Spesso con Federica affolliamo gli spalti di qualche evento sportivo, considerato minore.
Non certo per il livello tecnico, come abbiamo scoperto con nostra grande gioia, ma perché l’attenzione del grande pubblico e dei media tradizionali è orientato altrove.
Qualche mese fa, ci siamo recati in un vicino palazzetto per assistere ad un incontro di Calcio a 5, femminile.
Badate bene, non un incontro di terza categoria provinciale.
Si trattava di una partita della Serie A Femminili di Futsal (così si chiama il calcio a 5). La mia insana passione per la giocatrice spagnola Sara Iturriaga mi ha trasciato su quegli spalti.
Con mia grande sorpresa, il manifesto che pubblicizzava l’evento in tutta la città recitava “ingresso gratutito”.
In campo uno spettacolo assoluto, non solo per la presenza di una delle giocatrici più forti di sempre, del talento della brasiliana Bruna Borges o delle sue compagne nazionali italiane…
Al termine dell’incontro mi sono sentito come se mi avessero regalato un biglietto per un film e avessi scoperto quanto bello era questo spettacolo. Mi sono voltato cercando un chiosco, un banchetto…qualcosa dove acquistare un cappellino, una maglietta, qualcosa…
Mi sono posto quindi la questione, meglio far pagare un biglietto oppure un ingresso gratutito e poi un’ estesa presenza di merchandise di acquistare?
Così come per la Serie A2 di Pallanuoto Femminile, quella di Softball, il biglietto gratuito ha il vantaggio innegabile di non gravare sulle tasche di amici e parenti, spesso unici spettatori assidui di questi eventi e invogliano a partecipare gli spettatori casuali. Come può il biglietto gratutito aiutare queste piccole realtà?
Ho notato che spesso il bar nei pressi dell’impianto sportivo fa affari d’oro in occasione di questi eventi sportivi, oppure ho visto comparire ambulanti gastronomici nei parcheggi dei suddetti impianti.
Insomma, il biglietto d’ingresso per vedere l’incontro di campionato di *inserire sport minore* non mi sembra la scelta più sensata.
Eppure mi è capitato di leggere spesso che in talune circostanze anche sport davvero di nicchia applicano un balzello, anche nell’ordine di decine di euro, per assistere ad uno spettacolo sportivo di una qualche lega competitiva.
Seppure cosciente dei costi che ogni società sportiva dilettantistica deve sostenere, ritengo il biglietto d’ingresso un errore, una sorta di miopia imprenditoriale. Probabilmente mi sfuggono elementi essenziali e importanti che inducono dirigenti sportivi, negli ambiti più disparati a procedere con certe scelte.
Nel mentre vado a godermi le Final Four di Coppa Italia e il turno di campionato completamente gratis, in campo non una squadra qualsiasi ma una con qualche scudetto in bacheca a far bella figura al fianco di qualche trofeo contientale.

