SI NARRA CHE LA POESIA SIA NATA CON LO SPORT
Football Americano

Ancora di football

Era da gennaio 2015 che non partecipavo a un evento del football come me stessa, che non lo guardavo solo con i miei occhi. L’ultimo era stato il Super Bowl 2014 (ancora si chiamava Super Bowl, come passa il tempo).
È stato bello anche per questo. È stato molto bello anche per questo.
Ho finalmente capito che l’estate non finisce il 31 agosto e neanche il primo giorno di scuola: l’estate finisce quando a Lignano siamo tutti in campo dopo la fine della partita.
Menzioni:

– Manfredi che ha commentato 8 partite su 4 giocate, che venerdì è entrato in campo con la bandiera correndo e domenica camminava a 1.5 km/h
– Salvo e “hai presente quando gli batte l’occhio a lui così? Ecco, gli batteva così”
– Evia che a 40″ dalla fine “Aó e smettila de piagne, dimme se stamo a vince o a perde”. A lei stava per uscire il cuore dalle orecchie, a me è letteralmente uscito dagli occhi.
– il custode dello stadio che mi ha dato un mazzo di chiavi che pesava come me
– il signore della reception “mai vista una mancina così impedita come lei”
– il ragazzo che serviva alla cooperativa dei pescatori “scusa signora ma questo pass che ho visto ad altri a che serve?”
– Federica che mi ha cantato e ballato la sigla delle Winks in mezzo a un prato con ai piedi delle zeppe lunghe come i suoi femori
– Stefano che ho visto correre imprecando sotto la pioggia pur di portare la medaglia alla sua mamma appena finito tutto
– Lorenza, sarà per il nome che era destinata a fare parte della mia vita?
– Giulio e Margherita, quasi vicini di casa e frequentati solo in queste occasioni, bisognerà rimediare
– il gruppo ultras Brianza. Inossidabili come nessuno (Laura, Rosalba, Samuele e i loro amici)
– Lou (Bimbo Gigi), Nick (Nicola), Brian (Bruno), Vincent (Vincenzo), Luke (Luca), che in pizzeria fanno brindisi agli “Oriundis of the Italian National Team” e sono riusciti, inconsapevoli, con quella frase e quei sorrisi, a coprire di merda chiunque abbia criticato dal proprio divano la scelta di coinvolgerli. (Tra parentesi il nome con cui sono stati chiamati dai compagni di squadra durante tutto il raduno)

– Fabio, perché essere minacciata di un vaffanculo 7o grado della Richter e poi vederlo preoccupato perché non ero dove lui pensava che fossi in quel momento spiega solo il 3% di cosa sia per me <— sono da Mac e non mi esce il pallino del settimo
– chi non doveva esserci e c’è stato 🎲
– la mia Nazionale. Tutta.
Le mie targhe sono queste

…In just another roll of the dice …

Livia Galletti

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