SI NARRA CHE LA POESIA SIA NATA CON LO SPORT
Futsal

Se Fossi un Mister – Castelli di Sabbia

E’ caldo vero?

Non è caldo, è estate, tempo di piscina, per i più fortunati di mare, ghiaccioli e calcio mercato, corriere dello sport spalancato in faccia mentre la tua sdraio ti sorregge ed il giornale ti offre un piccolo pezzetto di ombra.

Un bambino si esibisce in una rovesciata sul bagnasciuga e c’è accanto a lui una bambina che fissa il pallone quasi ipnotizzata.

Pochi metri più in la sua sorella sta facendo un castello di sabbia, la chiama perché la vorrebbe accanto ed invece lei continua a seguire con lo sguardo il pallone.

Tra me e me penso:

“Vinci la timidezza piccola, dai che ce la fai.”

Lei muove un ginocchio in avanti e penso “eccoci”, invece è solo un movimento nervoso, tira il vento classico del pomeriggio al mare, i suoi capelli a tratti si aprono come un ventaglio, ricci e castani, leggermente schiariti dal sole e dall’acqua del mare.

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Il bambino continua a giocare con il pallone sul bagnasciuga, lei continua a fissarlo ed io spero che la palla arrivi a me, abbasso un poco il giornale per sbirciare dietro al titolo di Donnarumma che non rinnova con il Milan, il ragazzo palleggia, uno, due, tre.

La palla si sposta con il vento ed il ragazzo la calcia forte con un gesto di stizza, lascio il giornale perché sta venendo proprio verso di me, la blocco con le mani e sorrido alla ragazzina con i ricci in testa scomposti.

Lei mi guarda un attimo mentre la indico e le porgo il pallone, timida ed un po in imbarazzo finalmente si avvicina a me e prende la palla, non dice niente e corre con il pallone tra i piedi verso il ragazzo sul bagnasciuga, tiro su il giornale per non essere troppo indiscreto ma mi gusto la scena, parlottano un po’, sembra quasi una trattiva.

Penso, dai falla giocare, sei da solo, digli di si, digli di siiii, pochi istanti dopo sono li ad inseguire lo stesso pallone, a ridere ed insabbiarsi in riva al mare,  sento un urlo e torno a sbirciare, è lei che ha segnato e sembra Fabio Grosso ai mondiali del 2006, corre ad esultare verso di me!

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Ciao piacere!

  • Con la voce affaticata dalla corsa mi saluta e mi dice io sono Alice, i miei genitori non sono contenti quando gioco a pallone ma a me piace tanto.

Le sorrido ed ammetto che è una storia che già conosco, l’ho sentita tante volte.

Sai Alice non è importante cosa vogliono gli altri, è importante ciò che vuoi tu, perché non hai chiesto prima a quel ragazzo se potevi giocare con lui?

  • Avevo paura che mi dicesse di no!

Ah ecco quindi per paura che ti dicesse lui di no in pratica te la negavi da sola la gioia di poter correre dietro al pallone.

  • Beh si, io sono timida e poi anche i miei amici non vogliono mai che giochi a pallone con loro.

Alice ascolta, quando torni a casa cerca una scuola calcio femminile vicino a casa tua, non ascoltare nessuno, divertiti e gioca, prenditi cura del pallone, dei tuoi sogni e dei tuoi desideri, sappi che deve essere un divertimento per te, non farti mettere in testa strane storie di gloria assoluta, lo devi fare per te stessa e per realizzare i tuoi sogni.

Per chi tifi Alice?

Per il Milan!

Hai visto che forse Donnarumma va via?

Si ma non ho capito perché!

Bah se per questo non l’ho capito nemmeno io e probabilmente neanche lui, vedi Alice ad un certo punto della vita tutti ci sentiamo arrivati e perdiamo di vista il motivo per cui abbiamo cominciato a correre dietro ad un pallone, tu oggi e per sempre dovrai ricordarti questa giornata, queste emozioni e quanto eri felice quando quel ragazzo ti ha permesso di giocare con lui.

Ora vai Alice, torna a giocare con il sole in faccia, il vento tra i capelli e la purezza negli occhi che guardano ancora un pallone come se fosse la cosa più grande che possa esistere nella vita.

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Mi squilla il telefono e rispondo:

Mister il prossimo anno vado a giocare altrove, sto vagliando alcune proposte, non credo che rimarrò con voi, sai ci sono progetti seri, mi hanno offerto 50 € al mese e ci sto pensando, mi viene in mente la mia amica riversa sui libri perché deve laurearsi, qualche giorno fa ci siamo sentiti di sfuggita ed ho pensato che aveva davvero perso l’entusiasmo.

Attacco il telefono ed apro Youtube sul cellulare, rapida ricerca e mentre lei se ne va spalle al sole, appoggio il giornale e da solo canto:

      Alice guarda i gatti
E i gatti muoiono nel sole
Mentre il sole a poco a poco si avvicina

      E Cesare perduto nella pioggia
Sta aspettando da sei ore
Il suo amore ballerina

      E rimane lì, a bagnarsi ancora un po’
E il tram di mezzanotte se ne va
Ma tutto questo Alice non lo sa.

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