Brasiliani, spagnoli, argentini.
Deve esserci qualcosa di speciale nel patrimonio genetico di quelli che nascono in uno di questi Paesi .
Non so, forse il “possesso palla”, la “fantasia” l’ “abilità” nel palleggio”.
La cosa certa è che da quei paesi, arrivano i calciatori più forti di sempre. Uomini e donne. E non solo nel calcio, quello normale, quello che si gioca in campi all’aperto, undici contro undici.
Anche in quello “minore”, che si gioca a cinque, indoor, con una palla più piccola e con regole diverse.
Final Eight di Coppa Italia.
Pescara. Calcio a Cinque.
Donne.
Noi che abitiamo tra Pescara e Montesilvano siamo appassionati di calcio, abbiamo la fortuna di essere il centro nevralgico del futsal italiano: Icobit Montesilvano calcio a cinque femminile, Montesilvano Acqua e Sapone maschile, Pescara Calcio a Cinque maschile.
A qualche chilometro troviamo anche la Vis Lanciano calcio a cinque femminile.
Tantissimi talenti, tantissimo spettacolo.
Lo scorso fine settimana l’abbiamo passato tra palazzetti dello sport e fotografie.
Abbiamo seguito solo le donne.
Il Montesilvano.
Lo spettacolo che la squadra offre è gioia per gli amanti dello sport.
Si, non solo del calcio, dello sport.
Il quarto di finale di coppa che vedeva contrapposte Lazio e Montesilvano è stata la partita di calcio più bella e l’evento sportivo più intenso al quale abbia mai partecipato.
Si PARTECIPATO, scritto tutto maiuscolo.
Perché sei seduto dietro le panchine, riesci ad essere in simbiosi con le emozioni dei giocatori, ti agiti come se fossi tu a calcare quel palcoscenico fatto di linoleum e righe bianche. Per meglio capire lo spirito della partita però sono necessarie alcune info: La Lazio guida il girone nel quale il Montesilvano gioca; appena cinque giorni prima dei quarti di finale, il Montesilvano è riuscito a battere di misura la Lazio in casa sua, a Roma, in una gara di campionato; la compagine romana è la detentrice della coppa e schiera il pallone d’oro di questo sport: Luciléia, brasiliana, fortissima, incontenibile. Dominano la scena del Futsal Italiano da anni, incontrastate e incontrastabili … forse.
Una gara al cardiopalma, dove vince chi più lo desidera e chi più sa che è l’insieme che fa la differenza, che puoi essere il più forte del mondo ma se anche per un solo minuto perdi la sintonia con le tue compagne la tua forza e il tuo talento si dimezza.
Vorrei riuscire a raccontarvela la partita, ho aspettato qualche giorno, ma le emozioni sono state fortissime che mi sfuggono le parole, dovevate esserci, per capire…
Il campo dice che il Montesilvano passa il turno e giocherà la semifinale contro L’Acquedotto il giorno dopo.
Arriviamo al palazzetto consci di assistere ad una partita di calcio a cinque “normale”. L’impegno fisico ed emotivo profusi contro la Lazio non avrebbe permesso alle ragazze di ripetere la prestazione. Tant’è, alla fine di una gara stanca e lenta, le ragazze del Montesilvano raggiungono la finale contro la Real Statte.
La domenica non possiamo assistere alla partita, il mio essere parte di una squadra di football americano porta anche Mauro su un polveroso campo della periferia romana, al seguito della prima squadra. Cerchiamo di seguire la finale come meglio possiamo e, quando ci rendiamo conto che quella coppa non l’avrebbero alzata al cielo le ragazze biancoazzurre, ci siamo detti che forse è stato meglio così, perché sicuramente l’avremmo presa male.
Continueremo a seguire il Montesilvano nelle sue partite casalinghe.
Ormai siamo perduti.
Quando ti innamori di uno sport, in fondo ti innamori degli atleti, della squadra, di quello che va oltre il campo.
Siamo tutti romantici.
Ti ritrovi così a scoprire che in campo scendono giovani, piccole donne, alcune poco più che maggiorenni, tanto forti quanto ostinate.
Sara Iturriaga. 4.
Nazionale spagnola.
La vedi e ti innamori.
Della sua tecnica, della sua presenza in campo, della sua autorevolezza, della sua fantasia. Sugli spalti si sente dire “chissì è forte”. Pura verità. Anche con ginocchio e caviglia dolorante. E’ sempre in campo, anche quando siede in panchina.
Bruna Borghes. 12.
Brasiliana, gioca con la nazionale del nostro Paese.
Anno 1992, giovanissima, esile, mamma di un bimbo splendido e, forte. Davvero. A volte sembra che le sue ginocchia siano indipendenti rispetto al resto del corpo, libere di farti credere quello che vogliono.
Ersilia D’Incecco. 28.
Il capitano.
Un metro e poco più di intensità e agonismo.
Le sue scarpette bianche si fondono con i calzzettoni. Lì dove non arriva con la tecnica, arriva con il fisico, fino a diventare l’incubo di qualsiasi giocatrice. A guardarla da fuori non immagineresti la sua forza.
Amparo Jimenéz Lòpez. 7.
Le sue sgroppate laterali hanno un misto di agilità, leggiadria, e forza.
Sembra volare sul parquet, senza peso.
La vedi e non la vedi più.
La fascia laterale è casa sua ed è difficile poterla battere.
Alessia Guidotti. 19.
Centrale di difesa.
A volte sembra che il collo sia incassato nelle spalle tanto corre quadrata.
Più volte premiata come miglior giocatrice delle finali scudetto.
La guardi giocare per un attimo e capisci il perchè.
Samira Ghanfili. 23.
Portiere.
Capello corto e ciuffo alla Holly e Benji.
1993, giovanissima anche anche lei.
E’ già una sicurezza tra i pali, bei riflessi e un margine di miglioramento che la rende potenzialmente imbattibile.
La Nazionale Italiana lo sa e l’ha convocata.
Claudia Brandolini. 13.
Alta, esilissima.
La guardi e pensi “ma com’è che non si spezza?”
Sempre affidabile e concreta.
Il ricciolo raccolto sulla testa lo vedi saltellare ovunque nel campo.
Diana Bellucci. 20.
Un muro nei contrasti.
Potresi ignorarla, ma il suo numero si aggira per il campo e non puoi fare a meno di ricordarlo.
Jessica Troiano. 25.
E’ una trascinatrice.
La sua esperienza nel calcio a 11 si sente e si vede. In quegli occhi castani vedi la sua determinazione in campo e una luce allegra e brillantissima una volta finita la partita.
Noe Reyes. 10.
La prima volta che l’ho vista ho pensato ad una giocatrice di calcio.
Piccola, capello corto, baricentro basso.
Andalusa, ho letto di lei “lo scoiattolo della baia” e, se ci penso ora, è davvero così.
Gambe potenti e determinazione.
Barbara Di Pietro. 6.
Probabilmente la più anziana. 1975 a Montesilvano dal 2009.
Tanta esperienza messa costantemente a disposizione della squadra.
Federica Colatriani. 8.
Jessica Ciferni. 11.
Mariangela D’ambrosio. 9.
Una cosa mi stupisce di chi gioca meno, non fa mai sentire la differenza.
La squadra è una, a prescindere dagli elementi. Vince insieme. Perde insieme.
Continueremo a seguire queste ragazze. La loro interpretazione del calcio è così affascinante che non puoi non innamorarti.
Ci si vede alla prossima gara casalinga.
Ah, avete provato a vedere queste donnine con i capelli sciolti? Non le riconoscereste.


