nonostante sia faticoso, devo dire che ci divertiamo tanto. Un inizio di stagione così positivo ci da senza dubbio un bel riscontro sul lavoro fatto fino ad ora, risultato avvalorato dal fatto che abbiamo vinto tre partite contro tre delle squadre più attrezzate per raggiungere obbiettivi importanti. Credo che ci siamo presentate all’avvio di campionato con più ritmo delle altre, cosa che, di solito, si raggiunge mediamente alla quarta/quinta partita. Quindi sono certa che ritrovando queste squadre al ritorno sarà ben diverso. Per adesso comunque preferisco pensare in ogni caso ad una partita alla volta, senza dimenticare che sono passate solo tre giornate

2. E’ il tuo secondo anno a Scandicci. Ti trovi bene?

La squadra è totalmente cambiata rispetto allo scorso anno ma devo dire che abbiamo fatto in fretta a trovare la giusa affinità. Anche fuori mi trovo comunque bene e quindi sono rimasta molto volentieri.

3. L’esperienza a Baku, anche se ormai lontana, cosa ti ha lasciato?

E’ stata una esperienza di vita particolare, certo lontana dalla routine e dalle solite abitudini. Dal punto di vista di vita personale mi ha accresciuta e la rifarei. Diversamente, dal punto di vista prettamente sportivo penso che il campionato di pallavolo italiano niente abbia a che vedere con quello della Superliqa.

4. Cosa pensi dell’attuale Nazionale di pallavolo?

Ho fiducia nel percorso che la Nazionale e il coach hanno iniziato. Di conseguenza, per quanto mi riguarda, non penso all’ipotesi di tornare in azzurro, il mio obiettivo è piuttosto quello di tornare ad esprimermi ad alti livelli in campionato. Poi se fossi tanto performante da meritare una convocazione è chiaro che mi farebbe piacere.

5. Nonostante la tua giornata sia pienamente dedicata alla pallavolo come passi il tuo tempo libero?

A fatica cerco di ritagliarmi il tempo per lo studio, sto frequentando la facoltà di Scienze Politiche all’Università di Padova e spero di riuscire a terminare il mio percorso di studi.

6. Ancora oggi la pallavolo (sia femminile che maschile) non è considerata sport professionistico. Cosa ne pensi?

Sono convinta che attualmente ci sia una poca considerazione di noi atleti come lavoratori con i loro diritti. Dovremmo fare qualcosa in più, come movimento, per portare la pallavolo a livello professionistico in maniera da poter tutelare gli atleti una volta che la carriera sportiva sarà terminata. A questo si aggiunga il problema della tutela delle donne quando sono in maternità. Purtroppo anche noi, quando siamo nel pieno della nostra forma ed attività sportiva, non pensiamo con la dovuta attenzione al futuro che ci aspetta, al dopo.

7. Ed a proposito di futuro, come vedi il tuo?

Non so bene cosa aspettarmi, fino a quando non sei nel periodo del “non lavoro” tutto ti sembra oscuro e fai fatica a realizzare quale sia la tua strada. Dal mio canto cerco di tenermi aperte tutte le strade possibili. Non a caso ho intenzione di frequentare anche il corso allenatori, lo ritengo un bagaglio professionale utile anche se non avvincente quanto quello da giocatrice.

8. Cosa pensi dello sport nella scuola oggi?

Sono assolutamente convinta della necessità di praticare lo sport fin dalle scuole elementari. Lo sport non solo fa bene alla salute ma fa bene all’autostima ed alla maturazione caratteriale di ciascuno. Mi sorprende come ancora oggi non ci sia la volontà di rendere l’educazione motoria una materia curriculare alle scuole elementari. In un mondo che ci vede con realtà sempre più multietniche lo sport è una risorsa fondamentale nel cammino dell’integrazione e della socializzazione. So che adesso ci sono degli incentivi a livello universitario per gli atleti che si sono distinti per meriti sportivi. Piccola note di colore, anche io ho chiesto l’accesso a questi benefici ma non sono stata meritevole (eppure Valentina ha un palmarès come pochi anno nella pallavolo)… insomma aiuti sì ma poco accessibili. Adesso sono lontana dall’ambiente scolastico ma spero che le cose, sopratutto per chi frequenta le scuole superiori, siano cambiate in meglio e che ci sia la giusta considerazione per chi pratica sport ed anche il meritato sostegno.

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